{"id":19349,"date":"2026-10-09T05:20:20","date_gmt":"2026-10-09T03:20:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=19349"},"modified":"2026-10-09T13:20:30","modified_gmt":"2026-10-09T11:20:30","slug":"le-donne-dellarte-simona-weller","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=19349","title":{"rendered":"LE DONNE DELL&#8217;ARTE        Simona Weller"},"content":{"rendered":"<p><strong>FS Flatter\u00a0 *\u00a0 Roma, 9 Ottobre 2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 24px;\"><strong>Simona Weller. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><em>Quando le parole diventano pittura<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Mare, erba, alba. <em>Tre parole semplici, di quelle che un bambino impara a scrivere sui primi quaderni. Simona Weller le ripete sulla tela, le avvicina, le sovrappone, le accompagna con il colore. A poco a poco le lettere costruiscono trame, ritmi, superfici. Il mare continua a essere il mare, ma intanto prende forma un paesaggio che vive anche attraverso la pittura. La parola conserva il suo significato e ne acquista altri, affidati agli occhi di chi guarda.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 una delle intuizioni pi\u00f9 interessanti di un&#8217;artista che ha attraversato oltre sessant&#8217;anni di storia italiana, incontrandone alcuni protagonisti e partecipando a una stagione culturale di straordinaria vitalit\u00e0. Nata a Roma nel 1940, <strong>Weller<\/strong> si forma con Leoncillo <strong>Leonardi,<\/strong> Ferruccio <strong>Ferrazzi <\/strong>e Mario <strong>Mafai<\/strong>. Nel 1959 una borsa di studio dell&#8217;UNESCO la porta a <strong>Bangkok<\/strong>; seguono soggiorni in <strong>Egitto <\/strong>e in <strong>Spagna.<\/strong> Quando torna nella capitale, trova una citt\u00e0 attraversata da nuove energie: gli artisti dell&#8217;Informale dialogano con i giovani di Piazza del Popolo, le gallerie diventano luoghi di incontro, critici, scrittori e pittori condividono conversazioni, amicizie e progetti.<\/p>\n<p><strong>Weller <\/strong>frequenta quell&#8217;ambiente e vi intreccia relazioni importanti. Fra queste, quella con il poeta e critico <strong>Cesare Vivaldi,<\/strong> che diventer\u00e0 il suo compagno. Eppure nel 1964, proprio mentre Roma \u00e8 uno dei centri pi\u00f9 vivaci dell&#8217;arte italiana, sceglie di trasferirsi nella campagna umbra per dedicarsi alla pittura. Lontana dalla citt\u00e0 continua a sperimentare materiali e forme, seguendo una ricerca che la porter\u00e0 a sviluppare un linguaggio personale. Quando rientra a <strong>Roma nel 1970<\/strong>, il mondo artistico \u00e8 cambiato e anche la sua pittura sta per trovare una nuova direzione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19353\" aria-describedby=\"caption-attachment-19353\" style=\"width: 526px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19353\" src=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1.-Carnevale-per-tutti-1971-tecnica-mista-su-tela-cm-60-x-130-300x138.jpg\" alt=\"\" width=\"526\" height=\"242\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1.-Carnevale-per-tutti-1971-tecnica-mista-su-tela-cm-60-x-130-300x138.jpg 300w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/1.-Carnevale-per-tutti-1971-tecnica-mista-su-tela-cm-60-x-130-1024x471.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 526px) 100vw, 526px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-19353\" class=\"wp-caption-text\"><em>Simona Weller, Carnevale per tutti, 1971. Tecnica mista su tela, cm 60 \u00d7 130. Courtesy Galleria Erica Ravenna. Fotografia Giorgio Benni.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Sono i quaderni scolastici dei figli ad attirare la sua attenzione. Quelle lettere ancora incerte, i pensierini e le parole ripetute negli esercizi diventano materia pittorica. La scrittura entra nella composizione, il segno acquista consistenza, la ripetizione genera movimento. Le parole conservano qualcosa della loro origine quotidiana, ma sulla tela costruiscono un mondo autonomo. Nel 1973 <strong>Weller <\/strong>partecipa alla <strong>X Quadriennale di Roma,<\/strong> mentre la sperimentazione <strong>verbo-visiva italiana<\/strong> apre nuove possibilit\u00e0 al rapporto fra parola e immagine.