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DIARIO – ARTE E CULTURA

FRANK HORVAT A CARACALLA

REDAZIONE  *  Roma 11 Settembre 2026

 

FRANK HORVAT A CARACALLA

Quando la moda esce dallo studio

 

Alle Terme di Caracalla, 72 fotografie raccontano Frank Horvat e uno sguardo che portò la moda fuori dallo studio, dentro la città e il cambiamento del suo tempo.

 

 Settant’anni di fotografia entrano nelle Terme di Caracalla. Dall’11 settembre al 10 gennaio 2027, 72 immagini ripercorrono il lavoro di Frank Horvat, nato ad Abbazia nel 1928 e morto a Parigi nel 2020, uno dei fotografi che hanno contribuito a cambiare il modo di guardare la moda e il proprio tempo.

La mostra, promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma e organizzata da Electa, è curata dallo Studio Horvat, con Fiammetta Horvat e Mathilde Oudin, insieme a Nunzio Giustozzi. Il percorso attraversa i ritratti e l’universo femminile, i servizi realizzati alla Galleria L’Obelisco, Vere Sembianze e Goethe in Sicilia, ciclo dei primi anni Ottanta.

Lo sguardo di Horvat si forma nel reportage. Viaggia, osserva, fotografa e a Parigi incontra Henri Cartier-Bresson e Robert Capa. La macchina fotografica serve a stare dentro ciò che accade e, quando comincia a lavorare per le grandi riviste di moda, porta con sé quell’esperienza.

Le modelle escono dallo studio e incontrano la città. La luce disponibile e ciò che accade intorno a loro entrano nell’inquadratura insieme agli abiti. Alla fine degli anni Cinquanta Horvat fotografa a Les Halles e nel Métro parigino; negli anni successivi continua a cercare ambienti nei quali moda e vita quotidiana possano occupare lo stesso spazio.

Altri fotografi avevano già portato la moda all’aperto. Horvat percorre quella strada con l’occhio del reporter e cerca nella fotografia di moda la spontaneità della street photography. L’abito rimane protagonista, mentre intorno alla modella la città continua a vivere e diventa parte dell’immagine.

Sono anche gli anni nei quali la società cambia rapidamente. Crescono i consumi e il prêt-à-porter, cambia la presenza della donna nella vita urbana. Cinema e riviste illustrate fanno circolare nuovi modelli tra le grandi città. Moda, fotografia, arte ed editoria cominciano a condividere luoghi, persone e linguaggi.

Horvat entra in questo Zeitgeist portando qualcosa di suo. L’esperienza del reportage gli permette di accogliere nell’immagine gesti, relazioni e imprevisti e di cercare, dietro la modella, quella che chiamava la «donna reale». La fotografia di moda acquista così una dimensione più vicina al ritratto.

Frank Horvat, Deborah Dixon sulla scalinata di Piazza di Spagna. Roma 1962 Alta moda italiana per Harper’s Bazaar c Studio Frank Horvat

Roma, nel 1962, offre un esempio particolarmente felice di questo incontro. Horvat vi lavora per Harper’s Bazaar fotografando l’alta moda italiana. Deborah Dixon appare accanto a Marcello Mastroianni, siede a tavola con lo scrittore Antero Piletti e scende lungo la scalinata di Piazza di Spagna. La moda entra nella città e la città entra nella fotografia.

È la Roma che, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, ha cambiato passo. Cinema internazionale, gallerie, moda, artisti, scrittori e grandi riviste alimentano una rete di relazioni sempre più fitta. Horvat esce dallo studio per fotografare e davanti all’obiettivo trova una città trasformata.

Un ruolo importante è quello di Irene Brin, dal 1952 corrispondente romana di Harper’s Bazaar e, con Gaspero del Corso, animatrice della Galleria L’Obelisco. Nel suo lavoro arte, moda e giornalismo si incontrano naturalmente. Nel 1962 Brin e Horvat collaborano al servizio Italy, pubblicato nell’International Fashion Folio di Harper’s Bazaar. Su invito di Brin e Del Corso, Horvat realizza inoltre a Roma alcuni servizi fotografici alla Galleria l’Obelisco.

