LE DONNE DELL’ARTE * ROSSELLA BISCOTTI
FS Flatter * Roma 11 Settembre 2026
LE DONNE DELL’ARTE
Rossella Biscotti, da Molfetta a Gwangju
Da Molfetta alle grandi biennali internazionali, Rossella Biscotti ha costruito un percorso fondato sulla ricerca più che sull’oggetto. Archivi, luoghi, reperti e materia diventano costruzioni intellettuali. Oggi è alla Gwangju Biennale: per capire come ci sia arrivata bisogna però partire da cinque “capoccioni” dimenticati in un seminterrato romano.
La notizia arriva dalla Corea del Sud. Il 5 settembre ha aperto la sedicesima Gwangju Biennale e tra gli artisti invitati c’è un’italiana: Rossella Biscotti. Nata a Molfetta nel 1978, formatasi a Napoli, vive oggi tra Rotterdam e Bruxelles. Il suo nome compare da anni nelle grandi istituzioni internazionali, da dOCUMENTA alla Biennale di Venezia, da Istanbul a Sharjah. Ora Gwangju. Ma per capire come ci sia arrivata bisogna scendere in un seminterrato dell’EUR, a Roma.
È il 2006. Biscotti studia l’architettura fascista e ciò che rimane dei suoi simboli. Una guardia nota il suo interesse e le propone di mostrarle quelli che chiama familiarmente i “capoccioni”. Nel deposito sono conservate cinque enormi teste bronzee di Mussolini e Vittorio Emanuele III, legate all’Esposizione Universale del 1942 e rimaste per decenni lontane dalla vista pubblica.
Da quell’incontro nascerà Le Teste in Oggetto. Quel seminterrato spiega bene il suo modo di lavorare. L’opera parte da una domanda, incontra una traccia della storia e costruisce intorno ad essa una rete di relazioni. Il reperto viene interrogato e trasformato: ciò che era nato per celebrare il potere diventa uno strumento per osservarlo.
Biscotti è un’artista che pensa prima di costruire. Le opere arrivano dopo lunghi periodi di ricerca attraverso archivi, testimonianze, luoghi e incontri. E l’archivio può essere fatto anche di persone e delle loro memorie.
Accade con Il Processo, nato da una ricerca iniziata nel 2006 intorno al processo del 7 aprile contro Autonomia Operaia. Biscotti incontra protagonisti della vicenda, storici e archivisti, studia l’aula bunker del Foro Italico e lavora sulle registrazioni originali di un procedimento durato un anno e mezzo. Voci e documenti diventano materia dell’opera. Nel 2010 il progetto le vale il Premio Italia Arte Contemporanea del MAXXI. Seguono dOCUMENTA, Manifesta, Venezia e Istanbul.
La sua dimensione internazionale nasce quasi per caso. Biscotti ricorda la Napoli della fine degli anni Novanta come un ambiente vivace, attraversato da gallerie, fondazioni e giovani artisti: un laboratorio. Un incontro con un collettivo olandese e il suggerimento di tentare una residenza la portano nei Paesi Bassi. Parte per opportunità, non per necessità. L’Europa allarga la rete mentre l’Italia continua ad alimentare la ricerca.

Negli anni il campo si amplia. Dalla memoria politica passa al carcere, alle migrazioni, al corpo, al Mediterraneo; poi all’ambiente, alle materie prime e all’energia. Gli argomenti cambiano, il metodo rimane.
In Trees on Land, del 2021, la traccia arriva dagli ulivi pugliesi colpiti dalla Xylella. Biscotti utilizza le ceneri degli alberi, le mescola all’argilla e realizza dei recipienti. La materia porta nell’opera ciò che è accaduto. Le teste dell’EUR conservavano una storia politica, le registrazioni del processo le voci di un conflitto, la cenere la trasformazione di un territorio.
