NICO VASCELLARI: CORPO, MATERIA E RESISTENZA CREATIVA
INSIDEART | ROMA, 12 SETTEMBRE 2025
Nico Vascellari, nato a Vittorio Veneto nel 1976, è tra gli artisti italiani più radicali e riconoscibili del panorama contemporaneo. La sua pratica si sviluppa come un organismo vivente che ingloba performance, scultura, video, suono e installazione, ma a tenere insieme questo universo apparentemente eterogeneo è una ricerca coerente, che indaga il rapporto tra uomo, natura e memoria, attraverso rituali visivi e gesti simbolici che sembrano evocare arcaismi dimenticati o futuri distopici.
Sin dagli esordi, Vascellari si è nutrito dell’energia delle sottoculture – dal punk all’estetica DIY – fondendo attitudine musicale e dimensione performativa in un linguaggio fortemente fisico, ma mai fine a sé stesso. I suoi lavori non cercano una forma definitiva, ma si offrono come esperienze liminali, in bilico tra distruzione e rinascita. Al centro, sempre, una tensione: tra natura e artificio, corpo e ambiente, passato e presente.

(Pastorale – Foto Melania Dalle Grave DSL Studio)
Questa tensione si è resa particolarmente evidente in Pastorale, la monumentale installazione ospitata nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano (aprile–giugno 2025). L’artista ha trasformato uno dei luoghi più carichi di storia della città – segnato dai bombardamenti del ’43 – in un campo fertile per una nuova nascita. Una gigantesca struttura circolare in acciaio, adagiata su un tappeto di terra, attivava deflagrazioni regolari che spargevano semi destinati a germogliare nel tempo. Un’opera che non si limitava a “rappresentare” la natura, ma la usava come materia viva e attiva, mettendo in scena un atto di resistenza silenziosa, di rigenerazione collettiva. I semi – e le erbacce che ne derivavano – diventavano simboli della forza insita in ciò che è marginale, spontaneo, non addomesticabile.

(Melma – Forte Belvedere)
Anche nella mostra Melma, allestita al Forte Belvedere di Firenze nel 2023, la natura si caricava di un valore mitologico e trasfigurante. Qui, Vascellari presentava oltre trenta opere, tra sculture, video e installazioni, in un dialogo serrato con l’architettura del luogo. Titolo emblematico, Melma evocava la materia originaria, impura e fertile da cui tutto ha inizio. Tra le opere più iconiche, la serie “Horse Power”, ibridi tra animali e motori fusi in alluminio, in cui la potenza della macchina si saldava alla tensione animale, generando un immaginario potentemente totemico.
Recentemente, l’artista ha esteso il suo linguaggio anche al mondo dello sport e del design, firmando i nuovi trofei per la Formula 1, un’incursione che unisce la sua attitudine sperimentale alla cultura di massa, confermando la sua capacità di trasformare ogni materiale e contesto in un’occasione di ricerca e innovazione.

(Courtesy Studio Nico Vascellari – foto A. Osio)
Continuando a esplorare territori diversi, Vascellari costruisce la sua arte come un processo in continua evoluzione, fatto di attrito, ascolto e trasformazione. Il suo lavoro agisce come un’apertura verso nuove possibilità, ricordandoci che anche nei luoghi più feriti – reali o simbolici – può nascere qualcosa di inatteso, potente, vivo. Forse un’erbaccia. Forse una nuova forma di presenza. In ogni caso, qualcosa che pulsa.

(Foto Melania Dalle Grave DSL Studio)
