{"id":19162,"date":"2026-10-02T05:20:19","date_gmt":"2026-10-02T03:20:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=19162"},"modified":"2026-10-02T16:31:55","modified_gmt":"2026-10-02T14:31:55","slug":"lo-stato-dellarte-il-valore-dellarte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=19162","title":{"rendered":"LO STATO DELL&#8217;ARTE  *  Il Valore dell&#8217;arte"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #800505;\"><strong>Riportiamo il link per ascoltare una sintesi dell\u2019articolo<\/strong><\/span><\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-19162-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Riepilogo.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Riepilogo.mp3\">https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Riepilogo.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14px;\"><strong>SERGIO ANSUINI\u00a0 * Roma 2 Ottobre 2026<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 21px;\"><strong>IL VALORE DELL\u2019ARTE<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><em>Dall\u2019opera a chi guarda<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Tre matite diventano \u201cTre\u201d e cominciano un viaggio nell\u2019ecosistema dell\u2019arte. Critici, gallerie, musei, mercato, media e pubblico costruiscono intorno all\u2019opera attenzione e riconoscimento. Poi arriva una persona e le guarda. Da quel momento comincia una storia diversa, dove consenso, prezzo e qualit\u00e0 possono prendere strade lontane.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Tre matite sono appoggiate su un tavolo. Costano pochi euro. Qualcuno le dispone in un certo modo, chiama l\u2019insieme \u201c<em>Tre\u201d<\/em> e racconta che parlano della progressiva scomparsa della scrittura manuale nell\u2019epoca dell\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>Materialmente \u00e8 rimasto tutto uguale. \u00c8 cambiato lo sguardo: qualcuno propone di considerare quelle matite un\u2019opera d\u2019arte.<\/p>\n<p>Da quel momento \u201c<em>Tre\u201d<\/em> comincia a muoversi.<\/p>\n<p>Un critico ne scrive, una galleria la espone, un collezionista la compra, un museo la presenta. I media ne parlano e il pubblico arriva. Intorno alle tre matite cresce una biografia. Ogni passaggio aggiunge un riconoscimento diverso e tutti insieme cominciano a costruire un consenso che pu\u00f2 allargarsi, rafforzarsi e durare.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 accadere anche il contrario. Nel 1863 il Salon des Refus\u00e9s porta davanti al pubblico opere escluse dalla giuria ufficiale, fra le quali il <em>D\u00e9jeuner sur l\u2019herbe<\/em> di <strong>Manet.\u00b9<\/strong> Nel 1917 <em>Fountain<\/em> di <strong>Duchamp <\/strong>viene esclusa dall\u2019esposizione della <strong>Society of Independent Artists<\/strong> e proprio quella vicenda alimenta una discussione destinata a durare.\u00b2 Nel 1937 il regime nazista espone l\u2019arte definita \u201c<strong>degenerata\u201d<\/strong> per condannarla e richiama oltre due milioni di visitatori.\u00b3<\/p>\n<p>Il rifiuto ha prodotto attenzione. \u00c8 una distinzione essenziale, perch\u00e9 un\u2019opera pu\u00f2 essere ammirata o detestata e continuare comunque a circolare. Se met\u00e0 degli articoli celebra \u201c<em>Tre\u201d<\/em> e l\u2019altra met\u00e0 la considera una sciocchezza, il giudizio resta diviso, ma tutti stanno dicendo che vale la pena parlarne.<\/p>\n<p>I media possono accelerare il processo. \u201c<em>Tre\u201d<\/em> pu\u00f2 essere raccontata come un\u2019opera sulla scomparsa della scrittura oppure come tre matite vendute a una cifra sorprendente. Cambia la cornice attraverso la quale viene guardata. Con i social persino la derisione diventa diffusione: \u00e8 accaduto con <em>Comedian<\/em> di <strong>Maurizio Cattelan,<\/strong> condivisa tanto per celebrarla quanto per prenderla in giro.