ROMAEUROPA * Dall’Estate Romana al mondo
REDAZIONE * Roma 6 Novembre 2026
ROMAEUROPA * Dall’Estate Romana al mondo
Dall’Estate Romana di Renato Nicolini, nata nel 1977, al Romaeuropa Festival, avviato nel 1986 a Villa Medici: due esperienze diverse che hanno contribuito ad aprire la capitale a nuovi modi di vivere la cultura. La quarantunesima edizione di Romaeuropa si conclude il 15 novembre 2026 con una grande festa musicale.
C’è stato un tempo in cui Roma, nelle sere d’estate, sembrava trasformarsi in un immenso palcoscenico. Si proiettavano film all’aperto, si ascoltava musica, si assisteva a spettacoli nei luoghi più inattesi. Era il 1977 e Renato Nicolini, assessore alla Cultura, aveva inventato l’Estate Romana, una delle esperienze più originali della vita culturale italiana.
In una città attraversata dalle tensioni politiche e dalla violenza, Nicolini aveva intuito che la cultura poteva riportare le persone nelle piazze, restituire loro il piacere di incontrarsi e di vivere insieme gli spazi urbani. Quell‘effimero, come venne chiamato, avrebbe lasciato una traccia assai più duratura di molte iniziative destinate a sopravvivergli.
Nel 1985, mentre l’esperienza di Nicolini si avviava alla conclusione, a Roma avvenne un incontro significativo con Monique Veaute, protagonista di un’altra avventura culturale che stava per cominciare. Una coincidenza felice, ricordata anche nelle ricostruzioni della storia di Romaeuropa, quasi un ideale passaggio di testimone fra due modi differenti di immaginare la città.

L’anno successivo, nei giardini di Villa Medici, prendeva vita il Festival di Villa Medici, nato nell’ambiente dell’Accademia di Francia per iniziativa di Jean-Marie Drot, Monique Veaute e Giovanni Pieraccini. Si chiamava Barocco e tendenze e rappresentava il primo passo di quello che sarebbe diventato il Romaeuropa Festival.
Nicolini aveva portato la cultura nelle strade e nelle piazze; Romaeuropa cominciava ad aprire la città agli artisti e ai linguaggi internazionali. Due esperienze indipendenti, nate da circostanze differenti, accomunate dalla capacità di immaginare una Roma contemporanea, capace di vivere anche oltre la propria straordinaria eredità monumentale.
Da allora il festival è cresciuto, ha cambiato dimensioni e attraversato luoghi diversi, portando nella capitale compagnie teatrali, coreografi, musicisti e artisti provenienti da ogni parte del mondo. Danza, teatro, musica, arti visive e sperimentazione elettronica hanno trovato occasioni d’incontro, spesso sorprendenti, talvolta difficili per un pubblico abituato a linguaggi più tradizionali. Ma anche questa è una funzione dei festival: offrire qualcosa che ancora non conosciamo.
La quarantunesima edizione, iniziata l’8 settembre, riunisce oltre mille artisti in circa cento spettacoli. Una manifestazione ormai estesa a numerosi spazi della capitale, nella quale convivono nomi affermati e nuove generazioni, produzioni internazionali e sperimentazioni. La ricchezza del programma è anche il suo piccolo limite: fra tante proposte, orientarsi richiede qualche sforzo. Ma Romaeuropa sembra preferire il rischio dell’abbondanza alla tranquillità delle formule collaudate.
Gli ultimi giorni ne offrono un esempio. Al Teatro dell’Opera la danza contemporanea incontra le grandi coreografie europee, mentre al Teatro Valle Silvia Costa porta in scena Memoria di ragazza, dal libro di Annie Ernaux. Poi la musica prende progressivamente il sopravvento, fino alla giornata conclusiva del 15 novembre, quando l’Auditorium Parco della Musica si trasforma in una lunga festa. Si passa dai cento violoncelli di Giovanni Sollima ed Enrico Melozzi alle composizioni di Philip Glass, per arrivare a una serata in cui persino la musica classica assume il ritmo di un rave.
È un finale che, per certi versi, avrebbe forse divertito anche Nicolini. In entrambe le esperienze, la festa diventa un’occasione per incontrare la cultura e riscoprire il piacere di vivere la città.
Quarant’anni dopo Villa Medici, Romaeuropa continua a guardare oltre i confini. E Roma, quando accetta di lasciarsi sorprendere, torna a essere qualcosa di più di una città da ammirare: una città da vivere.
Note
- L’Estate Romana. Nata nel 1977 durante l’assessorato di Renato Nicolini, contribuì a trasformare la fruizione culturale degli spazi pubblici, soprattutto attraverso cinema, spettacoli e iniziative popolari.
- Villa Medici e le origini. Il primo festival del 1986 si chiamava Barocco e tendenze. Fra i promotori figuravano Jean-Marie Drot, Giovanni Pieraccini e Monique Veaute. La Fondazione Romaeuropa fu costituita nel 1990.
- L’incontro del 1985. Una ricostruzione pubblicata da la Repubblica nel 2025 ricorda un incontro fra Renato Nicolini e Monique Veaute. È un episodio significativo della vicinanza culturale fra le due esperienze, pur nella loro autonomia organizzativa.
- La dimensione internazionale. Romaeuropa ha progressivamente coinvolto accademie straniere, ambasciate e istituzioni culturali, sviluppando una rete di collaborazioni e coproduzioni.
- Il festival 2026. La quarantunesima edizione si svolge dall’8 settembre al 15 novembre. Il programma comprende circa cento spettacoli e oltre mille artisti, con appuntamenti distribuiti in numerosi luoghi della capitale.
PER SAPERNE DI PIU’
- SIUSA – Renato Nicolini. Profilo biografico e documentazione archivistica.
https://siusa-archivi.cultura.gov.it/cgi-bin/pagina.pl?Chiave=59198&TipoPag=prodpersona - Treccani – Romaeuropa Festival. Storia e caratteristiche della manifestazione.
https://www.treccani.it/enciclopedia/romaeuropa-festival/ - Archivio storico Romaeuropa. Programmi e manifestazioni dal 1986.
https://archiviofondazione.romaeuropa.net/browse/spettacoli - Romaeuropa – Programma 2026. Appuntamenti, luoghi e orari.
https://romaeuropa.net/programma/ - Fondazione Romaeuropa – Presentazione. Origini istituzionali e relazioni internazionali.
https://romaeuropa.net/presentazione/
IN APERTURA Roma, Villa Medici, sede dell’Accademia di Francia, dove nel 1986 nacque il Romaeuropa Festival per iniziativa di Monique Veaute. Foto: Marie-Lan Nguyen, Wikimedia Commons, pubblico dominio
