AL MAXXI * Nanda Lanfranco l’arte vista da vicino
REDAZIONE Roma 6 Novembre 2026
NANDA LANFRANCO * L’arte vista da vicino
Al MAXXI di Roma, dal 13 novembre 2026 al 28 febbraio 2027, una mostra ripercorre la vita e il lavoro di Nanda Lanfranco, fotografa che ha documentato per decenni protagonisti, opere e ambienti dell’arte contemporanea.
Ci sono fotografi che cercano l’immagine destinata a diventare celebre e altri che, quasi senza accorgersene, finiscono per raccontare un’epoca. Nanda Lanfranco appartiene a questi ultimi. Per oltre trent’anni ha frequentato artisti, gallerie e musei, fotografando opere, performance, inaugurazioni e momenti di lavoro. Ne è nato un patrimonio di immagini che oggi permette di entrare nella vita quotidiana dell’arte contemporanea.
Il MAXXI di Roma le dedica Ordinare il mondo. L’Archivio di Nanda Lanfranco, mostra curata da Lara Conte, ospitata nel foyer Carlo Scarpa dal 13 novembre al 28 febbraio 2027.
Nata a Genova nel 1935, Nanda Lanfranco si avvicina alla fotografia da autodidatta, costruendo la propria esperienza attraverso la curiosità e l’incontro con gli artisti. Negli anni Settanta la città ligure attraversa una stagione particolarmente vivace per l’arte contemporanea. Le gallerie diventano luoghi di sperimentazione, le opere assumono forme nuove e gli artisti cercano modalità espressive che spesso superano i confini della pittura e della scultura.

È in questo ambiente che Lanfranco incontra Germano Celant e comincia a collaborare con la Samangallery di Ida Gianelli, entrando in contatto con alcuni protagonisti delle nuove ricerche artistiche. Dal 1977 al 1982 è fotografa ufficiale della galleria genovese e segue performance, installazioni e mostre di artisti come Marina Abramović, Ulay, Laurie Anderson e Charles Simonds. Sono esperienze nelle quali l’opera può coincidere con un gesto, un’azione o un evento destinato a durare poche ore. La fotografia diventa allora uno strumento prezioso per conservarne la testimonianza.
Ma il suo interesse non si esaurisce nella documentazione delle opere. Lanfranco osserva gli artisti mentre lavorano, segue gli allestimenti, coglie incontri e situazioni che raramente trovano spazio nei cataloghi ufficiali. Nel 1981, per esempio, fotografa Michelangelo Pistoletto durante la preparazione della mostra Identité italienne al Centre Pompidou di Parigi. L’immagine racconta un momento del lavoro dell’artista, prima che tutto sia pronto per essere presentato al pubblico.
Con il passare degli anni la sua attività si allarga alle grandi manifestazioni internazionali, dalla Biennale di Venezia a documenta di Kassel. Le fotografie vengono pubblicate su riviste come Domus, Artforum e Artpress e, dal 1983, Lanfranco collabora con Il Giornale dell’Arte. Si forma così una documentazione sempre più ampia, nella quale le opere convivono con i loro autori, gli spazi espositivi e le persone che animano il mondo dell’arte.
Accanto agli incarichi professionali, tuttavia, Lanfranco coltiva una propria ricerca fotografica. Il suo sguardo non è soltanto quello di chi registra ciò che accade: la scelta dell’inquadratura, l’attenzione ai particolari e la capacità di cogliere situazioni inattese rivelano una sensibilità personale che la mostra del MAXXI intende mettere in evidenza.
Dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2023, gli eredi hanno affidato nel 2024 l’archivio al museo romano in comodato d’uso. La mostra ne propone una selezione organizzata secondo un percorso cronologico e tematico, affiancando le fotografie realizzate nell’ambiente artistico alla produzione personale. Il progetto coinvolge anche la Sapienza e l’Università Roma Tre, con iniziative dedicate alla fotografia e alla Performance Art.
Ordinare il mondo offre così l’occasione di ritrovare artisti conosciuti da una prospettiva meno consueta, scoprire luoghi e atmosfere di altri decenni e conoscere una donna che ha trasformato una passione in una professione. Per una volta, al centro della scena non ci saranno soltanto gli artisti fotografati, ma anche la persona che, per tanti anni, ha saputo guardarli.
NOTE
- La Samangallery. Attiva a Genova negli anni Settanta sotto la direzione di Ida Gianelli, fu uno dei luoghi di incontro e sperimentazione dell’arte contemporanea. Nanda Lanfranco ne documentò mostre, installazioni e performance.
- Germano Celant (1940–2020). Critico e curatore genovese, introdusse nel 1967 la definizione di Arte Povera. La sua attività contribuì alla diffusione internazionale delle nuove ricerche artistiche italiane.
- La fotografia di performance. Molte azioni artistiche degli anni Settanta avevano una durata limitata. Le fotografie ne conservano gesti, ambienti e sequenze, diventando documenti essenziali per ricostruirne la storia.
- La mostra Identité italienne. Organizzata da Germano Celant al Centre Pompidou di Parigi nel 1981, presentò un’ampia ricognizione dell’arte italiana dal 1959, contribuendo alla sua conoscenza internazionale.
- Gli archivi fotografici. Negativi, provini, stampe e documenti di lavoro permettono di ricostruire la storia delle opere, delle esposizioni e dei rapporti tra artisti, gallerie e istituzioni.
PER SAPERNE DI PIU’
- MAXXI (IT) – Ordinare il mondo. L’Archivio di Nanda Lanfranco. Presentazione ufficiale, curatela e percorso espositivo.
- Castello di Rivoli (IT) – Fondo Nanda Lanfranco. Documentazione delle 226 unità archivistiche conservate dal museo.
- Noi Donne (IT) – Ordinare il mondo: la mostra al MAXXI. Articolo di Monica Lanfranco, pubblicato il 2 novembre 2026.
- MAXXI (EN) – Nanda Lanfranco Archive. Presentazione della mostra in inglese.
- Castello di Rivoli (EN) – Nanda Lanfranco Archival Collection. Descrizione del fondo fotografico e dell’attività dell’autrice.
IN APERTURA Roma, MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, progettato da Zaha Hadid, sede della mostra Ordinare il mondo. L’Archivio di Nanda Lanfranco. Foto: Mika Stetsovski, 2017, Wikimedia Commons, CC BY 2.0