<\/p>\n<p>Intorno all\u2019opera, dunque, qualcosa si \u00e8 formato. Ma davanti a \u201c<em>Tre\u201d<\/em> arriva finalmente una persona.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 guardarla e passare oltre. Pu\u00f2 esserne attratta oppure irritata. Forse quelle tre matite risvegliano il piacere di una forma, un ricordo o qualcosa che fino a quel momento non aveva mai pensato. L\u2019incontro pu\u00f2 esaurirsi l\u00ec oppure continuare silenziosamente.<\/p>\n<p><strong>Carmelo Bene<\/strong> poteva irritare mentre recitava. Quarant\u2019anni dopo quell\u2019irritazione pu\u00f2 essere ancora presente, trasformata dal tempo e da tutto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto nel frattempo. L\u2019opera incontrata allora \u00e8 rimasta nella memoria e ha continuato a cambiare insieme alla persona che l\u2019aveva vista.<\/p>\n<p>Accade cos\u00ec qualcosa di diverso da quanto avviene intorno a \u201c<em>Tre\u201d<\/em>. Da una parte l\u2019opera entra nella memoria collettiva; dall\u2019altra entra, oppure non entra, nella vita di qualcuno. Un capolavoro riconosciuto pu\u00f2 lasciare indifferenti, mentre un\u2019opera quasi dimenticata pu\u00f2 accompagnare una persona per decenni.<\/p>\n<p>Anche la storia cambia giudizio. <strong>Vermeer,<\/strong> <strong>El Greco<\/strong> e <strong>Botticelli<\/strong> hanno conosciuto fortune diverse nel corso dei secoli. Ogni generazione torna a guardare ci\u00f2 che ha ricevuto e sceglie che cosa esporre, studiare, restaurare e raccontare. Cos\u00ec alcune opere continuano a incontrare nuovi occhi, altre diventano pi\u00f9 difficili da vedere. Il canone nasce anche da questa lunga selezione della memoria.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19164\" aria-describedby=\"caption-attachment-19164\" style=\"width: 525px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19164\" src=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Immagine-ChatGPT-27-set-2026-12_52_58-300x200.png\" alt=\"\" width=\"525\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Immagine-ChatGPT-27-set-2026-12_52_58-300x200.png 300w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Immagine-ChatGPT-27-set-2026-12_52_58-1024x683.png 1024w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Immagine-ChatGPT-27-set-2026-12_52_58.png 1536w\" sizes=\"(max-width: 525px) 100vw, 525px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-19164\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 13px;\"><em>Intorno a &#8220;Tre&#8221; il sistema dell\u2019arte ha gi\u00e0 costruito attenzione e riconoscimento. Davanti all\u2019opera, per\u00f2, comincia un\u2019altra storia: quella di chi la guarda. (Immagine creata con IA \u2013 Orchestratore Eko)<\/em><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p>E il viaggio pu\u00f2 proseguire. \u201c<em>Tre\u201d<\/em> arriva a Pechino portandosi dietro il nome dell\u2019artista e la fama conquistata altrove. Le matite sono sempre le stesse, ma incontrano una cultura nella quale scrittura e calligrafia hanno una storia diversa. Il prestigio pu\u00f2 attraversare rapidamente una frontiera; il significato deve trovare nuovi occhi. Anche <strong>Duchamp,<\/strong> entrando nell\u2019orizzonte di alcune <strong>avanguardie cinesi<\/strong>, \u00e8 stato assorbito e trasformato.\u2074 Il consenso, dunque, cambia anche attraversando il mondo.<\/p>\n<p>A questo punto compare il prezzo, che raccoglie una parte di quanto \u00e8 accaduto lungo il percorso e pu\u00f2 rilanciarlo.