{"id":19670,"date":"2026-10-30T05:20:45","date_gmt":"2026-10-30T04:20:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=19670"},"modified":"2026-10-29T15:35:03","modified_gmt":"2026-10-29T14:35:03","slug":"19670","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=19670","title":{"rendered":"LE DONNE DELL&#8217;ARTE  *  Maria Mancini Colonna"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>F S Flapper\u00a0 *\u00a0 Roma, 30 Ottobre 2026<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 24px;\">Maria Mancini Colonna<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18px;\"><em><strong>La principessa che port\u00f2 Venezia nei teatri di Roma<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Non era la pi\u00f9 bella delle nipoti di Mazzarino, eppure conquist\u00f2 il cuore di Luigi XIV. Maria Mancini arriv\u00f2 a Roma nel 1661, sposa di Lorenzo Onofrio Colonna, portando con s\u00e9 il gusto della corte francese per la musica e lo spettacolo. Fra Roma e Venezia frequent\u00f2 compositori, cantanti e pittori, commission\u00f2 ritratti e sostenne rappresentazioni teatrali. Una protagonista della vita artistica barocca, la cui libert\u00e0 fin\u00ec per scontrarsi con l&#8217;onore di una delle pi\u00f9 potenti famiglie romane.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Alla corte di Francia le chiamavano <strong>Mazarinettes.<\/strong> Erano le sette nipoti italiane del <strong>cardinale<\/strong> <strong>Mazzarino<\/strong>, destinate a matrimoni importanti. <strong>Maria<\/strong> aveva spirito, intelligenza e un carattere vivace. <strong>Luigi XIV<\/strong> se ne innamor\u00f2. Cavalcavano insieme, si cercavano durante i soggiorni della corte e il giovane sovrano avrebbe voluto sposarla. Ma<strong> Mazzarino<\/strong> aveva altri progetti: la pace con la Spagna richiedeva le nozze con l&#8217;infanta <strong>Maria Teresa.<\/strong> Nell&#8217;aprile del <strong>1661 Maria<\/strong> salut\u00f2 definitivamente Luigi e part\u00ec per l&#8217;Italia.<\/p>\n<p>A Roma l&#8217;attendeva<strong> Lorenzo Onofrio Colonna<\/strong>, Gran Connestabile del Regno di Napoli, erede di una famiglia che da generazioni collezionava dipinti e proteggeva artisti. La <strong>Galleria Colonna<\/strong> prendeva forma attraverso le iniziative del principe, mentre<strong> Maria<\/strong> cominciava a costruire una propria rete di relazioni. Fra i pittori che frequent\u00f2 vi era il fiammingo<strong> Jacob Ferdinand Voet,<\/strong> ricercatissimo ritrattista dell&#8217;aristocrazia romana. Maria gli commission\u00f2 ritratti propri e delle sorelle. Le <strong>Mazarinettes,<\/strong> ormai disperse fra le corti europee, tornavano a riunirsi almeno sulle pareti dei palazzi.<\/p>\n<p>Ma la grande passione di Maria era la musica. Fra il<strong> 1663 e il 1667<\/strong> soggiorn\u00f2 pi\u00f9 volte a <strong>Venezia<\/strong> con Lorenzo, frequentando i fratelli <strong>Grimani<\/strong>, proprietari del<strong> Teatro dei Santi Giovanni e Paolo<\/strong>, e l&#8217;impresario<strong> Marco Faustini.<\/strong> Entr\u00f2 in contatto con cantanti e compositori, partecipando a quel continuo movimento di artisti che collegava i teatri veneziani alle corti italiane. Nel 1667 <strong>Antonio Cesti<\/strong> le dedic\u00f2<strong> <em>La Dori<\/em>,<\/strong> celebrandola come protettrice delle Muse. Fra le interpreti legate all&#8217;ambiente dei Colonna figuravano <strong>Antonia Coresi<\/strong> e Giulia Masotti, mentre<strong> Francesco Cavalli<\/strong> dominava la scena operistica veneziana.<\/p>\n<p>La familiarit\u00e0 di<strong> Maria<\/strong> con i musicisti alimentava anche i pettegolezzi. Si parlava di una particolare simpatia per<strong> Cavalli<\/strong> e di una relazione con il contralto <strong>Nicola Coresi<\/strong>, marito di Antonia, che avrebbe suscitato la gelosia di Lorenzo. <strong>Alessandro Stradella<\/strong> frequentava la principessa con una confidenza tale da sorprendere un diplomatico modenese. Erano voci, non prove di amori clandestini, ma sufficienti a turbare gli equilibri di una famiglia attentissima alla propria reputazione.<\/p>\n<p>Intanto Palazzo Colonna si animava di feste, musica, balli e <strong>rappresentazioni allegoriche.