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DIARIO – ARTE E CULTURA

LUCA RUBEGNI Gli oggetti e la memoria

 

Una scritta pubblicitaria, un sipario, un nastro colorato. Sono frammenti di un mondo familiare che Luca Rubegni trasforma in immagini sospese tra realtà e immaginazione. Gli oggetti occupano la scena, mentre la presenza umana rimane fuori campo, affidata alle tracce che ha lasciato.

Nato a Roma nel 1993, formatosi tra Firenze e Milano e oggi attivo a Parigi, Rubegni guarda alla pittura del Novecento, alla grafica pubblicitaria e alla memoria degli ambienti quotidiani. Le sue composizioni hanno colori decisi, contorni nitidi e un’eleganza che talvolta sfiora la dimensione teatrale.

Il suo lavoro offre uno spunto interessante per osservare il rapporto delle nuove generazioni con il patrimonio visivo del passato. Le immagini familiari vengono isolate, accostate e trasformate in composizioni nuove, nelle quali la memoria sembra dialogare continuamente con l’invenzione. Ma dove finisce la citazione e dove comincia la creazione? E, soprattutto, nell’arte di oggi che cosa possiamo ancora definire semplice imitazione?

 Luca Rubegni, Tie a Yellow Ribbon Round the Ole Oak Tree, 2026, olio su tela. Courtesy Francesca Antonini Arte Contemporanea, Roma.

La mostra Poco prima, subito dopo, accompagnata da un testo critico di Gaia Bobò, inaugura il 14 ottobre 2026, alle ore 18, presso Francesca Antonini Arte Contemporanea, via di Capo le Case 4, Roma, e rimarrà aperta fino al 9 gennaio 2027.

IN APERTURA  Luca Rubegni, Dak, 2026, olio su tela, 80 × 60 cm. Courtesy Francesca Antonini Arte Contemporanea, Roma

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