<strong> <em>Comedian<\/em><\/strong> lo mostra con particolare chiarezza: la sua presenza materiale \u00e8 fragile e deperibile, mentre l\u2019identit\u00e0 riconosciuta dal mercato continua a essere legata all\u2019attribuzione e al <strong>certificato di autenticit\u00e0<\/strong>.\u2075 La materia che abbiamo davanti racconta quindi soltanto una parte dell\u2019opera che viene riconosciuta e scambiata.<\/p>\n<p>Quando invece un\u2019opera vive in una piazza, in un museo o soltanto per il tempo di una performance, pu\u00f2 essere una fondazione, una citt\u00e0 o uno sponsor a renderla possibile. Migliaia di persone potranno incontrarla senza possederla. Il valore prodotto dall\u2019opera comincia cos\u00ec a circolare ben oltre la propriet\u00e0.<\/p>\n<p>Le tre matite, intanto, possono avere attraversato gallerie e musei, acceso discussioni, raggiunto un prezzo altissimo e magari entrare un giorno nei libri di storia dell\u2019arte. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto ha costruito intorno a \u201c<em>Tre\u201d<\/em> una storia e ha condotto qualcuno davanti a quell\u2019opera.<\/p>\n<p>Poi quella persona si ferma a guardarla.<\/p>\n<p>Sa forse che un museo l\u2019ha esposta, che un critico ne ha scritto e che qualcuno ha pagato molto per possederla. Tutto questo inevitabilmente accompagna il suo sguardo. Ma adesso sono rimaste una persona e tre matite.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 passare oltre. Pu\u00f2 pensare che tutto quel clamore sia incomprensibile. Oppure qualcosa pu\u00f2 accadere senza che riesca immediatamente a definirlo. Molti anni dopo, prendendo una matita in mano, potrebbe ricordarsi proprio di quelle tre.<\/p>\n<p>Il sistema pu\u00f2 spiegare perch\u00e9 \u201c<em>Tre\u201d<\/em> \u00e8 considerata arte e perch\u00e9 vale molto. Solo l\u2019incontro con l\u2019opera pu\u00f2 dire che cosa vale per chi la guarda.<\/p>\n<p>Il valore che una societ\u00e0 attribuisce all\u2019opera e quello che sedimenta nell\u2019esperienza di una persona possono incontrarsi. <strong>Possono anche raccontare due storie diverse.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Note<\/em><\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong>1<em>.<\/em><\/strong><em> Nel 1863, dopo l\u2019elevato numero di opere respinte dal Salon ufficiale, <strong>Napoleone III<\/strong> autorizz\u00f2 l\u2019esposizione dei lavori rifiutati nel Salon des Refus\u00e9s. Tra questi figurava Le Bain, l\u2019opera di <strong>\u00c9douard Manet<\/strong> oggi conosciuta come Le D\u00e9jeuner sur l\u2019herbe, che suscit\u00f2 un forte scandalo pubblico. Fonte: Mus\u00e9e d\u2019Orsay, Parigi.<\/em><\/li>\n<li><strong><em>Marcel Duchamp<\/em><\/strong><em> present\u00f2 Fountain nel 1917 alla Society of Independent Artists di New York sotto lo pseudonimo \u201cR. Mutt\u201d. L\u2019opera fu esclusa dall\u2019esposizione. Duchamp si dimise dal consiglio della Society; la fotografia realizzata da <strong>Alfred Stieglitz<\/strong> e il dibattito sulla rivista The Blind Man contribuirono alla successiva storia dell\u2019opera. Fonte: The Museum of Modern Art, New York.<\/em><\/li>\n<li><em>La mostra <strong>Entartete Kunst,<\/strong> organizzata dal regime nazista a Monaco nel 1937 per screditare l\u2019arte moderna, attir\u00f2 oltre due milioni di visitatori. La contemporanea <strong>Gro\u00dfe Deutsche<\/strong> <strong>Kunstausstellung<\/strong>, dedicata all\u2019arte approvata dal regime, ne accolse meno di mezzo milione. Il confronto riguarda l\u2019affluenza e quindi l\u2019attenzione suscitata, non il consenso favorevole. Fonte: United States Holocaust Memorial Museum.