<\/strong> Nel carnevale del 1668 Lorenzo partecip\u00f2 a un carro nel quale la sua amante Cristina Paleotti impersonava Venere; l&#8217;anno successivo lui apparve come Ulisse e Maria come Circe. Nel febbraio 1670<strong> Maria<\/strong> e la sorella<strong> Ortensia<\/strong> danzarono nel <strong><em>Balletto delle ninfe e dei venti<\/em>.<\/strong> Pittori, musicisti, costumisti e scenografi trasformavano le sale del palazzo in un teatro.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19668\" aria-describedby=\"caption-attachment-19668\" style=\"width: 530px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19668\" src=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Ap0BC3_fkQ6YyLm_83zqYN12KkCNaXx5QNuy8dVfKGvaPdSSZQuc-8WNYFBQ9vkrtEnd3VdKvtox7rCw4_xzhW2SnhzXqgZayNd27xR8COIBYCciJZIcslGPuHvXzwNkcfZhFUHtdFaYVpcqG0bO8uU7wkjP3NtDikh6_i7-1Nm38OF2H_SfRGZe-zmjCdWH-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"530\" height=\"353\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Ap0BC3_fkQ6YyLm_83zqYN12KkCNaXx5QNuy8dVfKGvaPdSSZQuc-8WNYFBQ9vkrtEnd3VdKvtox7rCw4_xzhW2SnhzXqgZayNd27xR8COIBYCciJZIcslGPuHvXzwNkcfZhFUHtdFaYVpcqG0bO8uU7wkjP3NtDikh6_i7-1Nm38OF2H_SfRGZe-zmjCdWH-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Ap0BC3_fkQ6YyLm_83zqYN12KkCNaXx5QNuy8dVfKGvaPdSSZQuc-8WNYFBQ9vkrtEnd3VdKvtox7rCw4_xzhW2SnhzXqgZayNd27xR8COIBYCciJZIcslGPuHvXzwNkcfZhFUHtdFaYVpcqG0bO8uU7wkjP3NtDikh6_i7-1Nm38OF2H_SfRGZe-zmjCdWH.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 530px) 100vw, 530px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-19668\" class=\"wp-caption-text\"><em>Roma, il<strong> Teatro di Tor di Nona<\/strong>, poi Teatro Apollo, visto dal Tevere in una veduta anteriore al 1888. Autore sconosciuto. Wikimedia Commons, pubblico dominio. La veduta documenta la fase ottocentesca dell&#8217;edificio, successiva al teatro frequentato da Maria Mancini.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>A <strong>Roma<\/strong> viveva anche <strong>Cristina di Svezia<\/strong>, l&#8217;ex regina che aveva fatto della propria residenza un centro di incontri artistici e intellettuali. Le due donne frequentavano gli stessi ambienti, fra collaborazioni e rivalit\u00e0, e finirono per ritrovarsi intorno a un&#8217;impresa destinata a cambiare la vita musicale romana.<\/p>\n<p>Sulle rive del Tevere, le vecchie <strong>carceri<\/strong> d<strong>i Tor di Nona<\/strong> erano state trasformate dall&#8217;architetto <strong>Carlo<\/strong> <strong>Fontana<\/strong> in un<strong> teatro.<\/strong> Nel gennaio 1671 il sipario si alz\u00f2 sullo <strong><em>Scipione affricano<\/em><\/strong> di Francesco Cavalli. <strong>Cristina<\/strong> proteggeva l&#8217;impresa, mentre <strong>Maria<\/strong> vi portava i rapporti costruiti a Venezia. Sul palcoscenico comparvero anche <strong>cantanti donne,<\/strong> una novit\u00e0 importante nella Roma delle restrizioni pontificie. Nel 1672 <em>Il Tito<\/em> di Antonio Cesti fu rappresentato sotto il patrocinio della principessa. L&#8217;opera veneziana aveva trovato una nuova casa romana.<\/p>\n<p>Ma mentre il <strong>Tordinona<\/strong> conquistava il pubblico, il matrimonio dei Colonna si disgregava. Lorenzo e Maria avevano condiviso per anni una vita mondana piuttosto libera. Ora le frequentazioni della principessa, le gelosie e i contrasti familiari diventavano motivo di scontro. Lorenzo, gi\u00e0 ferito nel proprio prestigio da un&#8217;umiliazione cerimoniale imposta dalla corte spagnola nel<strong> 1668<\/strong>, accusava Maria di <strong>disonorare i Colonna.<\/strong> Non sappiamo se quell&#8217;episodio politico abbia contribuito al suo cambiamento. Sappiamo che<strong> Maria temeva di essere rinchiusa<\/strong> e privata della libert\u00e0.<\/p>\n<p>Il 29 maggio<strong> 1672 fugg\u00ec da Roma<\/strong> con la sorella Ortensia. Cerc\u00f2 protezione in Francia, ma <strong>Luigi XIV,<\/strong> ormai Re Sole, non volle opporsi alle pressioni del marito. La donna che aveva fatto innamorare il sovrano si ritrov\u00f2 lontana dai palazzi e dai teatri nei quali aveva costruito la propria vita.