{"id":19227,"date":"2026-10-02T05:00:29","date_gmt":"2026-10-02T03:00:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=19227"},"modified":"2026-10-01T18:35:20","modified_gmt":"2026-10-01T16:35:20","slug":"pasquale-rotondi-operazione-salvataggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=19227","title":{"rendered":"PASQUALE ROTONDI  *  Operazione Salvataggio"},"content":{"rendered":"<p><strong>Redazione\u00a0 *\u00a0 Roma 2 Ottobre 2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 21px;\"><strong>PASQUALE\u00a0 ROTONDI\u00a0 <\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Operazione\u00a0 Salvataggio<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 5 giugno 1940, cinque giorni prima dell&#8217;ingresso dell&#8217;Italia in guerra, un telegramma arriv\u00f2 a Urbino. Chiedeva al soprintendente delle Marche di individuare i beni da proteggere e di trovare un ricovero sicuro per le opere d&#8217;arte. Il destinatario era <strong>Pasquale Rotondi,<\/strong> storico dell&#8217;arte nato ad Arpino nel 1909, poco pi\u00f9 che trentenne. Cominciava cos\u00ec un&#8217;operazione segreta, nome in codice <strong>Salvataggio<\/strong>. Il suo protagonista sarebbe rimasto a lungo fuori dai manuali.<\/p>\n<p><strong>Rotondi <\/strong>cerc\u00f2 per mesi il luogo adatto, poi lo trov\u00f2 a <strong>Sassocorvaro<\/strong>: la <strong>Rocca Ubaldinesca,<\/strong> fortezza quattrocentesca progettata da Francesco di <strong>Giorgio Martini<\/strong>. Distava una quarantina di chilometri da Urbino, raggiungibili in Balilla, era lontana da strade e ferrovie e le sue mura reggevano il peso di un bombardamento. Con l&#8217;appoggio del ministro <strong>Giuseppe Bottai<sup>1<\/sup><\/strong> cominciarono ad arrivare, spesso di notte, le casse.<\/p>\n<p>Sassocorvaro si riemp\u00ec presto: la <em>Tempesta<\/em> di <strong>Giorgione,<\/strong> la <em>Pala d&#8217;Oro<\/em> e il <strong>Tesoro di San Marco<\/strong> da Venezia, il <em>San Giorgio<\/em> di <strong>Mantegna<\/strong>, il ritratto Morosini di <strong>Tintoretto,<\/strong> i capolavori di <strong>Piero della Francesca<\/strong>. Nel 1943 il Palazzo dei Principi di Carpegna ospit\u00f2 il resto: da Milano lo <em>Sposalizio della Vergine<\/em> di <strong>Raffaello<\/strong>, da Roma l&#8217;<em>Amor sacro e amor profano<\/em> di<strong> Tiziano<\/strong> e i <strong>Caravaggio<\/strong> di San Luigi dei Francesi. In tutto circa <strong>diecimila opere.<\/strong> <strong>Rotondi <\/strong>le controllava di persona, una per una, tenendo d&#8217;occhio umidit\u00e0 e conservazione.<\/p>\n<p>Poi venne <strong>l&#8217;8 settembre.<\/strong> Il ministero si dissolse, le truppe tedesche occuparono il territorio e il pericolo cambi\u00f2 natura: non pi\u00f9 le bombe, ma le razzie.<sup>2<\/sup> Il <strong>19 ottobre le SS<\/strong> entrarono a Carpegna. Rotondi chiese un colloquio al comandante, che pretese di ispezionare le casse. Ne fece aprire una: conteneva manoscritti di <strong>Gioacchino Rossini.<\/strong> L&#8217;ufficiale, giudicandoli \u00abcartacce\u00bb, la fece richiudere e non guard\u00f2 oltre. <strong>Rotondi <\/strong>aveva gi\u00e0 staccato dalle altre casse le etichette che ne indicavano il contenuto e la propriet\u00e0.