<\/p>\n<p>L&#8217;origine di questa ricerca \u00e8 legata a un&#8217;esperienza familiare, ma il risultato appartiene alla pittura. Il colore, la composizione e il ritmo dei segni acquistano una vita propria. La maternit\u00e0 ha offerto a <strong>Weller <\/strong>un&#8217;occasione di scoperta; il suo lavoro l&#8217;ha trasformata in un linguaggio artistico. \u00c8 una distinzione che attraversa anche gli anni successivi, quando l&#8217;artista partecipa al <strong>movimento femminista <\/strong>e comincia a interrogarsi sulla presenza delle donne nella storia dell&#8217;arte.<\/p>\n<p>Le pittrici italiane del Novecento sono numerose, eppure molte sembrano scomparse dai racconti storici. <strong>Weller <\/strong>decide di cercarle, consultando archivi, rintracciando indirizzi, raccogliendo testimonianze e ricostruendo percorsi dimenticati. Nel 1976 pubblica <strong><em>Il complesso di Michelangelo<\/em>,<\/strong> un&#8217;indagine dedicata a centinaia di artiste italiane. L&#8217;anno successivo la Galleria Giulia di Roma ospita una grande mostra legata al libro. \u00c8 un lavoro che restituisce nomi e vicende alla storia dell&#8217;arte, ma permette anche di intravedere il mondo di relazioni, occasioni e riconoscimenti nel quale quelle donne avevano vissuto e lavorato.<\/p>\n<p><strong>Weller<\/strong> frequenta Carla <strong>Accardi,<\/strong> partecipa a <strong><em>Rivolta Femminile<\/em><\/strong> e ad altre esperienze associative. La ricerca storica si affianca alla pittura, mentre il suo lavoro continua a muoversi fra parola e immagine. Nel 1978 <strong>Mirella Bentivoglio<\/strong> la invita alla <strong>Biennale di Venezia<\/strong> per <em>Materializzazione del linguaggio<\/em>, una mostra che riunisce artiste impegnate nella sperimentazione verbo-visiva. \u00c8 un momento importante, nel quale la ricerca personale di <strong>Weller <\/strong>incontra una stagione internazionale di grande interesse per il linguaggio<\/p>\n<figure id=\"attachment_19352\" aria-describedby=\"caption-attachment-19352\" style=\"width: 524px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19352\" src=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/6.-Faccio-rotta-su-1981-inchiostro-e-collage-su-cartoncino-cm-50x50-1-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"524\" height=\"524\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/6.-Faccio-rotta-su-1981-inchiostro-e-collage-su-cartoncino-cm-50x50-1-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/6.-Faccio-rotta-su-1981-inchiostro-e-collage-su-cartoncino-cm-50x50-1-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/6.-Faccio-rotta-su-1981-inchiostro-e-collage-su-cartoncino-cm-50x50-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 524px) 100vw, 524px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-19352\" class=\"wp-caption-text\"><em>Simona Weller Faccio rotta su, 1981, inchiostro e collage su cartoncino, cm 50&#215;50 Courtesy Galleria Erica Ravenna. Fotografia Giorgio Benni.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Gli anni successivi vedono cambiare profondamente il mondo dell&#8217;arte. Si trasformano le gallerie, gli orientamenti della critica e gli interessi dei collezionisti. <strong>Weller <\/strong>continua a lavorare, attraversando pittura, collage, scrittura e ceramica, mentre il suo percorso mantiene una riconoscibilit\u00e0 che non sempre trova una corrispondente continuit\u00e0 nel mercato. La sua indipendenza, rivendicata anche nelle scelte professionali, accompagna una ricerca che prosegue attraverso materiali e forme differenti<\/p>\n<figure id=\"attachment_19351\" aria-describedby=\"caption-attachment-19351\" style=\"width: 518px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19351\" src=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/8.-Pagine-di-mare-2006-ceramica-cm-39x28x25-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"518\" height=\"777\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/8.-Pagine-di-mare-2006-ceramica-cm-39x28x25-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/8.-Pagine-di-mare-2006-ceramica-cm-39x28x25-683x1024.jpg 683w\" sizes=\"(max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-19351\" class=\"wp-caption-text\">S<em>imona Weller, Pagine di mare, 2006. Ceramica, cm 39 \u00d7 28 \u00d7 25. Courtesy Galleria Erica Ravenna. Fotografia Giorgio Benni.