Il Castello di Rivoli, che nel 2024 le ha dedicato la prima grande antologica istituzionale, parla della storia nel suo lavoro come di un “ecosistema di relazioni attive”. Una definizione che accompagna bene l’evoluzione della ricerca: storia, materia, economia, ambiente e potere entrano progressivamente nello stesso sistema.
C’è infine un dato curioso. Un’artista presente nelle maggiori manifestazioni internazionali compare raramente nelle aste. Artprice registra pochissimi passaggi; tra questi Vuoi Vivere Qui?, fotografia/light box del 2006, aggiudicata a Lisbona nel 2016 per 2.800 euro. Un singolo risultato racconta poco del valore di una ricerca costruita soprattutto attraverso installazioni, film, suono, performance e progetti complessi. Opere pensate a partire da un’indagine e successivamente affidate alla forma capace di esprimerla.
Il successo di Rossella Biscotti si misura così soprattutto nella continuità con cui musei, curatori e biennali scelgono il suo lavoro. Costruzioni intellettuali che trovano ogni volta una materia e una forma per diventare visibili.
Ed eccoci nuovamente a Gwangju, vent’anni dopo quel seminterrato dell’EUR. Rossella Biscotti arriva in Corea del Sud portando con sé frammenti della nostra storia, dei nostri luoghi e delle nostre contraddizioni. Materiali italiani diventati domande capaci di parlare al mondo.
Note
- Rossella Biscotti nasce a Molfetta nel 1978. La sua pratica comprende installazione, scultura, performance, suono e film ed è caratterizzata da lunghi periodi di ricerca e da collaborazioni con discipline quali archeologia, antropologia, geopolitica e scienze ambientali.
- Le Teste in Oggetto / The Heads in Question nasce dalla ricerca di Biscotti sulle tracce della storia e dell’architettura fascista. Il lavoro trasforma i resti della monumentalità politica in materiali attraverso i quali interrogare il presente.
- Il Processo / The Trial prende origine dal processo del “7 aprile” contro esponenti di Autonomia Operaia e Potere Operaio, celebrato nell’Aula Bunker del Foro Italico. Il progetto combina elementi scultorei e materiali sonori e fu successivamente presentato anche a dOCUMENTA 13 e al MAXXI.
- Nel 2024 il Castello di Rivoli ha dedicato a Biscotti Titolo primo, Ho sognato, Clara e altre storie, la sua prima mostra antologica istituzionale. Il progetto è stato accompagnato dalla prima monografia complessiva dedicata all’artista.
- Nel lavoro più recente di Biscotti l’indagine si è progressivamente allargata dalla memoria della storia italiana alle risorse, all’estrazione e circolazione delle materie prime e alle relazioni tra natura, economia e genere. Il Castello di Rivoli descrive la sua pratica attraverso la storia intesa come “ecosistema di relazioni attive”.
Per saperne di più
- Marianna Vecellio (a cura di), Rossella Biscotti. Title One, I Dreamt, Clara and Other Stories, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, 2024. È il riferimento principale: prima monografia complessiva sull’artista, con saggi, interviste, schede delle opere e storia espositiva
- Castello di Rivoli, Rossella Biscotti. Titolo primo, Ho sognato, Clara e altre storie, 2024. Materiale istituzionale della retrospettiva, particolarmente utile per l’evoluzione della ricerca.
- Barbara Ruperti, “Rossella Biscotti. Titolo primo, Ho sognato, Clara e altre storie”, ATP Diary, 17 maggio 2024. Una lettura critica utile del procedimento con cui Biscotti preleva, sposta e trasforma materiali e documenti
- Castello di Rivoli, Rossella Biscotti. Title One, I Dreamt, Clara and Other Stories, edizione inglese. Utile anche per la bibliografia critica internazionale raccolta nel volume.
- Gwangju Biennale, 16th Gwangju Biennale – You Must Change Your Life, 2026.
IN APERTURA Rossella Biscotti lavoro preparatorio per l’opera Dal Tempo al tempo (Archivio Pietro Pensa Carlo Maria Pensa Wikimedia Creative Commons Attribution.Share Alika 3.0 Unported)
