PASQUALE ROTONDI * Operazione Salvataggio
Redazione * Roma 2 Ottobre 2026
PASQUALE ROTONDI
Operazione Salvataggio
Il 5 giugno 1940, cinque giorni prima dell’ingresso dell’Italia in guerra, un telegramma arrivò a Urbino. Chiedeva al soprintendente delle Marche di individuare i beni da proteggere e di trovare un ricovero sicuro per le opere d’arte. Il destinatario era Pasquale Rotondi, storico dell’arte nato ad Arpino nel 1909, poco più che trentenne. Cominciava così un’operazione segreta, nome in codice Salvataggio. Il suo protagonista sarebbe rimasto a lungo fuori dai manuali.
Rotondi cercò per mesi il luogo adatto, poi lo trovò a Sassocorvaro: la Rocca Ubaldinesca, fortezza quattrocentesca progettata da Francesco di Giorgio Martini. Distava una quarantina di chilometri da Urbino, raggiungibili in Balilla, era lontana da strade e ferrovie e le sue mura reggevano il peso di un bombardamento. Con l’appoggio del ministro Giuseppe Bottai1 cominciarono ad arrivare, spesso di notte, le casse.
Sassocorvaro si riempì presto: la Tempesta di Giorgione, la Pala d’Oro e il Tesoro di San Marco da Venezia, il San Giorgio di Mantegna, il ritratto Morosini di Tintoretto, i capolavori di Piero della Francesca. Nel 1943 il Palazzo dei Principi di Carpegna ospitò il resto: da Milano lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, da Roma l’Amor sacro e amor profano di Tiziano e i Caravaggio di San Luigi dei Francesi. In tutto circa diecimila opere. Rotondi le controllava di persona, una per una, tenendo d’occhio umidità e conservazione.
Poi venne l’8 settembre. Il ministero si dissolse, le truppe tedesche occuparono il territorio e il pericolo cambiò natura: non più le bombe, ma le razzie.2 Il 19 ottobre le SS entrarono a Carpegna. Rotondi chiese un colloquio al comandante, che pretese di ispezionare le casse. Ne fece aprire una: conteneva manoscritti di Gioacchino Rossini. L’ufficiale, giudicandoli «cartacce», la fece richiudere e non guardò oltre. Rotondi aveva già staccato dalle altre casse le etichette che ne indicavano il contenuto e la proprietà.3

Con la sua Balilla caricò a Sassocorvaro quanto poteva e portò a casa, a Urbino, i tre dipinti più preziosi, tra cui la Tempesta. Con la moglie Zea li nascose sotto il letto, in una città controllata dalle SS. Il 21 dicembre 1943 una colonna di camion partì dalla città alla volta di Roma, dove le opere trovarono ospitalità in Vaticano.4 Alla fine della guerra tornarono ai musei quasi tutte intatte.
Restava da chiedersi perché un’impresa simile fosse rimasta nell’ombra. Rotondi non cercò mai la ribalta e proseguì la carriera fino alla direzione dell’Istituto centrale del restauro. Inoltre ogni celebrazione richiamava il fatto che l’operazione era nata dentro un’amministrazione che aveva servito il regime. Nel 1984 il sindaco di Sassocorvaro, Oriano Giacomi, scoprì la storia e andò a trovarlo a Roma. Rotondi, ricorda il sindaco, sorrise e rispose: «Era ora che vi ricordaste di me». Morì nel 1991. Il Premio Rotondi, assegnato ogni anno a Sassocorvaro dal 1997, e le mostre recenti hanno restituito il suo nome alla storia.5
Il patrimonio si salva anche per le scelte di uomini rimasti anonimi, prese in anticipo, senza garanzie e spesso senza applausi. Diecimila opere sono arrivate fino a noi perché un soprintendente capì prima degli altri che cosa sarebbe accaduto, e agì da solo.
Note
1 Bottai. Ministro dell’Educazione nazionale, fascista e intellettuale, fu l’autore della legge 1089 del 1939 sulla tutela dei beni artistici e della 1041 del 6 luglio 1940 sulla protezione dei beni culturali in caso di guerra, ancora oggi alla base del sistema di tutela italiano. Dopo l’8 settembre fu ricercato dai tedeschi e il ministero si trasferì al Nord con la Repubblica sociale: Rotondi restò senza direttive da Roma.
2 Kunstschutz. Il reparto tedesco per la protezione dell’arte, istituito nell’Italia occupata nel settembre 1943, aveva il compito ufficiale di tutelare il patrimonio. In pratica trafugò opere di grande valore per soddisfare le richieste della gerarchia nazista, Göring in testa.
3 L’astuzia. Rotondi non trattò da pari a pari con i tedeschi: non ne aveva né i mezzi né l’autorità. Le casse italiane senza etichetta poterono passare per proprietà ecclesiastica, e questo dettaglio, con la scena di Carpegna, è tra gli episodi più noti dell’intera vicenda.
4 Il Vaticano. Giulio Carlo Argan, amico di Rotondi e storico dell’arte, intercedette presso il cardinale Giovanni Battista Montini, futuro Paolo VI, perché il Vaticano accogliesse anche le casse con le opere italiane. Montini acconsentì. Il convoglio raggiunse Roma due giorni dopo la partenza, attraversando un’Italia centrale devastata da bombardamenti e rappresaglie.
5 Dopo la guerra. La restituzione delle opere trafugate dai nazisti coinvolse anche i Monuments Men, la task force alleata di professionisti di tredici paesi, e il funzionario italiano Rodolfo Siviero, incaricato del recupero. Se ne ritrovarono oltre seimila. Il Diario di Rotondi e la sua corrispondenza sono stati pubblicati da Anna Melograni nel «Bollettino d’Arte» del 2015.
Per saperne di più
- Salvatore Giannella, Operazione Salvataggio. Gli eroi sconosciuti che hanno salvato l’arte dalle guerre. Chiarelettere, 2014. Il libro più diretto sulla vicenda di Rotondi, con la ricostruzione dell’Arca dell’Arte di Sassocorvar
- Giuseppe Bottai, Diario 1935-1944. A cura di Giordano Bruno Guerri. Le annotazioni del ministro che varò le leggi di tutela e organizzò i ricoveri.
- Rodolfo Siviero, L’arte e il nazismo. Il resoconto di chi guidò il recupero delle opere italiane portate all’estero: l’esodo e il ritorno.
- Lynn H. Nicholas, The Rape of Europa. In italiano Il saccheggio dell’Europa. Lo studio di riferimento sul destino dell’arte europea sotto il nazismo, dalle spoliazioni alle restituzioni.
- Robert M. Edsel, The Monuments Men. La storia della task force alleata. Rotondi vi compare poco, ma è utile per il contesto delle restituzioni
- IN APERTURA Il trasferimento delle opere verso un luogo sicuro durante la guerra. Ricostruzione visiva dell’operazione di salvataggio coordinata da Pasquale Rotondi.
(Immagine creata con IA — Orchestratore Eko)