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Negli ultimi anni l&#8217;attenzione verso la sua opera torna a crescere. Nel <strong>2018 <\/strong>partecipa a <em>Magma<\/em> <strong>all&#8217;Istituto Centrale per la Grafica,<\/strong> nel <strong>2019 <\/strong>a <em>Il soggetto imprevisto<\/em> ai F<strong>rigoriferi Milanesi<\/strong>. Nel 2023 la <strong>Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea<\/strong> presenta <em>Diario al muro<\/em>, mentre la <strong>Galleria Erica Ravenna<\/strong> le dedica <em>Frammenti di un discorso sul metodo<\/em>. Sono occasioni che riportano la sua pittura all&#8217;attenzione del pubblico, in un momento in cui musei e studiosi stanno rileggendo il contributo delle artiste italiane del secondo Novecento.<\/p>\n<p>\u00c8 un movimento della storia che <strong>Weller<\/strong> conosce bene. Quasi cinquant&#8217;anni prima, con <strong><em>Il complesso<\/em><\/strong><em> <strong>di Michelangelo<\/strong><\/em>, aveva contribuito a riportare alla luce le vicende di donne che il tempo aveva lasciato ai margini. Oggi la sua stessa opera viene osservata attraverso uno sguardo rinnovato, mentre le parole che popolano le tele continuano a intrecciarsi con il colore.<\/p>\n<p><em>Mare, erba, alba.<\/em> Sono ancora parole familiari, ma sulla tela diventano qualcosa che si pu\u00f2 guardare, seguire, percorrere. Il mondo dell&#8217;arte \u00e8 cambiato pi\u00f9 volte, cos\u00ec come le sue regole e i suoi protagonisti. <strong>Weller <\/strong>ha continuato a cercare, conservando un rapporto personale con la pittura e con la propria libert\u00e0.<\/p>\n<p>Oggi vive e lavora a Calcata, piccolo borgo della Tuscia, non lontano da Roma. Un luogo raccolto, lontano dal movimento della capitale, dove la sua ricerca continua. Come molti anni prima nella campagna umbra, la distanza dalla citt\u00e0 accompagna ancora il lavoro di un&#8217;artista <strong>che ha conosciuto da vicino il mondo dell&#8217;arte, senza rinunciare a scegliere la propria strada<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Note<\/em><\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong>La formazione.<\/strong> <em>Per i primi anni di Simona Weller, i soggiorni all&#8217;estero e i rapporti con i maestri, si vedano i materiali biografici dell&#8217;artista e la documentazione della Galleria Erica Ravenna.<\/em><\/li>\n<li><strong>La pittura-scrittura.<\/strong> <em>Federica Di Castro, in un testo critico del 1972, affronta il rapporto fra lettere, colore e suono nell&#8217;opera di Weller. Una dichiarazione dell&#8217;artista del maggio 1973 collega parole come erba, mare e grano alla memoria pittorica di Seurat, Monet e Van Gogh.<\/em><\/li>\n<li><strong>Il complesso di Michelangelo.<\/strong> <em>Simona Weller, Il complesso di Michelangelo, 1976. Per la ricostruzione storica della ricerca si vedano gli studi di Laura Iamurri sulle artiste italiane e il femminismo degli anni Settanta.<\/em><\/li>\n<li><strong>La Biennale del 1978.<\/strong> Materializzazione del linguaggio, <em>a cura di Mirella Bentivoglio, XXXVIII Esposizione Internazionale d&#8217;Arte della Biennale di Venezia, 1978.<\/em><\/li>\n<li><strong>Le mostre recenti.<\/strong> Per Diario al muro e Frammenti di un discorso sul<em> metodo, si vedano rispettivamente i materiali della Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea e della Galleria Erica Ravenna, 2023.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><em>Per saperne di pi\u00f9<\/em><\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Simona Weller, <em>Il complesso di Michelangelo<\/em>, 1976.<\/li>\n<li>Simona Weller, <em>Ritratto di Angelica<\/em>, 1998.<\/li>\n<li>Galleria Erica Ravenna, materiali e cataloghi dedicati a Simona Weller, in particolare <em>Frammenti di un discorso sul metodo<\/em>, 2023.<\/li>\n<li>Lucy R. Lippard, <em>From the Center: Feminist Essays on Women&#8217;s Art<\/em>, 1976.<\/li>\n<li>Whitney Chadwick, <em>Women, Art, and Society<\/em>, Thames &amp; Hudson, 1990 e successive edizioni.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I<em>N APERTURA \u2013<\/em><\/strong><em>Simona Weller, Un tempo senza dune, 1975. Tecnica mista su tela, cm 90 \u00d7 186. Courtesy Galleria Erica Ravenna. Fotografia Giorgio Benni<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FS Flatter\u00a0 *\u00a0 Roma, 9 Ottobre 2026 \u00a0 Simona Weller. Quando le parole diventano pittura \u00a0 Mare, erba, alba. Tre parole semplici, di quelle che un bambino impara a scrivere sui primi quaderni. Simona Weller le ripete sulla tela, le avvicina, le sovrappone, le accompagna con il colore. 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