<\/p>\n<p>La musica continu\u00f2 ad accompagnarla. Ne<strong>l 1703,<\/strong> da Marsiglia, scriveva al <strong>figlio Filippo<\/strong> ringraziandolo per alcuni brani ricevuti e chiedendogli notizie di una composizione che desiderava ascoltare.<\/p>\n<div>\n<div>\n<h2><em><span style=\"font-size: 18px;\">Note<\/span><\/em><\/h2>\n<p>1.<strong> Le Mazarinettes e Luigi XIV.<\/strong> <em>Le sette nipoti italiane del cardinale Mazzarino furono introdotte nella societ\u00e0 di corte francese. Il legame fra Maria Mancini e Luigi XIV si interruppe per ragioni dinastiche, legate al matrimonio del sovrano con Maria Teresa di Spagna. Fonte: Dizionario Biografico degli Italiani, voce \u00abMancini, Maria\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>2<strong>. Maria Mancini e Jacob Ferdinand Voet.<\/strong> <em>A<strong>driano Amendola,<\/strong> \u00abQuando ad essere ritratta \u00e8 Venere\u00bb, Storia dell&#8217;Arte, n. 115, 2006, pp. 59\u201376. Lo studio documenta il rapporto fra la principessa e il ritrattista fiammingo, compresi i pagamenti per ritratti suoi e delle sorelle.<\/em><\/p>\n<p>3.<strong> La rete musicale fra Roma e Venezia.<\/strong> <em><strong>Valeria De Lucca,<\/strong> The Politics of Princely Entertainment: Music and Spectacle in the Lives of Lorenzo Onofrio and Maria Mancini Colonna (1659\u20131689), Oxford University Press, 2020. Ricostruisce le relazioni con impresari, compositori e cantanti e la partecipazione dei Colonna alla vita operistica veneziana.<\/em><\/p>\n<p><strong>4.<\/strong> <strong>Cristina di Svezia e il Teatro Tordinona.<\/strong> <em>V<strong>aleria De Lucca<\/strong>, \u00abStrategies of Women Patrons of Music and Theatre in Rome: Maria Mancini Colonna and Queen Christina of Sweden\u00bb, 2011. Per il ruolo delle due protagoniste nella vita teatrale romana e per il patrocinio di Maria alle rappresentazioni operistiche.<\/em><\/p>\n<p>5.<strong> La crisi matrimoniale e la fuga.<em> Maria Mancini,<\/em><\/strong> <em>lettera a Lorenzo Onofrio Colonna, 27 settembre 1672, Archivio Colonna, Subiaco, trascritta in The Letters of Marie Mancini. La principessa ricorda le accuse di disonore e il timore di essere confinata e privata della libert\u00e0.<\/em><\/p>\n<h2><em><span style=\"font-size: 18px;\">Per saperne di pi\u00f9<\/span><\/em><\/h2>\n<p>1<strong>. Treccani<\/strong> \u2013<em> Dizionario Biografico degli Italiani. Le voci dedicate a Maria Mancini e Lorenzo Onofrio Colonna permettono di ricostruire il contesto familiare, politico e culturale della coppia<\/em>.<\/p>\n<p>2.<strong> Adriano Amendola<\/strong>, \u00abQ<em>uando ad essere ritratta \u00e8 Venere\u00bb. Storia dell&#8217;Arte, n. 115, 2006, pp. 59\u201376. Per la ritrattistica di Voet e la committenza figurativa della principessa.<\/em><\/p>\n<p>3. <strong>Valentina Gallo,<\/strong> <em>Cristina di Svezia e il Tordinona (1671\u20131674), 2022. Un approfondimento sui rapporti fra teatro, aristocrazia e protezione culturale nella Roma del Seicento.<\/em><\/p>\n<p>4.<strong> Valeria De Lucca<\/strong>, <em>The Politics of Princely Entertainment, Oxford University Press, 2020. Lo studio fondamentale sulle attivit\u00e0 musicali di Maria e Lorenzo, con capitoli dedicati a Venezia, al Tordinona e alla committenza personale della principessa.<\/em><\/p>\n<p>5. <strong>Valeria De Lucca,<\/strong> <em>\u00abStrategies of Women Patrons of Music and Theatre in Rome: Maria Mancini Colonna and Queen Christina of Sweden\u00bb, 2011. Un confronto fra le strategie di patrocinio delle due donne.<\/em><\/p>\n<h2><strong><em><span style=\"font-size: 18px;\">Apertura\u00a0 <\/span><\/em><em style=\"font-size: 16px;\">Jacob Ferdinand Voet, Ritratto di Maria Mancini Colonna, 1660\u20131680 circa, olio su tela, Rijksmuseum, Amsterdam. Wikimedia Commons, pubblico dominio<\/em><em style=\"font-size: 16px;\">.<\/em><\/strong><\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; F S Flapper\u00a0 *\u00a0 Roma, 30 Ottobre 2026 &nbsp; Maria Mancini Colonna La principessa che port\u00f2 Venezia nei teatri di Roma &nbsp; Non era la pi\u00f9 bella delle nipoti di Mazzarino, eppure conquist\u00f2 il cuore di Luigi XIV. 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