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DIARIO – ARTE E CULTURA

VINOFORUM A PIAZZA DI SIENA

REDAZIONE  *  11 Settembre 2026

 

VINÒFORUM A PIAZZA DI SIENA

Il vino italiano cerca nuove strade tra degustazione, formazione e confronto internazionale

 

C’è un momento, ogni settembre, in cui Piazza di Siena smette di essere soltanto la cornice neoclassica delle grandi manifestazioni equestri romane e diventa una piazza del gusto. Dal 7 al 13 settembre Vinòforum porta a Villa Borghese oltre ottocento cantine e più di tremiladuecento etichette, in uno degli scenari più suggestivi della capitale.

Dentro questa scala imponente convivono però anime diverse. C’è la grande degustazione aperta al pubblico, ci sono gli incontri con i produttori e c’è soprattutto il tentativo di trasformare l’assaggio in conoscenza.

Un ruolo preciso è quello della Fondazione Italiana Sommelier – Bibenda, presieduta da Franco Maria Ricci, presente a Vinòforum per l’intera durata della manifestazione con un proprio spazio dedicato alla cultura del vino e alla formazione. Ogni sera i docenti della Fondazione conducono due degustazioni riservate a piccoli gruppi di venti partecipanti. Una sorta di aula del vino dentro la grande macchina di Piazza di Siena: Chablis, Barolo, Riesling, Brunello, Provenza e spumanti, ma anche olio, birra, servizio e comunicazione. Il bicchiere diventa così uno strumento per leggere territori, tecniche e differenze.

A questa dimensione formativa si affiancano le Wine Top Tasting e gli altri appuntamenti del programma. Si parte dalle mille sfumature del Sangiovese — Chianti, Brunello e Vino Nobile di Montepulciano come differenti espressioni territoriali dello stesso vitigno — per risalire il tempo con una verticale di Chianti Classico Riserva Carpineto a partire dal 1991. Due modi complementari di leggere un vino: nello spazio e nella durata.

Un brindisi a Piazza di Siena; la dimensione conviviale di Vinoforum incontra il racconto e la conoscenza del vino (Immagine prodotta con IA Orchestratore Eko)

Lo sguardo supera presto i confini nazionali, con la Borgogna secondo Philippe Pacalet, lo Champagne raccontato da Daniele Balan e un approfondimento sul sake giapponese. Per chi ama il Sangiovese significa anche misurarlo su un tavolo comparativo internazionale.

Lo stesso respiro attraversa la manifestazione. Tornano i percorsi dedicati al vino spagnolo, curati dall’Ente Turistico Spagnolo e dall’Associazione Rutas del Vino de España con la partecipazione di Aragona, Gran Canaria, Madrid e Andalusia; debutta uno spazio sulla Georgia, una delle culle più antiche della viticoltura mondiale e ancora, per buona parte del pubblico italiano, un territorio da scoprire.

Sono presenze che, accostate alle grandi verticali italiane, raccontano una manifestazione che prova a essere luogo di confronto oltre che grande vetrina.

C’è poi la collaborazione avviata quest’anno con Veronafiere, con l’obiettivo di dare al comparto vitivinicolo italiano una voce più coesa. Un avvicinamento fra la piattaforma romana, rivolta soprattutto al pubblico, e quella veronese, fortemente orientata al trade, da seguire quando prenderà forma operativa.

Ed è uno sfondo tutt’altro che ornamentale. L’Italia resta il primo produttore mondiale di vino per volume — 44,4 milioni di ettolitri nel 2025, il 19,7% del totale globale — e vale circa il 22% dell’export mondiale, seconda soltanto alla Francia per valore. Ma il 2025 non è stata un’annata facile: l’export è arretrato del 3,7%, a 7,8 miliardi di euro, penalizzato soprattutto dal mercato statunitense, mentre i consumi globali calano e le giacenze crescono.

È in questo scarto — fra un primato produttivo ancora forte e una domanda meno scontata di quanto sembrasse fino a poco tempo fa — che Vinòforum trova il suo significato più interessante. La dimensione conviviale porta il pubblico dentro Piazza di Siena; formazione, degustazione critica e confronto fra territori possono trasformare quella presenza in cultura del vino.

Ed è forse proprio questa cultura, più dei grandi numeri, uno dei capitali reputazionali che il vino italiano deve continuare a costruire.

IN APERTURA  Piazza di Siena, nel cuore di Villa Borghese, diventa per Vinoforum il grande palcoscenico romano dedicato al vino ed alla cultura della degustazione  ( Immagine prodotta con IA Orchestratore Eko)

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