<sup>3<\/sup><\/p>\n<figure id=\"attachment_19229\" aria-describedby=\"caption-attachment-19229\" style=\"width: 530px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19229\" src=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/b6aca93a-1c92-4e0f-b3ef-e484e8f82602-300x200.png\" alt=\"\" width=\"530\" height=\"353\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/b6aca93a-1c92-4e0f-b3ef-e484e8f82602-300x200.png 300w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/b6aca93a-1c92-4e0f-b3ef-e484e8f82602-1024x683.png 1024w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/b6aca93a-1c92-4e0f-b3ef-e484e8f82602.png 1536w\" sizes=\"(max-width: 530px) 100vw, 530px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-19229\" class=\"wp-caption-text\"><em>Ottobre 1943. A Carpegna le SS ispezionano le casse: una contiene manoscritti di Gioachino Rossini. L\u2019episodio contribu\u00ec a evitare un controllo pi\u00f9 approfondito del deposito. Immagine creata con IA \u2014 Orchestratore Eko<\/em>.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Con la sua Balilla caric\u00f2 a Sassocorvaro quanto poteva e <strong>port\u00f2 a casa,<\/strong> a Urbino, i tre dipinti pi\u00f9 preziosi, tra cui la <strong><em>Tempesta<\/em>.<\/strong> Con la moglie Zea li nascose <strong><em>sotto il letto,<\/em><\/strong> in una citt\u00e0 controllata dalle SS. Il 21 dicembre 1943 una colonna di camion part\u00ec dalla citt\u00e0 alla volta di Roma, dove le opere trovarono <strong>ospitalit\u00e0 in Vaticano.<\/strong><sup>4<\/sup> Alla fine della guerra tornarono ai musei quasi tutte intatte.<\/p>\n<p>Restava da chiedersi perch\u00e9 un&#8217;impresa simile fosse rimasta nell&#8217;ombra. Rotondi non cerc\u00f2 mai la ribalta e prosegu\u00ec la carriera fino alla direzione dell&#8217;Istituto centrale del restauro. Inoltre ogni celebrazione richiamava il fatto che l&#8217;operazione era nata dentro un&#8217;amministrazione che aveva servito il regime. Nel 1984 il sindaco di Sassocorvaro, Oriano Giacomi, scopr\u00ec la storia e and\u00f2 a trovarlo a Roma. <strong>Rotondi,<\/strong> ricorda il sindaco, sorrise e rispose: \u00ab<strong>Era ora che vi ricordaste di me\u00bb.<\/strong> Mor\u00ec nel 1991. Il Premio Rotondi, assegnato ogni anno a Sassocorvaro dal 1997, e le mostre recenti hanno restituito il suo nome alla storia.<sup>5<\/sup><\/p>\n<p>Il patrimonio si salva anche per le scelte di uomini rimasti anonimi, prese in anticipo, senza garanzie e spesso senza applausi. Diecimila opere sono arrivate fino a noi perch\u00e9 un soprintendente cap\u00ec prima degli altri che cosa sarebbe accaduto, e ag\u00ec da solo.<\/p>\n<p><strong><em>Note<\/em><\/strong><\/p>\n<p><sup>1 <\/sup><strong>Bottai. <\/strong><em>Ministro dell&#8217;Educazione nazionale, fascista e intellettuale, fu l&#8217;autore della legge 1089 del 1939 sulla tutela dei beni artistici e della 1041 del 6 luglio 1940 sulla protezione dei beni culturali in caso di guerra, ancora oggi alla base del sistema di tutela italiano. Dopo l&#8217;8 settembre fu ricercato dai tedeschi e il ministero si trasfer\u00ec al Nord con la Repubblica sociale: Rotondi rest\u00f2 senza direttive da Roma.<\/em><\/p>\n<p><sup>2 <\/sup><strong>Kunstschutz<em>. <\/em><\/strong><em>Il reparto tedesco per la protezione dell&#8217;arte, istituito nell&#8217;Italia occupata nel settembre 1943, aveva il compito ufficiale di tutelare il patrimonio. In pratica trafug\u00f2 opere di grande valore per soddisfare le richieste della gerarchia nazista, G\u00f6ring in testa.