{"id":19213,"date":"2026-10-02T05:20:36","date_gmt":"2026-10-02T03:20:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=19213"},"modified":"2026-10-01T17:47:19","modified_gmt":"2026-10-01T15:47:19","slug":"le-donne-dellarte-elisa-montessori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=19213","title":{"rendered":"LE DONNE DELL&#8217;ARTE *  Elisa Montessori"},"content":{"rendered":"<p><strong>FS Flapper\u00a0 *\u00a0 Roma, 2 Ottobre 2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 21px;\"><strong>Elisa Montessori: \u00abSono le cose che mi hanno trovata<\/strong><strong>\u00bb<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18px;\"><strong><em>Nel corso del tempo, una vita nell\u2019arte<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A Villa Torlonia opere lontane decenni convivono nelle stesse sale. Il passato incontra il presente di un&#8217;artista che continua a lavorare. Da qui nasce la prima domanda<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Dopo oltre settant\u2019anni di lavoro, continua a tornare nella sua ricerca il rapporto con la natura, osservata, ricordata e trasformata nel segno. Che cosa guarda oggi Elisa Montessori che non avrebbe guardato nello stesso modo cinquant\u2019anni fa?<\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\"><em><strong>\u00abTutto. Il mondo \u00e8 cambiato ed \u00e8 in continua trasformazione. Quello che io ho visto dieci anni fa oggi naturalmente non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 e si \u00e8 trasformato. Io stessa mi sono trasformata. \u00c8 una trasformazione continua in ogni cosa vivente \u2014 sia in me stessa che in quello che vedo \u2014 quindi io non posso pensare a un prima e un dopo, ma \u00e8 un continuum.\u00bb<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p><em>Nel suo lavoro convivono poesia, botanica, letteratura, cultura orientale e osservazione scientifica. Oggi, quando nasce un\u2019opera, da dove arriva pi\u00f9 spesso il primo impulso: da un\u2019immagine, da una lettura, dalla natura o dal gesto stesso del disegnare?<\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px;\"><strong>\u00ab<em>Il mio \u00e8 un bisogno primario, nel senso che io ogni giorno disegno o per lo meno segno e questo non \u00e8 un indirizzo, ma un\u2019esigenza, perch\u00e9 io non so da dove parto e non so dove finisco, ma ho bisogno di farlo.\u00bb<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p>\u00c8 dentro questo continuum che comincia a scorrere la sua storia.<\/p>\n<p>Nata a Genova nel 1931, <strong>Montessori <\/strong>arriva a Roma alla fine degli anni Quaranta. Studia Lettere alla Sapienza mentre la formazione artistica cresce negli atelier di <strong>Corrado Cagli<\/strong> e soprattutto di <strong>Mirko Basaldella,<\/strong> dentro una citt\u00e0 che cerca nuovi linguaggi. Con Mirko sperimenta pittura, incisione e mosaico, lavora con la tempera e lo sbalzo e si avvicina perfino all\u2019oreficeria. Nel 1951 tiene la prima personale e pochi anni dopo <strong>Lionello Venturi<\/strong> le procura una borsa di studio per Parigi.<\/p>\n<p>In quegli stessi anni conosce <strong>Mario Tchou,<\/strong> giovane ingegnere italo-cinese al quale Adriano Olivetti affider\u00e0 il gruppo impegnato nella costruzione dei primi calcolatori elettronici italiani. Si sposano, vivono anche a Milano, in una casa progettata da <strong>Ettore Sottsass,<\/strong> e hanno due figlie. Attraverso Tchou <strong>Montessori<\/strong> incontra un mondo destinato a riaffiorare a lungo nel suo lavoro: la cultura cinese, il rapporto tra segno e vuoto, la calligrafia, lo spazio che circonda le cose. A questo incontro si aggiungono la scienza e la tecnologia, esperienze diverse che cominciano a sedimentare<\/p>\n<p>Nel 1961 Tchou muore in un incidente automobilistico. <strong>Montessori <\/strong>ha trent\u2019anni e torna a Roma con le figlie. Continua a lavorare mentre intorno la citt\u00e0 cambia rapidamente.<\/p>\n<p>Il teatro scende nelle cantine e sperimenta con il corpo, la luce e l\u2019immagine; le gallerie accolgono azioni, musica e performance. Anche il movimento delle donne apre nuovi spazi. <strong>Montessori <\/strong>attraversa quel clima avvicinandosi al femminismo attraverso <strong>La Maddalena,<\/strong> nata nel 1973 in una vecchia tipografia di <strong>via della Stelletta<\/strong>, dove teatro, libri, riviste e incontri convivono nello stesso luogo.<\/p>\n<p>Fotografia e collage acquistano spazio nel suo lavoro, il colore si riduce e l\u2019immagine si frammenta. Nei <strong><em>Tropismi<\/em> <\/strong>fotografie e segni si rincorrono sulla superficie. Nel 1977, con <strong><em>Dafne<\/em><\/strong>, Montessori porta nell\u2019opera il proprio corpo, fotografandolo per frammenti e accostandolo alla vegetazione. Il mito della giovane donna che si trasforma in alloro trova una forma contemporanea e personale, legata anche all\u2019esperienza femminile del corpo e della sua trasformazione.