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DIARIO – ARTE E CULTURA

L’ARTE A ROMA NEGLI ANNI ’70

 

DANIS AUDINO  *  Roma 28 Agosto 2026

 

L’ARTE A ROMA NEGLI ANNI SETTANTA

L’ecosistema artistico della capitale

 

Negli anni Settanta Roma accelera. Arte, politica, teatro, costume e vita quotidiana cambiano insieme, mentre vecchi protagonisti e nuove esperienze continuano a incrociarsi. La città cerca forme, linguaggi e spazi diversi senza trovare un nuovo equilibrio. Un decennio inquieto che lascia l’arte, e Roma, ancora in movimento.

 

Roma entra negli anni Settanta portandosi dietro il decennio precedente. La Tartaruga, La Salita, L’Attico continuano a lavorare, la Galleria Nazionale e il Palazzo delle Esposizioni mantengono il loro peso. Gentilini, Purificato, Attardi, Vespignani continuano a essere presenze familiari nelle case e nel panorama artistico romano. Piazza del Popolo non è scomparsa.

Ma il ritmo cambia.

Il Sessantotto è appena alle spalle. La contestazione si radicalizza, alla sinistra del PCI crescono gruppi che ne rifiutano il controllo e il conformismo, una parte della protesta imbocca la strada della violenza e della lotta armata. Nel 1977 la cacciata di Luciano Lama dalla Sapienza rende visibile una frattura ormai aperta.

La crisi petrolifera spezza le certezze della crescita, l’inflazione corre. Cambiano consumi e aspettative, si allungano i capelli degli uomini, crescono le barbe, gli abiti perdono formalità. Il femminismo mette in discussione ruoli consolidati, il divorzio entra nelle famiglie, mutano i comportamenti sessuali. Anche la Chiesa postconciliare cambia volto nelle parrocchie, nella liturgia, nel rapporto con i fedeli.

Nelle gallerie, intanto, la mostra non basta più.

L’Attico apre a film, azioni, musica e danza. Nel parcheggio di Villa Borghese Contemporanea riunisce arti visive, cinema, teatro, architettura, fotografia, musica, danza, libri d’artista, poesia visuale. Il Lavatoio Contumaciale accosta mostre, teatro, cinema, musica, poesia e dibattito. I linguaggi si sovrappongono, si separano, tornano a incontrarsi.

Il teatro rompe a sua volta gli argini. Carmelo Bene, Manuela Kustermann, Giancarlo Nanni, il Beat 72 e le cantine romane attraversano una scena che cerca altre forme, altri spazi, un diverso rapporto con il pubblico. Pittura, corpo, parola, fotografia, musica e performance occupano territori comuni.

Alle istituzioni e alle gallerie si affiancano cooperative, associazioni, piccoli spazi di ricerca. Alzaia parla di comunicazione militante, attività estetica e territorio, riappropriazione della città. Le parole della politica entrano nel vocabolario dell’arte.

CARLA ACCARDI nel suo studio romano, 1999. Foto Mireille Hoster / Wikimedia Commons

A casa di Carla Accardi alcune artiste si riuniscono. Nel 1976 quelle relazioni prendono forma nella Cooperativa Beato Angelico, gestita da donne e dedicata alla produzione artistica femminile. Nella stessa città il movimento delle donne cerca e conquista altri luoghi, fino alla vecchia sede della pretura di via del Governo Vecchio.

Poi, tra i principali sostenitori finanziari degli Incontri Internazionali d’Arte, compare Francesco Aldobrandini, esponente di una delle grandi famiglie dell’aristocrazia romana.

I Gattopardi non sono rimasti in Sicilia.

Dal 1977, con Renato Nicolini, l’Estate Romana porta cinema, spettacoli e pubblico fuori dai luoghi consueti. Piazze, monumenti, periferie e spazi urbani entrano nella geografia culturale. Nel 1979, a Castelporziano, Simone Carella, Franco Cordelli e Ulisse Benedetti riuniscono poesia, controcultura e una folla enorme.

Dalla casa alla cooperativa, dalla galleria al teatro, dal teatro alla strada, dalla strada alla città.

