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DIARIO – ARTE E CULTURA

A CASA DI ALDO GUCCI

REDAZIONE  *  2 OTTOBRE 2026

 

A CASA DI ALDO GUCCI

Il mondo nelle sue stanze

 

Prima che arredi e opere della villa di Aldo Gucci vadano all’asta il 9 ottobre, c’è ancora il tempo di guardarli insieme. Nelle stanze della Camilluccia raccontano una casa, una famiglia e il gusto privato di un uomo che portò Gucci nel mondo.

 

Alla fine degli anni Quaranta Aldo Gucci costruisce alla Camilluccia la sua casa romana. Intorno un grande giardino; dentro, il salone, la sala da pranzo, lo studio, le camere. Nelle fotografie di famiglia compare anche la grande scala di legno, con i nipoti riuniti sui gradini in un giorno di festa. Aldo vive qui con la moglie Olwen Price e i figli, incontra gli amici, riceve gli ospiti. Anno dopo anno arrivano mobili, quadri, tappeti, porcellane, scelti durante una vita che lo porta sempre più spesso oltre Roma.

Villa Gucci alla Camilluccia, Roma. La casa di Aldo Gucci e della sua famiglia. Courtesy Ansuini Aste

Sono ancora tutti nella villa. Il 9 ottobre saranno messi all’asta e, finché restano nelle stanze che li hanno accolti per tanti anni, raccontano un Aldo Gucci privato, lontano dalle vetrine di via Condotti e dalle immagini di una maison ormai conosciuta nel mondo.

Nella sala da pranzo domina un grande tavolo inglese dell’Ottocento, in mogano biondo, che aperto sfiora i quattro metri. Sulle pareti tre delle otto tele settecentesche dedicate alle avventure di Don Chisciotte; le altre accompagnano stanze diverse. Poco più in là mobili inglesi e italiani, Biedermeier austriaci, arredi francesi, tappeti persiani, porcellane e oggetti asiatici.

Alle pareti i secoli si mescolano con la stessa naturalezza. Angelica e Medoro di Cecco Bravo, Hubert Robert con il ninfeo di Villa Aldobrandini a Frascati, paesaggi inglesi dell’Ottocento. Poi il Novecento e la Grande Figura raccolta 4 di Emilio Greco.

Tante storie, tanti luoghi, eppure nelle stanze tutto sembra aver trovato il proprio posto. Il tempo ha avvicinato oggetti nati in epoche e paesi diversi. Il mogano, le dorature, i tessuti, i tappeti, la pittura antica e quella più recente hanno finito per parlarsi con naturalezza. È il gusto di una casa cresciuta negli anni, dove ogni nuovo arrivo si è aggiunto al precedente fino a creare un insieme che appartiene soprattutto a chi lo ha scelto e vissuto.

Negli stessi anni anche Gucci allarga i propri orizzonti. Da Firenze è arrivato a Roma e nel 1951 apre a New York. Aldo porta nel mondo un nome italiano mentre nella sua casa accoglie oggetti arrivati da mondi diversi. Due percorsi che finiscono per sfiorarsi: fuori, un linguaggio sempre più riconoscibile; dentro, epoche e culture differenti che trovano una loro armonia.

L’Inghilterra ha un posto particolare. Olwen è inglese e sono britannici molti mobili e diversi dipinti. Ma Londra era entrata nella storia dei Gucci molto prima della villa romana. Guccio aveva lavorato al Savoy, osservando viaggiatori, bagagli e quel modo internazionale di intendere l’eleganza che avrebbe portato con sé tornando a Firenze.

Guccio è ancora qui, nel ritratto dipinto da Angelo Cesselon. Fra dipinti antichi, mobili e oggetti venuti da lontano, il suo volto restituisce alla casa una misura intima. È il fondatore di Gucci, naturalmente, ma per Aldo era suo padre, e quel quadro nella casa del figlio appartiene prima di tutto alla loro storia.

Il grande tavolo conserva la sua storia inglese, il Cecco Bravo la propria storia artistica, il Greco quella della scultura italiana del Novecento. Agli anni, agli autori e alle provenienze si aggiunge ora anche il lungo tempo trascorso alla Camilluccia, nelle stanze di Aldo Gucci.

Il 9 ottobre Ansuini Aste presenterà a Roma Il lato privato dell’eleganza, la House Sale degli arredi e delle opere della villa. Il tavolo potrà entrare in un’altra sala da pranzo, il Cecco Bravo raggiungere un’altra collezione, l’Emilio Greco trovare un altro spazio. Anche il ritratto di Guccio potrebbe lasciare la casa del figlio.

Emilio Greco, Grande Figura raccolta 4, lotto 12 della House Sale. Courtesy Ansuini Aste.

Chi sceglierà uno di questi pezzi porterà con sé la sua epoca, il suo autore, la sua bellezza e anche una storia più recente. Saprà che quel mobile, quel quadro o quella scultura sono stati nella casa di Aldo Gucci, accanto agli oggetti con i quali oggi li vediamo ancora.

Tra pochi giorni quell’insieme comincerà a dividersi. Il tavolo, i quadri, le sculture entreranno in altre case, accanto ad altre cose. Ma da quel momento, nella loro storia, ci sarà anche la villa della Camilluccia.

Apertura – Guccio Gucci
Angelo Cesselon, Ritratto di Guccio Gucci, fondatore della maison. Dalla villa di Aldo Gucci alla Camilluccia. Courtesy Ansuini Aste.

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