LA CONSERVA DELLA NEVE * Una passeggiata a Villa Corsini
Redazione * Roma 18 Settembre 2026
LA CONSERVA DELLA NEVE
Una passeggiata tra piante, frutti e il giardino perduto di Villa Corsini
Per due giorni piante rare e antichi frutti tornano nell’Orto Botanico. Ma dietro la Conserva della Neve affiora anche la storia di un grande giardino romano quasi scomparso
Per due giorni l’Orto Botanico di Roma cambia ritmo. Sabato 19 e domenica 20 settembre torna La Conserva della Neve, mostra-mercato da non perdere dedicata al florovivaismo di qualità, alle piante rare e alle varietà da non perdere Si viene per incontrare vivaisti e collezionisti, cercare una pianta rara, partecipare agli incontri o semplicemente concedersi una passeggiata nel verde sulle pendici del Gianicolo.
L’edizione 2026, la ventunesima, è dedicata ai Frutti. Alimento e biodiversità, certamente, ma anche parte della storia del paesaggio, delle coltivazioni e dei giardini.

La Conserva della Neve ha del resto una particolare familiarità con i giardini storici. Nata nel 2002, è passata da Villa Lante di Bagnaia al Parco dei Daini di Villa Borghese, fino ad arrivare nel 2019 all’Orto Botanico della Sapienza. Il nome ricorda le antiche conserve nelle quali la neve veniva custodita per i mesi caldi; le protagoniste, però, sono le piante.
In una tiepida giornata romana di settembre si può venire qui semplicemente per questo: curiosare tra i vivaisti, osservare specie poco comuni, fermarsi a un incontro. Ma basta allontanarsi per qualche momento dagli espositori perché il luogo cominci a raccontare un’altra storia.
Alle spalle di Palazzo Corsini il terreno sale verso il Gianicolo. Oggi sono circa dodici ettari di Orto Botanico, con collezioni scientifiche, serre e alberi monumentali. Nel Settecento quello stesso pendio apparteneva a un disegno differente: era il giardino di Villa Corsini.
La storia viene da più lontano, dalla proprietà Riario e dalla presenza di Cristina di Svezia, che abitò il palazzo nella seconda metà del Seicento. Furono però i Corsini, nel secolo successivo, a dare al complesso la sua grande sistemazione monumentale, affidandosi a Ferdinando Fuga.
Il giardino apparteneva alla cultura formale italiana del tempo. Viali, parterres, siepi, statue, fontane e prospettive organizzavano la natura secondo un progetto. Il palazzo non terminava dove cominciava il verde: architettura e giardino appartenevano allo stesso sistema.
Dalla Lungara il terreno risaliva verso il Gianicolo e il dislivello diventava parte della composizione. Acqua, scale, vegetazione e prospettive conducevano verso la parte alta della proprietà, fino al Casino sulla sommità del colle. Da lassù Roma si apriva davanti al visitatore. Giuseppe Vasi scelse quel punto di osservazione per la sua grande veduta della città del 1765.
Di quel disegno rimangono ancora alcune tracce. La Scalinata delle Undici Fontane, realizzata nell’ambito dell’intervento di Fuga e indicata nei documenti anche come Fontana della Prospettiva, ne conserva forse meglio di ogni altra parte lo spirito. Le rampe seguono la pendenza, l’acqua accompagna il percorso, le vasche scandiscono lo spazio.

È un modo concreto per comprendere la cultura del giardino in Italia: la natura non era soltanto lo sfondo dell’architettura. Terreno, vegetazione, acqua e luce diventavano materiali della composizione insieme alla pietra e alla scultura.
Alla fine dell’Ottocento questa unità si spezzò. Nel 1883 lo Stato acquistò la proprietà e le diverse parti del complesso cominciarono ad avere destini differenti. Il palazzo assunse una funzione culturale, mentre gran parte del verde divenne sede dell’Orto Botanico della Sapienza. Anche il Gianicolo stava cambiando insieme alla nuova Roma capitale.
Il grande giardino aristocratico perse così la sua continuità, ma quello spazio cominciò una seconda vita. L’Orto Botanico divenne un’istituzione scientifica aperta alla città, nella quale le collezioni vegetali si sono sovrapposte alle tracce del paesaggio precedente. È forse proprio questa stratificazione a rendere oggi particolare una passeggiata fra i suoi viali.
E qui i Frutti della Conserva tornano naturalmente nel racconto. Sabato Isabella Dalla Ragione, agronoma e fondatrice di Archeologia Arborea, parlerà degli alberi da frutto tra bellezza e utilità. Da decenni ricerca e recupera antiche varietà sopravvissute nei poderi, negli orti e nella memoria delle comunità rurali: conservare un frutto significa preservare anche un frammento di paesaggio e di cultura.
Domenica sarà invece Alberta Campitelli, storica dell’arte e tra le maggiori studiose italiane di giardini storici, a parlare di Bellezza e produttività nei giardini romani. Un tema che sembra fatto apposta per il luogo che lo ospita.
La Conserva della Neve resta una mostra-mercato: si viene per acquistare piante, parlare con chi le coltiva, scoprire varietà insolite e seguire gli incontri. Ma settembre a Roma concede ancora giornate nelle quali passeggiare senza fretta.
E tra una pianta rara, un frutto antico e l’ombra degli alberi dell’Orto Botanico può riapparire anche un’altra città: quella di un giardino che dalla Lungara saliva fino al Gianicolo e guardava Roma dall’alto.
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NOTE
- La Conserva della Neve – Associazione nata nel 2002 per promuovere la conoscenza e la conservazione della biodiversità vegetale.
- Villa Corsini – Il complesso alla Lungara fu profondamente trasformato nel Settecento dalla famiglia Corsini con l’intervento dell’architetto Ferdinando Fuga.
- Ferdinando Fuga (1699–1782) – Architetto fiorentino, tra i protagonisti dell’architettura romana del Settecento. A Roma lavorò, tra l’altro, a Palazzo Corsini e a Santa Maria Maggiore.
- Giuseppe Vasi (1710–1782) – Incisore e vedutista siciliano attivo a Roma, autore del monumentale ciclo Delle magnificenze di Roma antica e moderna e della grande veduta panoramica della città del 1765.
- Archeologia Arborea – Progetto avviato da Livio e Isabella Dalla Ragione per ricercare, recuperare e conservare antiche varietà locali di alberi da frutto.
PER SAPERNE DI PIÙ
- Museo Orto Botanico – Sapienza Università di Roma, storia e collezioni dell’Orto Botanico.
- Accademia Nazionale dei Lincei, materiali storici su Palazzo e Giardino Corsini.
- Alberta Campitelli, Ville e giardini d’Italia, Electa.
- John Dixon Hunt, The Italian Garden: Art, Design and Culture, Cambridge University Press.
- Claudia Lazzaro, The Italian Renaissance Garden, Yale University Press.
IN APERTURA Orto Botanico di Roma, Fontana dei Tritoni. Foto: Lalupa / Wikimedia Commons, pubblico dominio.