<\/em><\/li>\n<li><em>Negli anni Ottanta <strong>Marcel Duchamp<\/strong>, insieme ad altre esperienze dell\u2019avanguardia occidentale, entra fra i riferimenti di <strong>Huang Yong Ping,<\/strong> fondatore nel 1986 del gruppo <strong>Xiamen Dada.<\/strong> Nelle opere successive <strong>Huang<\/strong> arriver\u00e0 a mettere in relazione elementi duchampiani con riferimenti della cultura e della religione cinese, mostrando un processo di assimilazione e trasformazione pi\u00f9 che una semplice ricezione. Fonte: The Museum of Modern Art, New York.<\/em><\/li>\n<li><em>Comedian di <strong>Maurizio Cattelan,<\/strong> presentata nel 2019, \u00e8 stata realizzata in un\u2019edizione di tre esemplari pi\u00f9 due prove d\u2019artista. L\u2019esemplare proposto da Sotheby\u2019s nel novembre 2024 era accompagnato da un certificato di autenticit\u00e0 firmato dall\u2019artista. Il caso rende particolarmente evidente il rapporto fra presenza materiale dell\u2019opera, attribuzione e identit\u00e0 riconosciuta dal mercato. Fonte: Sotheby\u2019s, Contemporary Evening Auction, New York, 20 novembre 2024.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Per saperne di pi\u00f9<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Gillo Dorfles<\/strong>, <em>Il divenire delle arti<\/em>, Bompiani, Milano.<br \/>\n<em>Un classico italiano per seguire le trasformazioni dei linguaggi artistici e del modo in cui vengono percepiti<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Angela Vettese<\/strong>, <em>Si fa con tutto. Il linguaggio dell\u2019arte contemporanea<\/em>, Laterza, Roma-Bari.<br \/>\n<em>Una lettura accessibile dei meccanismi attraverso i quali oggetti, azioni e materiali entrano nel territorio dell\u2019arte contemporanea<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Francesco Poli<\/strong>, <em>Il sistema dell\u2019arte contemporanea. Produzione artistica, mercato, musei<\/em>, Laterza, Roma-Bari.<br \/>\n<em>Per approfondire le relazioni tra artista, galleria, collezionismo, istituzioni e mercato che accompagnano la costruzione sociale del valore.<\/em><\/p>\n<p><strong>Arthur C. Danto<\/strong>, <em>The Transfiguration of the Commonplace: A Philosophy of Art<\/em>, Harvard University Press, Cambridge (MA), 1981.<br \/>\n<em>Il problema filosofico che attraversa anche l\u2019esperimento di \u201cTre\u201d: come pu\u00f2 un oggetto apparentemente comune diventare un\u2019opera d\u2019arte?<\/em><\/p>\n<p><strong>John Dewey<\/strong>, <em>Art as Experience<\/em>, Minton, Balch &amp; Company, New York, 1934.<br \/>\n<em>Un riferimento fondamentale per l\u2019altro versante dell\u2019articolo: l\u2019arte considerata a partire dall\u2019esperienza e dalla relazione che si produce fra opera e individuo.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>In apertura<\/em><\/strong><em>\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u201c<strong>Tre<\/strong>\u201d<\/em>. <em>Tre semplici matite entrano nello spazio del museo. La materia \u00e8 rimasta la stessa; intorno a loro comincia a costruirsi il riconoscimento dell\u2019opera.<br \/>\n(Immagine creata con IA \u2013 Orchestratore Eko.)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo il link per ascoltare una sintesi dell\u2019articolo &nbsp; SERGIO ANSUINI\u00a0 * Roma 2 Ottobre 2026 \u00a0 IL VALORE DELL\u2019ARTE Dall\u2019opera a chi guarda \u00a0 Tre matite diventano \u201cTre\u201d e cominciano un viaggio nell\u2019ecosistema dell\u2019arte. Critici, gallerie, musei, mercato, media e pubblico costruiscono intorno all\u2019opera attenzione e riconoscimento. Poi arriva una persona e le guarda. 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