<\/em><\/p>\n<p><sup>3 <\/sup><strong>L&#8217;astuzia<em>. <\/em><\/strong><em>Rotondi non tratt\u00f2 da pari a pari con i tedeschi: non ne aveva n\u00e9 i mezzi n\u00e9 l&#8217;autorit\u00e0. Le casse italiane senza etichetta poterono passare per propriet\u00e0 ecclesiastica, e questo dettaglio, con la scena di Carpegna, \u00e8 tra gli episodi pi\u00f9 noti dell&#8217;intera vicenda.<\/em><\/p>\n<p><sup>4 <\/sup><strong>Il Vaticano. <\/strong><em>Giulio Carlo Argan, amico di Rotondi e storico dell&#8217;arte, intercedette presso il cardinale Giovanni Battista Montini, futuro Paolo VI, perch\u00e9 il Vaticano accogliesse anche le casse con le opere italiane. Montini acconsent\u00ec. Il convoglio raggiunse Roma due giorni dopo la partenza, attraversando un&#8217;Italia centrale devastata da bombardamenti e rappresaglie<\/em>.<\/p>\n<p><sup>5 <\/sup><strong>Dopo la guerra. <\/strong><em>La restituzione delle opere trafugate dai nazisti coinvolse anche i Monuments Men, la task force alleata di professionisti di tredici paesi, e il funzionario italiano Rodolfo Siviero, incaricato del recupero. Se ne ritrovarono oltre seimila. Il Diario di Rotondi e la sua corrispondenza sono stati pubblicati da Anna Melograni nel \u00abBollettino d&#8217;Arte\u00bb del 2015.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Per sap<span style=\"font-size: 16px;\">erne di pi\u00f9<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Salvatore Giannella, <em>Operazione Salvataggio. Gli eroi sconosciuti che hanno salvato l&#8217;arte dalle guerre<\/em><\/strong>. Chiarelettere, 2014. <em>Il libro pi\u00f9 diretto sulla vicenda di Rotondi, con la ricostruzione dell&#8217;Arca dell&#8217;Arte di Sassocorvar<\/em><\/li>\n<li><strong>Giuseppe Bottai, <em>Diario 1935-1944<\/em><\/strong>. A cura di Giordano Bruno Guerri. <em>Le annotazioni del ministro che var\u00f2 le leggi di tutela e organizz\u00f2 i ricoveri.<\/em><\/li>\n<li><strong>Rodolfo Siviero, <em>L&#8217;arte e il nazismo<\/em><\/strong>. Il resoconto di chi guid\u00f2 il recupero delle opere italiane portate all&#8217;estero: l&#8217;esodo e il ritorno.<\/li>\n<li><strong>Lynn H. Nicholas, <em>The Rape of Europa<\/em><\/strong>. In italiano <em>Il saccheggio dell&#8217;Europa. Lo studio di riferimento sul destino dell&#8217;arte europea sotto il nazismo, dalle spoliazioni alle restituzioni<\/em>.<\/li>\n<li><strong>Robert M. Edsel, <em>The Monuments Men<\/em><\/strong>. <em>La storia della task force alleata. Rotondi vi compare poco, ma \u00e8 utile per il contesto delle restituzioni<\/em><\/li>\n<li><\/li>\n<li><em><strong><span style=\"font-size: 14px;\">IN APERTURA\u00a0<\/span><\/strong> Il trasferimento delle opere verso un luogo sicuro durante la guerra. Ricostruzione visiva dell\u2019operazione di salvataggio coordinata da Pasquale Rotondi.<br \/>\n<strong>(Immagine creata con IA \u2014 Orchestratore Eko)<\/strong><\/em><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Redazione\u00a0 *\u00a0 Roma 2 Ottobre 2026 \u00a0 PASQUALE\u00a0 ROTONDI\u00a0 \u00a0 Operazione\u00a0 Salvataggio &nbsp; Il 5 giugno 1940, cinque giorni prima dell&#8217;ingresso dell&#8217;Italia in guerra, un telegramma arriv\u00f2 a Urbino. Chiedeva al soprintendente delle Marche di individuare i beni da proteggere e di trovare un ricovero sicuro per le opere d&#8217;arte. 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