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DIARIO – ARTE E CULTURA

BASOLE DI PENSIERO * L’algoritmo e la formazione della mediazione

 

SERGIO ANSUINI  *  Roma 6 Novembre 2026

 

BASOLE DI PENSIERO  *  L’algoritmo e la forma della mediazione

 

Gli algoritmi organizzano le informazioni e influenzano le nostre scelte. Attraverso le abitudini quotidiane, la loro mediazione contribuisce a trasformare anche il nostro modo di pensare.

 

Ogni mattina, quando apriamo il telefono o accendiamo il computer, troviamo un mondo già organizzato. Notizie, immagini, opinioni e proposte commerciali si presentano secondo un ordine che cambia da persona a persona. Alcuni contenuti conquistano immediatamente la nostra attenzione, altri rimangono sullo sfondo. Ci muoviamo in uno spazio che sembra offrirci infinite possibilità, mentre una parte di quelle possibilità è stata selezionata prima ancora del nostro arrivo.

A organizzare questo spazio contribuiscono gli algoritmi, procedure che elaborano informazioni secondo criteri stabiliti da chi le progetta. Le nostre ricerche, le preferenze e i comportamenti precedenti possono diventare elementi di nuove selezioni. Nei sistemi che utilizzano queste informazioni, ogni interazione contribuisce a modificare ciò che incontreremo successivamente.

La mediazione accompagna da sempre la vita degli uomini. La novità introdotta dalle tecnologie digitali riguarda soprattutto la velocità, la diffusione e la capacità di adattare continuamente la selezione delle informazioni ai comportamenti individuali. Processi che un tempo richiedevano passaggi successivi possono oggi ripetersi milioni di volte, coinvolgendo contemporaneamente persone e ambienti differenti.

Ma per comprendere ciò che sta accadendo dobbiamo seguire il movimento delle relazioni e le trasformazioni che ne derivano.

L’individuo entra in questo rapporto portando con sé un proprio ecosistema di esperienze, conoscenze, desideri e convinzioni. Le informazioni ricevute possono rafforzare alcuni interessi, indebolirne altri, suggerire nuove abitudini. Le sue reazioni alimentano a loro volta i sistemi che organizzano i contenuti, contribuendo, in quelli predisposti a utilizzarle, a modificarne le selezioni successive. Cambiano così le condizioni dell’incontro, mentre anche l’individuo può uscire trasformato da quell’esperienza.

Il movimento coinvolge gli altri nodi dell’ecosistema. Chi produce notizie, immagini o opere osserva ciò che conquista attenzione e può adattare le proprie scelte. Le imprese modificano le strategie, le istituzioni cercano nuove forme di comunicazione, gli individui riorganizzano le proprie attività. Anche gli strumenti vengono aggiornati in risposta ai comportamenti osservati e agli obiettivi di chi li controlla.

Pensiamo all‘arte. La circolazione digitale può accrescere la visibilità di un artista, richiamare l’interesse dei collezionisti e influenzare le scelte delle gallerie. Queste relazioni possono incidere sulla produzione successiva, modificando ancora una volta ciò che viene mostrato e riconosciuto. L‘algoritmo partecipa al processo insieme agli altri nodi, ciascuno con la propria storia, i propri interessi e la propria capacità di intervento.

È in questo movimento che riconosciamo una delle forme contemporanee del potere del Sistema. Le sue componenti interagiscono, acquistano centralità, stabiliscono dipendenze e contribuiscono a orientare i comportamenti collettivi. La mediazione algoritmica rafforza alcune di queste dinamiche, mentre l’intelligenza artificiale e gli agenti capaci di eseguire operazioni sempre più articolate ne ampliano le possibilità.

Il cambiamento più profondo, tuttavia, può avvenire nell’ecosistema individuale. Quando una mediazione diventa parte della vita quotidiana, le sue logiche possono entrare nelle abitudini e nei criteri con cui valutiamo il mondo. Cominciamo ad adattare le nostre scelte agli strumenti che utilizziamo, fino a considerare naturale il modo in cui organizzano le possibilità disponibili.

L’individuo e il suo riflesso. Le esperienze, le informazioni e le mediazioni del Sistema entrano progressivamente nella percezione di sé. Immagine elaborata con intelligenza artificiale per DIARIO  Arte & Cultura.

