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DIARIO – ARTE E CULTURA

TRACCE, ASSENZE E RESISTENZE, LA PRATICA ARTISTICA DI MARZIA MIGLIORA

INSIDEART| ROMA 25 LUGLIO 2025

https://insideart.eu/

Nata ad Alessandria nel 1972, Marzia Migliora vive e lavora a Torino. La sua ricerca artistica si fonda su un’indagine lucida e poetica delle dinamiche storiche, sociali ed economiche che modellano i rapporti tra individuo, collettività e ambiente. Attraverso un uso ampio dei media – dal disegno al suono, dalla performance all’installazione, fino al video e all’intervento site-specific – costruisce opere che si collocano spesso in luoghi di frizione, capaci di generare consapevolezza, responsabilità e memoria. Le sue pratiche attivano meccanismi di ascolto e cura, esplorando i margini, i non-detti, le condizioni di assenza e presenza, con una sensibilità che attraversa le questioni di genere, di lavoro, di giustizia sociale e di ecologia.

(Foto di Fausto Brigantino)

Nel 2025 la sua attività si è distinta per tre progetti di grande forza simbolica e coinvolgimento etico. Il primo, Minuto Mantenimento, ha preso forma a Palermo, nella sede storica di Palazzo Abatellis, dove l’artista ha presentato una serie di opere nate a partire da laboratori svolti con persone in esecuzione penale esterna. In mostra, tute da lavoro trasformate in uniformi per “il mestiere di vivere”, disegni tratti da un “quaderno di manutenzione” esistenziale, burattini e gigantografie su carta riciclata dialogano con il celebre affresco del Trionfo della Morte. È un lavoro che intreccia la fragilità dell’esperienza umana con il bisogno di riscatto, e che afferma la dignità del lavoro anche nei luoghi della marginalità, come forma di auto-narrazione e di resistenza.

(Foto di Mariano Dallago)

Contemporaneamente, a Milano, Migliora ha inaugurato Run Fast and Bite Hard nell’ambito del ciclo “Visioni Diacroniche” al Volvo Studio in collaborazione con la Biblioteca degli Alberi. L’installazione consiste in un’automobile interamente coperta da tessuto erboso, al cui interno il pubblico è invitato a sedersi per ascoltare un paesaggio sonoro immaginario. La macchina, simbolo del progresso industriale, si trasforma in contenitore organico e quasi vegetale, innescando un dialogo tra corpi, natura e memoria. L’opera è un invito silenzioso alla coesistenza multispecie, alla decelerazione, al riconoscimento del mondo vegetale come interlocutore.

(Marzia Migliora – Minuto Mantenimento)

Nel solstizio d’estate ha invece inaugurato ad Arte Sella il progetto Lotta per l’esistenza, articolato tra Malga Costa e Villa Strobele. Qui Migliora ha costruito un paesaggio immaginario popolato da insetti, piante e creature ibride realizzate in carta, cartapesta e materiali poveri. L’opera mette in scena una riflessione profonda sull’adattamento e la sopravvivenza, prendendo spunto dalla devastazione del bosco avvenuta dopo la tempesta Vaia. A Villa Strobele, un ciclo di interventi su vecchie pagine de La Domenica del Corriere cancella selettivamente figure umane e animali, restituendo al paesaggio la sua centralità narrativa. Come in molte sue opere precedenti, anche qui la cancellazione diventa un gesto di riscrittura, un’azione critica che rovescia la gerarchia tra presenza e omissione.

Il lavoro di Marzia Migliora si distingue per la capacità di trasformare materiali quotidiani, gesti minimi e narrazioni marginali in strumenti di riflessione collettiva. Le sue opere non urlano, ma restano, sedimentano. L’artista non si limita a rappresentare il reale, ma lo attraversa con una pratica che è insieme politica e poetica, in cui il confine tra arte e vita si dissolve in una forma di attenzione attiva, costante, radicale.

(Foto di Mariano Dallago)

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