<\/p>\n<p>Il colore torner\u00e0 con forza e il disegno riprender\u00e0 ad allargarsi sulla superficie. Ci\u00f2 che \u00e8 passato attraverso quegli anni rimane per\u00f2 nel lavoro, si trasforma e talvolta riaffiora.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19215\" aria-describedby=\"caption-attachment-19215\" style=\"width: 548px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19215\" src=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/GBE0882-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"548\" height=\"365\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/GBE0882-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/GBE0882-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/GBE0882.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 548px) 100vw, 548px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-19215\" class=\"wp-caption-text\">E<em>lisa Montessori. Nel Corso del Tempo, a cura di Federica Pirani e Alessandra Mamm\u00ec, Casino dei Principi \u2014 Musei di Villa Torlonia, Roma, veduta della mostra. Photo Credits: Giorgio Benni, Courtesy l\u2019artista e Monitor Roma Lisbona.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Lo sguardo si allarga verso il paesaggio. <strong><em>La terra dei Masai<\/em>,<\/strong> del 1982, \u00e8 costruita con carboncino, pastello e gesso sulla carta; nello stesso anno, ad <strong><em>Aperto 82<\/em><\/strong> alla Biennale di Venezia, Montessori presenta il grande <strong><em>Paesaggio della Manciuria esterna<\/em><\/strong>. Africa e Asia entrano nelle opere attraverso spazi percorsi da segni, tracce e vuoti. Osservazione, esperienza e memoria si sovrappongono.<\/p>\n<p>Viaggi, natura e Oriente continuano ad alimentare il lavoro. In <strong><em>Gorghi<\/em>,<\/strong> del 1993, il movimento si raccoglie e riparte dentro due piccoli dipinti, quasi che acqua e segno appartenessero allo stesso gesto. Poi arrivano fiori, piante, Istanbul e <strong><em>Le pantofole di Paribanu<\/em><\/strong>, tratte dalle <strong><em>Mille e una notte<\/em><\/strong>. Anche la letteratura, presente fin dagli anni della Sapienza, trova nuove strade per entrare nelle immagini.<\/p>\n<p>Le correnti ormai si incrociano. Vecchie fotografie possono tornare dentro un lavoro recente, i <strong><em>Tropism<\/em><\/strong><em>i<\/em> riaffiorare a distanza di decenni, la Cina incontrare nuovamente Roma, mentre natura, scrittura e pittura passano da un\u2019opera all\u2019altra. <strong><em>Shanghai Blues<\/em>,<\/strong> presentata nel 2006 alla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna, e <strong><em>Bamboo<\/em>,<\/strong> alla Casina delle Civette nel 2015, appartengono a questo lungo corso nel quale ci\u00f2 che ritorna porta con s\u00e9 qualcosa del tempo trascorso.<\/p>\n<p>Il fiume si \u00e8 fatto largo.<\/p>\n<p>Quel lungo corso arriva nelle sale di Villa Torlonia, dove <strong><em>Nel corso del Tempo<\/em><\/strong> raccoglie opere dal 1950 ad oggi. <strong>Montessori,<\/strong> insieme ad <strong>Alessandra Mamm\u00ec<\/strong> e <strong>Federica Pirani,<\/strong> avvicina lavori separati anche da molti decenni seguendo richiami visivi, letterari, scientifici e poetici. Una forma pu\u00f2 rispondere a una fotografia, una pianta a un segno tracciato molti anni prima. La cronologia lascia spazio alle relazioni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19216\" aria-describedby=\"caption-attachment-19216\" style=\"width: 527px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19216\" src=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/GBE0887-HDR-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"527\" height=\"351\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/GBE0887-HDR-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/GBE0887-HDR-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/GBE0887-HDR.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 527px) 100vw, 527px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-19216\" class=\"wp-caption-text\"><em>Elisa Montessori. Nel Corso del Tempo, a cura di Federica Pirani e Alessandra Mamm\u00ec, Casino dei Principi \u2014 Musei di Villa Torlonia, Roma, veduta della mostra. Photo Credits: Giorgio Benni, Courtesy l\u2019artista e Monitor Roma Lisbona<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>La mostra guarda inevitabilmente indietro, mentre l\u2019artista continua a lavorare nel presente. Resta una domanda.<\/p>\n<p><em>C\u2019\u00e8 qualcosa che oggi sente ancora di dover cercare, qualcosa che nel suo lavoro non ha ancora trovato?<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00abI<em>o non ho mai trovato niente, sono le cose che mi hanno trovata. Nel senso che io non mi sono mai proposta un progetto, ma ho sempre vissuto momento per momento la mia vita. Quindi anche in questo la mia non \u00e8 una risposta, anzi \u00e8 una domanda: dove? perch\u00e9?