Salta al contenuto principale

DIARIO – ARTE E CULTURA

BONCOMPAGNI LUDOVISI * Un museo da scoprire tra gioielli e sculture

Redazione  *  Roma 23 Ottobre 2026

 

Boncompagni Ludovisi

Un museo da scoprire tra gioielli e sculture

 

Nel cuore di Roma, a pochi passi da via Veneto, la Casa Museo Boncompagni Ludovisi custodisce una parte meno conosciuta della storia del costume e delle arti decorative italiane. La mostra AUREA, dedicata ai gioielli e alle sculture di Elvi Ratti, offre l’occasione per entrare in questo museo e scoprirne le collezioni.

La Casa Museo occupa un villino sorto nel 1901 sui terreni dell’antica Villa Ludovisi, la grande proprietà dei principi Boncompagni Ludovisi, in gran parte lottizzata alla fine dell’Ottocento per costruire il nuovo quartiere romano. La dimora, successivamente abitata dal principe Andrea e dalla moglie Alice, fu lasciata da quest’ultima allo Stato italiano. Oggi conserva arredi, abiti e oggetti che raccontano la storia del costume e delle arti decorative tra Ottocento e Novecento.

In questi ambienti si inserisce AUREA, la mostra dedicata a Elvi Ratti, che riunisce gioielli, sculture e bozzetti realizzati nel corso di diversi decenni. Curata da Tiziano M. Todi, Elisa Ciafrei e Maria Ciccarella, su progetto di Maria Giuseppina Di Monte, direttrice della Casa Museo, l’esposizione accompagna il visitatore attraverso una ricerca nella quale il gioiello incontra il linguaggio della scultura.

Oro, argento, pietre e altri materiali prendono forma in collane, spille e pendenti concepiti come piccole composizioni plastiche, nelle quali la funzione ornamentale convive con la ricerca del volume e del movimento. La collana Teodolinda, del 1971, presenta una successione di piastre auree alternate a elementi verdi, mentre Barbarica, del 1972, sviluppa una composizione di elementi curvi in argento, dalle superfici irregolari. Due esempi di una produzione che guarda alla materia e alle sue possibilità espressive.

Formatasi inizialmente nella pittura, Elvi Ratti studiò scultura con Umberto Mastroianni all’Accademia di Belle Arti di Roma. Già nel 1975 presentava a Spoleto una personale dal titolo Gioielli come sculture, che riassume efficacemente il rapporto fra le due discipline nel suo lavoro.

Elvi Ratti, Barbarica, 1972. Collana con cinque piastre curve in argento, caratterizzate da superfici incise e modellate. Mostra AUREA, Casa Museo Boncompagni Ludovisi, Roma.

L’esposizione trova una sua particolare collocazione nelle sale della Casa Museo, dove le opere dialogano con gli arredi, gli abiti e gli oggetti delle collezioni permanenti. I bozzetti permettono di seguire il percorso dal disegno alla realizzazione, mentre le sculture mostrano come le stesse forme possano svilupparsi su dimensioni differenti.

A collegare la mostra alla storia dell’arte romana è anche la presenza, nelle raccolte del museo, di alcuni gioielli realizzati da Umberto Mastroianni per Palma Bucarelli, storica direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Un piccolo ma significativo frammento delle relazioni fra artisti, istituzioni e protagonisti della vita culturale del secondo Novecento.

La visita diventa così un’occasione per conoscere il lavoro di Elvi Ratti e, insieme, scoprire un museo che racconta attraverso gli oggetti un aspetto meno frequentato della storia culturale italiana. In una Roma dominata dai grandi monumenti e dalle collezioni più celebri, la Casa Museo Boncompagni Ludovisi conserva un patrimonio che merita di essere conosciuto. AUREA offre una buona ragione per varcarne la soglia.

 

In apertura    Elvi Ratti, Teodolinda, 1971. Collana con tre piastre in oro lavorate a cera perduta ed elementi verdi. Mostra AUREA, Casa Museo Boncompagni Ludovisi, Roma.

 

 

 

Leave a comment