Il Sistema diventa così progressivamente abitabile dentro l’individuo. La sua presenza si manifesta anche attraverso comportamenti spontanei, aspettative e preferenze che contribuisce a formare. Il confine fra ciò che riceviamo dall’ambiente e ciò che riconosciamo come nostro diventa sempre più difficile da distinguere.

La traiettoria attuale mostra una crescente estensione di queste forme di mediazione e delle dipendenze che possono accompagnarle. Siamo ancora nelle prime fasi di una trasformazione della quale conosciamo soltanto una parte delle conseguenze. Le condizioni presenti lasciano prevedere un ulteriore rafforzamento del fenomeno, mentre i suoi sviluppi più lontani rimangono incerti.

Anche questa configurazione appartiene al movimento degli ecosistemi. Le relazioni cambiano, nuovi nodi emergono, altri acquistano o perdono importanza. Il divenire non contiene alcuna promessa di miglioramento. Può produrre nuove possibilità e nuove forme di dipendenza.

Il pericolo più profondo della mediazione algoritmica emerge quando il Sistema, da ambiente nel quale viviamo, diventa parte del modo in cui pensiamo e abitiamo noi stessi.

 

NOTE

Algoritmi e sistemi di raccomandazione   Un algoritmo è una procedura definita per svolgere un compito. I sistemi di raccomandazione utilizzati dalle piattaforme digitali possono combinare dati, modelli statistici e apprendimento automatico per selezionare e ordinare contenuti. La personalizzazione rappresenta una specifica applicazione degli algoritmi, non una caratteristica comune a tutti.

La retroazione  Nei sistemi adattivi, le risposte degli utilizzatori possono contribuire alle selezioni successive. Si crea così un circuito di retroazione nel quale i risultati influenzano le condizioni delle nuove interazioni. Il meccanismo dipende dall’architettura del sistema e dagli obiettivi stabiliti.

La distribuzione dell’attenzione  La posizione di un contenuto, la frequenza con cui viene proposto e le modalità della sua presentazione possono influire sulla probabilità che venga incontrato. Questa distribuzione della visibilità può avere conseguenze economiche e culturali, soprattutto quando l’accesso al pubblico dipende da un numero limitato di piattaforme.

Gli agenti di intelligenza artificiale  Un agente di IA può utilizzare strumenti, pianificare sequenze operative ed eseguire azioni per raggiungere obiettivi assegnati. La sua capacità di operare attraverso più passaggi introduce nuove possibilità di automazione. Obiettivi, vincoli e criteri operativi non dimostrano l’esistenza di una volontà cosciente.

Abitudine e interiorizzazione  L’uso ripetuto di uno strumento può modificare le abitudini attraverso cui affrontiamo un compito. Quando le procedure diventano familiari, possiamo adottarne alcuni criteri senza esaminarli ogni volta consapevolmente. L’interiorizzazione resta un processo variabile, influenzato dalle esperienze individuali e dal contesto.

PER SAPERNE DI PIÙ

  • Shoshana Zuboff, Il capitalismo della sorveglianza, LUISS University Press. Un’analisi dei rapporti fra raccolta dei dati, potere economico e previsione dei comportamenti.
  • Cosimo Accoto, Il mondo dato. Cinque brevi lezioni di filosofia digitale, Egea. Una riflessione sulle trasformazioni dell’esperienza prodotte dalle tecnologie digitali.
  • Luciano Floridi, La quarta rivoluzione. Come l’infosfera sta trasformando il mondo, Raffaello Cortina Editore. Un’indagine sul rapporto fra ambiente informazionale e identità umana.
  • Taina Bucher, If…Then: Algorithmic Power and Politics, Oxford University Press, 2018. Sulle forme di potere che emergono dalle relazioni quotidiane con gli algoritmi.
  • Tarleton Gillespie, Custodians of the Internet: Platforms, Content Moderation, and the Hidden Decisions That Shape Social Media, Yale University Press, 2018. Sulle decisioni e sulle strutture che governano la visibilità dei contenuti.

IN APERTURA  Gustave Doré, Dante e Virgilio incontrano Catone Uticense, illustrazione per il canto I del Purgatorio, 1868. Incisione. Wikimedia Commons, pubblico dominio.

«Libertà va cercando, ch’è sì cara…» — Dante, Purgatorio, I, 71.

 

 

 

 

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