TALLULAH DIRNFELD la bellezza di ciò che manca
Letti disfatti, abiti eleganti, frutta, tessuti preziosi. Tutto sembra abbondare, eppure qualcosa manca. È questa contraddizione ad attraversare Wherever I Am I Am What Is Missing, la personale di Tallulah Dirnfeld, inaugurata il 23 ottobre alla galleria T293 di Roma.
Nata a New York nel 1994, l’artista costruisce ambienti seducenti, abitati da figure vicine fisicamente ma lontane emotivamente. I corpi si nascondono, si voltano, sembrano dissolversi tra stoffe e oggetti. La bellezza diventa così il luogo di un’assenza.
Il titolo riprende un verso del poeta americano Mark Strand: ovunque ci troviamo, occupiamo uno spazio lasciandone vuoto un altro. Una riflessione che Dirnfeld traduce in pittura attraverso il rapporto tra presenza, desiderio e memoria.
Anche la galleria merita attenzione. Fondata a Napoli nel 2002 da Paola Guadagnino, T293 ha scelto un nome insolito, lontano dalla consuetudine delle gallerie intitolate ai proprietari. Una scelta che mette gli artisti al centro dell’identità dello spazio.
Oggi T293 opera a Roma, in Piazza del Catalone, a Borgo Pio. Un nodo internazionale dell’arte contemporanea nel cuore della città.

La mostra, inaugurata il 23 ottobre, resterà aperta fino al 20 novembre 2026.
IN APERTURA Tallulah Dirnfeld, opera esposta nella mostra Wherever I Am I Am What Is Missing, T293, Roma, 2026. Foto: Eleonora Cerri Pecorella. Courtesy T293.