Le strutture precedenti, però, sono ancora lì. L’Attico e la Galleria Nazionale proseguono la loro attività mentre crescono Beato Angelico, Alzaia, Jartrakor, La Stanza, S. Agata de’ Goti, Pieroni. Tra il 1978 e il 1979 nelle gallerie romane compaiono Enzo Cucchi, Francesco Clemente, Sandro Chia, Bruno Ceccobelli, Ettore Spalletti.

Anche la moda cambia geografia. Valentino mantiene a Roma la dimensione internazionale costruita nel decennio precedente, mentre il prêt-à-porter si sposta progressivamente verso Milano un altro centro di gravità. Armani e Versace stanno preparando una stagione diversa.

Nel 1976, intanto, la svolta del Midas porta Bettino Craxi alla guida del PSI. Sul finire del decennio cominciano a intrecciarsi nuovi rapporti fra politica, cultura, spettacolo e mondo produttivo. Gli anni Ottanta sono già dietro l’angolo.

Roma continua a cercare.

Le vecchie gallerie convivono con le cooperative, le istituzioni con gli spazi autogestiti, il mercato con la militanza, l’aristocrazia con l’avanguardia. Teatro, cinema, fotografia, musica e danza attraversano le arti visive. Tra il 1972 e il 1979 crescono luoghi, formati e soggetti organizzatori senza che un sistema nuovo cancelli quello precedente.

Dieci anni prima molti di questi mondi potevano ancora incontrarsi intorno ai tavolini di Piazza del Popolo. Ora sono sparsi per Roma, entrano nelle case, aprono nuovi spazi, invadono la città.

Gli anni Settanta non consegnano a Roma una nuova stabilità.

La lasciano ancora in movimento.

 

Note

  1. Contemporanea
    La grande manifestazione organizzata dagli Incontri Internazionali d’Arte nel parcheggio di Villa Borghese tra il 1973 e il 1974 riunì arti visive, cinema, teatro, architettura e design, fotografia, musica, danza e poesia visuale. È uno degli esempi più evidenti della contaminazione fra linguaggi che caratterizza il decennio.
  2. La Cooperativa Beato Angelico
    Nata a Roma nel 1976, fu uno spazio cooperativo fondato e gestito da artiste e dedicato alla produzione artistica femminile. Le riunioni preparatorie si svolsero anche nell’abitazione di Carla Accardi: dalla relazione privata nacque così un nuovo nodo pubblico dell’ecosistema artistico.
  3. Gli Incontri Internazionali d’Arte
    Fondati nel 1970 da Graziella Lonardi Buontempo, furono uno dei principali motori della sperimentazione romana del decennio. Francesco Aldobrandini figurò tra i sostenitori finanziari dell’iniziativa.
  4. La cacciata di Lama
    Il 17 febbraio 1977 il segretario generale della CGIL Luciano Lama fu duramente contestato durante un comizio all’Università La Sapienza occupata e dovette abbandonare l’ateneo. L’episodio divenne uno dei simboli della frattura fra il PCI e il Movimento del ’77.
  5. Renato Nicolini e l’Estate Romana
    Assessore alla Cultura del Comune di Roma dal 1976, Nicolini avviò nel 1977 l’Estate Romana, portando cinema e spettacoli negli spazi della città e aprendoli a un pubblico molto più vasto. Nel 1979 il Festival internazionale dei poeti di Castelporziano ne rappresentò una delle esperienze più radicali.

Per saperne di più

  1. Daniela Lancioni (a cura di), Anni ’70. Arte a Roma, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 2013–2014. Il riferimento più direttamente legato alla ricostruzione del sistema artistico romano del decennio.
  2. Daniela Lancioni, Paola Bonani (a cura di), Mostre a Roma 1970–1979, repertorio documentario delle esposizioni romane. Utile soprattutto per ricostruire luoghi, artisti e cronologie.
  3. Archivio Biblioteca della Quadriennale di Roma, fondi e documentazione relativi alla X Quadriennale e alla vita artistica romana degli anni Settanta.
  4. Robert Lumley, States of Emergency: Cultures of Revolt in Italy from 1968 to 1978, Verso, London-New York. Per collocare arte e cultura dentro le trasformazioni politiche e sociali italiane.

In apertura:    Mario Schifano  Killmyhead  Wikimedia Commons CC BY-SA 3.0

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