GUANTI BIANCHI
Roma, 2 Ottobre 2026
GUANTI BIANCHI
A cura di Andrea Ansuini
Il mercato dell’arte e del collezionismo, settimana dopo settimana. Le aste da seguire, i risultati che fanno notizia, gli oggetti che meritano uno sguardo. Non soltanto quanto valgono, ma he cosa raccontano.
Newton, Penn, Sugimoto, Adams, Cartier-Bresson. Undici fotografie arrivano l’8 ottobre da Phillips a New York da un’importante collezione mediorientale costruita da un collezionista noto soprattutto per gli orologi. Il dettaglio interessa più delle stime: il collezionista non cambia stanza. Ne abita più di una.

Helmut Newton, Elsa Peretti as a Bunny, Costume by Halston, New York, 1975, è stimato 200.000–300.000 dollari. Fotografia, moda, design, gioiello: basta il soggetto per rendere meno nette le pareti. Phillips aggiunge qualche numero. Nel 2025 il 25% degli offerenti nelle sue Luxury sales di New York proveniva dalla clientela Fine Art; il 37% dei lotti fotografici di maggior valore era stato acquistato, o conteso, da clienti Luxury.
Sono dati Phillips, non dell’intero mercato. Ma il segnale c’è. Il collezionismo specializzato resta, mentre gli interessi possono sovrapporsi. Orologi, fotografia, arte, design: le categorie restano, il collezionista può abitarne più d’una.
La settimana del 3–9 ottobre sembra fatta apposta per aprire le porte.

Orologi, fotografie, gioielli, automobili, tappeti. E vino. L’8 ottobre Ansuini 1860 Aste porta a Roma Vini e Distillati. Una bottiglia all’asta viaggia senza muoversi. Catalogo digitale, offerte a distanza, compratori oltre confine. Le fiere portano il pubblico in Italia. L’asta può portare l’Italia al pubblico. Due strade diverse; la seconda merita attenzione anche come strumento di diffusione del vino italiano.
Il 9 ottobre, sempre Ansuini 1860 Aste porta all’incanto gli arredi e le opere d’arte della villa romana di Aldo Gucci alla Camilluccia. Una Open Sale in cui il nome del grande protagonista della moda italiana aggiunge agli oggetti il peso di una provenienza e la memoria di una casa.
Poi c’è una macchina che sembra arrivare da un altro mondo. Mezza auto, mezza carrozza. Elettrica. Ha 117 anni ed è una Detroit Electric Model D, Type K Brougham del 1909, probabilmente la più antica Detroit Electric sopravvissuta e una delle sole due conosciute con la primitiva trasmissione a doppia catena. A Hershey, il 7–8 ottobre, RM Sotheby’s la propone con una stima di 120.000–160.000 dollari. Il futuro? Nel 1909 era già parcheggiato davanti casa.

Intanto l’antico rialza la testa. A Parigi la collezione Graziella Patiño de Ortiz Linares ha totalizzato 38,7 milioni di euro, ma il numero da osservare è un altro: il 64% dei lotti ha superato la stima superiore. Fragonard, con L’Instant désiré, è arrivato a 10,6 milioni; Christie’s indica un risultato superiore a tre volte la high estimate. Watteau, con L’Île enchantée, ha raggiunto 10,37 milioni. Christie’s
Una vendita non basta per proclamare il ritorno dell’antico. Qui siamo davanti a opere di qualità altissima e provenienze importanti. Ma proprio la distanza fra stime e aggiudicazioni merita attenzione. Le stime guardano anche a ciò che il mercato ha fatto; quando i compratori corrono molto più avanti, qualcosa si sta muovendo.
E qualcosa si muove anche a New York. Da Phillips Yves Klein, con Monochrome bleu sans titre (IKB 321), stimato 100.000–150.000 dollari, ha raggiunto 335.400 dollari. Fairfield Porter, da 50.000–70.000, è arrivato a 148.350; Gertrude Abercrombie, da 50.000–60.000, a 109.650. Tre opere molto diverse. Tre scarti importanti dalle stime.
Antico, contemporaneo, fotografia, gioielli, automobili, vino. Le categorie servono alle case d’asta per ordinare il mercato. Il collezionista è più libero: può passare da un orologio a una fotografia, da una bottiglia a un’automobile elettrica del 1909, mentre a Parigi l’antico torna a farsi contendere.
Le stanze restano. Ma le porte sono aperte.