\u00bb<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Settantacinque anni dopo la prima personale, la domanda \u00e8 ancora aperta.<\/p>\n<p>Il fiume continua a scorrere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Note<\/em><\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong> La mostra.<\/strong> <strong><em>Elisa Montessori. Nel corso del tempo<\/em>,<\/strong> <em>Musei di Villa Torlonia \u2013 Casino dei Principi, via Nomentana 70, Roma, dal 30 settembre 2026 al 28 febbraio 2027. Apertura dal marted\u00ec alla domenica, ore 9.00\u201319.00; ultimo ingresso ore 18.00. Chiuso il luned\u00ec e il 25 dicembre; il 24 e 31 dicembre apertura 9.00\u201314.00. Ideazione di Elisa Montessori con la co-curatela di Alessandra Mamm\u00ec e Federica Pirani, in collaborazione con Galleria Monitor<\/em>.<\/li>\n<li><strong> Montessori e Monitor.<\/strong> <em>Nel 2026 la galleria Monitor ha celebrato dieci anni di collaborazione con Elisa Montessori presentando nella sede romana di San Lorenzo 50 \u00d7 35, terza personale dell\u2019artista in quella sede dopo Ogni cosa \u00e8 un\u2019altra (2016) e Piante e fiori (moralit\u00e0 boschiva) (2021). Monitor opera tra Roma, Lisbona e Pereto e ha accompagnato anche esposizioni di Montessori nella sede portoghese<\/em>.<\/li>\n<li><strong> La seconda ondata a Roma.<\/strong> <em>All\u2019inizio degli anni Settanta Roma \u00e8 uno dei centri della nuova stagione femminista italiana. Nel 1970 Carla Lonzi, Carla Accardi ed Elvira Banotti danno vita a Rivolta Femminile e al relativo Manifesto, mentre separatismo e autocoscienza diventano pratiche centrali di diversi gruppi. Il percorso di Montessori va tenuto distinto da quello di Rivolta Femminile: il suo rapporto documentato con quella stagione passa soprattutto attraverso l\u2019esperienza di La Maddalena.<\/em><\/li>\n<li><strong> La Maddalena e gli anni Settanta.<\/strong> <em>Il Teatro La Maddalena nasce a Roma nel 1973 in via della Stelletta 18 come spazio legato alla produzione culturale delle donne. La frequentazione del gruppo da parte di Montessori si colloca negli stessi anni in cui fotografia, collage e presenza del corpo assumono particolare rilievo nel suo lavoro. Laura Iamurri ha ricostruito questo rapporto soffermandosi su Fogli (1974), Tropismi (1977) e Morfologie (1979).<\/em><\/li>\n<li><strong> Dafne.<\/strong> <em>Nell\u2019opera del 1977, oggi nelle collezioni degli Uffizi, Montessori utilizza 36 scatti fotografici in bianco e nero del proprio corpo, accostandoli alla garza e al mondo vegetale. Il mito di Dafne diventa cos\u00ec terreno di riflessione sulla metamorfosi, sul corpo e sulla soggettivit\u00e0 femminile.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Per saperne di pi\u00f9<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>Anne Marie Sauzeau, <em>Sotto il segno di Dafne. Indagine sull\u2019opera di Elisa Montessori<\/em>, Punctum, Roma, 2014.<\/strong> <em>Uno dei riferimenti monografici essenziali per seguire il percorso dell\u2019artista e la presenza ricorrente del mito di Dafne.<\/em><\/p>\n<p><strong>Laura Iamurri, \u201cFotografia, modulo, disegno: Elisa Montessori negli anni Settanta\u201d, <em>piano b. Arti e culture visive<\/em>, vol. 8, n. 1, 2023, pp. 107\u2013126<em>.<\/em><\/strong><em> Studio particolarmente utile per fotografia, Tropismi, femminismo e rapporto con La Maddalena.<\/em><\/p>\n<p><strong>Elisa Montessori, <em>Giardini immaginari. Omaggio a Marianne Moore<\/em>, a cura di Tatiana Giovannetti, Gangemi, Roma, 2006.<\/strong> <em>Per il rapporto fra pittura, natura, poesia e letteratura.<\/em><\/p>\n<p><strong>Musei di Villa Torlonia, <em>Elisa Montessori. Nel corso del tempo<\/em>, Roma, 2026.<\/strong> <em>Materiali della mostra e percorso espositivo concepito come autoritratto pi\u00f9 che come successione cronologica<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Galleria Monitor, <em>Elisa Montessori. 50 \u00d7 35<\/em>, Roma, 2026.<\/strong> <em>Per la produzione recente e per una pratica che la galleria definisce intuitiva e istintuale, nutrita da suggestioni diverse e continuamente riattraversate.<\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: 16px;\"><strong>IN APERTURA\u00a0<\/strong> <\/span>Elisa Montessori, La terra dei masai<\/em>, 1982, carboncino, pastello e gesso su carta. Photo Credits: Giorgio Benni, Courtesy l\u2019artista e Monitor Roma Lisbona.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FS Flapper\u00a0 *\u00a0 Roma, 2 Ottobre 2026 \u00a0 Elisa Montessori: \u00abSono le cose che mi hanno trovata\u00bb Nel corso del tempo, una vita nell\u2019arte &nbsp; &nbsp; A Villa Torlonia opere lontane decenni convivono nelle stesse sale. Il passato incontra il presente di un&#8217;artista che continua a lavorare. 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