Roma diventa così uno dei luoghi nei quali quel nuovo linguaggio trova una corrispondenza particolarmente evidente con ciò che sta accadendo nella società. Horvat fotografa la moda, ma dentro le sue immagini entrano anche le relazioni che stanno cambiando la città.

La sua ricerca continuerà per settant’anni attraversando generi e linguaggi. Horvat diceva di non sentirsi un fotografo di moda e il resto del suo percorso sembra confermarlo: ritratti, viaggi, progetti personali, Vere Sembianze, Goethe in Sicilia e, più avanti, le sperimentazioni digitali appartengono alla stessa curiosità verso le possibilità della fotografia.

Frank Horvart, Claude, della serie Vere Sembianze, Boulogne Billancourt, 1984 c Studio Frank Horvart

Oggi quelle immagini arrivano alle Terme di Caracalla e mettono in relazione tempi molto lontani. Tra i volti, gli abiti e i luoghi rimane il segno di un passaggio: Horvat entra nel cambiamento del proprio tempo, lo osserva attraverso l’obiettivo e, con il suo sguardo, contribuisce a dargli forma.

NOTE

  1. Frank Horvat
    Frank Horvat nasce ad Abbazia, oggi Opatija, nel 1928 e muore a Parigi nel 2020. Dopo gli studi a Milano si avvicina al reportage; a Parigi incontra Henri Cartier-Bresson e Robert Capa. Negli anni Cinquanta lavora tra Europa, Asia e altri continenti, collaborando anche con Life ed entrando per un breve periodo nell’orbita di Magnum.
  2. Vere Sembianze
    Serie degli anni Ottanta dedicata alla rappresentazione della figura femminile attraverso le epoche. Horvat guarda ai maestri della pittura e lavora con luce, colore e tonalità per mettere in relazione donne contemporanee e differenti ideali storici di femminilità.
  3. La «donna reale»
    Horvat cercava nella fotografia di moda una spontaneità vicina alla street photography. Dietro l’abito e la costruzione dell’immagine gli interessavano la personalità e la sensibilità della modella. Per questo i suoi scatti di moda possono essere letti anche come ritratti femminili.
  4. Irene Brin e L’Obelisco
    Irene Brin fu corrispondente romana di Harper’s Bazaar e, con Gaspero del Corso, animatrice della Galleria L’Obelisco. Su invito di Brin e del Corso, Horvat realizzò a Roma nei primi anni Sessanta servizi fotografici per Harper’s Bazaar, nei quali le modelle incontravano protagonisti della cultura e del cinema.
  5. Goethe in Sicilia
    Nel 1981 Horvat intraprese un viaggio in Sicilia sulle tracce del Viaggio in Italia di Goethe. Ne nacque un ciclo in bianco e nero dedicato al paesaggio, alla classicità e alla memoria dell’isola; venti immagini del progetto sono presenti nella mostra di Caracalla.

PER SAPERNE DI PIÙ

  1. Frank Horvat, catalogo della mostra, Electa, 2026. Il volume accompagna l’esposizione alle Terme di Caracalla e comprende un testo di Ferdinando Scianna, il ricordo di Fiammetta Horvat, contributi sul progetto espositivo e due scritti dello stesso fotografo.
  2. Studio Frank Horvat, Archivio Frank Horvat. Materiali biografici, cronologia e percorsi dedicati alle diverse fasi della ricerca fotografica.
  3. Johann Wolfgang Goethe, Viaggio in Italia. Il testo dal quale prende avvio il progetto fotografico Goethe in Sicilia.
  4. Ferdinando Scianna, “Frank Horvat: un gigante della fotografia”, in Frank Horvat, catalogo della mostra, Electa, 2026.
  5. Fiammetta Horvat, “Le Terme di Horvat”, in Frank Horvat, catalogo della mostra, Electa, 2026.

IN APERTURA Frank Horvat, Moda sul Metro, Parigi 1958. Servizio di moda per Jardin de Modes

c Studio Frank Horvat

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