{"id":19142,"date":"2026-09-25T05:10:35","date_gmt":"2026-09-25T03:10:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=19142"},"modified":"2026-09-25T02:16:42","modified_gmt":"2026-09-25T00:16:42","slug":"the-rest-parte-iv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=19142","title":{"rendered":"LO STATO DELL&#8217;ARTE  *  THE REST  Parte IV"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 14px;\"><strong>SERGIO ANSUINI\u00a0 *\u00a0 Roma 25 Settembre 2026<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 21px;\"><strong>THE REST \u2013 PARTE IV<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18px;\"><em><strong>La rete invisibile<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Dopo le risorse, l&#8217;industria e le rotte, The Rest arriva alla parte meno visibile dell&#8217;ecosistema. Denaro, conoscenza, fiducia, rischio e potere attraversano le stesse geografie, ma si muovono con tempi diversi. Intanto imprese e Stati osservano sempre pi\u00f9 da vicino le proprie dipendenze. La domanda iniziale cambia cos\u00ec prospettiva: West e Rest appaiono come nodi di una rete nella quale autonomia e dipendenza convivono.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per tre tappe abbiamo seguito cose. Grano, petrolio, gas, minerali, fabbriche, computer, porti, ferrovie e navi. Le abbiamo viste attraversare continenti e stretti, passare da un paese all&#8217;altro e costruire una trama nella quale <strong>Cina, India, Russia, Golfo, Sud-est asiatico, Africa e America Latina<\/strong> apparivano sempre pi\u00f9 collegati da relazioni costruite intorno ai rispettivi interessi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19144\" aria-describedby=\"caption-attachment-19144\" style=\"width: 524px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19144\" src=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/fcd40942-9ad8-4d0c-a657-c3d099cbc975-300x200.png\" alt=\"\" width=\"524\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/fcd40942-9ad8-4d0c-a657-c3d099cbc975-300x200.png 300w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/fcd40942-9ad8-4d0c-a657-c3d099cbc975-1024x683.png 1024w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/fcd40942-9ad8-4d0c-a657-c3d099cbc975.png 1536w\" sizes=\"(max-width: 524px) 100vw, 524px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-19144\" class=\"wp-caption-text\"><em>La rete invisibile Denaro, conoscenza, potere, regole e fiducia attraversano la geografia del Rest con intensit\u00e0 diverse. Le frecce mostrano le principali relazioni fra i nodi: dietro la circolazione delle merci emerge la trama immateriale che permette all&#8217;ecosistema di funzionare. Elaborazione grafica DIARIO \u2013 immagine creata con IA. Orchestratore Eko<\/em>.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Sulle carte rimaneva quasi invisibile ci\u00f2 che permetteva a quelle cose di muoversi. Una nave costruita in Cina pu\u00f2 trasportare petrolio del Golfo verso l&#8217;India. Dietro quel viaggio ci sono una moneta, una banca, un&#8217;assicurazione, un contratto, tecnologie e regole. Il pagamento deve arrivare, il contratto conservare valore, l&#8217;assicuratore rispondere. Alle cose si sovrappone un&#8217;altra trama, fatta di denaro, conoscenza, fiducia e potere.<\/p>\n<p>Una merce viene consegnata, pagata e lo scambio pu\u00f2 concludersi. Affidare capitale a un sistema finanziario, conservare riserve in una valuta, adottare uno standard o dipendere da una tecnologia strategica prolunga invece la relazione nel tempo. <strong>Comprare qualcosa e affidarsi a qualcuno sono due cose diverse.<\/strong><\/p>\n<p>Con il tempo arriva il <strong>rischio.<\/strong> La fiducia fra Stati e sistemi economici nasce dalla possibilit\u00e0 di <strong>prevedere<\/strong>, entro limiti ragionevoli, il comportamento futuro dell&#8217;altro. Cambiare una relazione costruita in questo modo richiede alternative credibili e spesso anni.<\/p>\n<p>Questa vischiosit\u00e0 appare con chiarezza nel denaro. La<strong> Cina<\/strong> possiede alcune delle maggiori banche del mondo e il <strong>renminbi<\/strong> ha ampliato il proprio spazio negli scambi internazionali. Altri paesi stanno costruendo collegamenti che consentono una maggiore utilizzazione delle valute locali. Eppure, nel primo trimestre del 2026, il dollaro rappresentava ancora il <strong>57,13<\/strong> per cento delle riserve valutarie mondiali dichiarate.[1] La geografia della produzione \u00e8 cambiata pi\u00f9 rapidamente di quella monetaria.<\/p>\n<p>Nella conoscenza il movimento \u00e8 pi\u00f9 rapido. Nel 2024 la <strong>Cina <\/strong>rappresentava il <strong>26 <\/strong>per cento delle pubblicazioni scientifiche mondiali, con una crescita annua del <strong>14 <\/strong>per cento; l&#8217;India cresceva del 7,7 per cento. Nel 2025 ventiquattro dei cento maggiori poli mondiali dell&#8217;innovazione erano cinesi e quattro indiani.[2] La geografia della ricerca si sta spostando, mentre alcune tecnologie decisive rimangono concentrate in pochi luoghi. Una conoscenza pu\u00f2 attraversare il mondo rapidamente; costruire la macchina capace di trasformarla in produzione pu\u00f2 richiedere anni.<\/p>\n<p>Sono tempi diversi dentro lo stesso ecosistema.<\/p>\n<p>La stessa differenza appare nelle relazioni politiche. Due paesi possono competere e continuare a commerciare, negoziare e condividere regole. Persino la<strong> deterrenza<\/strong> vive sulla prevedibilit\u00e0 della reazione altrui. Gli interessi avvicinano e allontanano gli Stati, modificano alleanze, aprono mercati, ne chiudono altri. I colori delle nostre carte raccontano quindi una posizione in un determinato momento, non un&#8217;appartenenza eterna.<\/p>\n<p><strong><em>La carta \u00e8 un fotogramma. L&#8217;ecosistema \u00e8 la pellicola.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Intanto qualcosa sta cambiando anche nel modo di osservare quelle relazioni. Nelle grandi imprese la catena dei fornitori \u00e8 diventata essa stessa una mappa del rischio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19145\" aria-describedby=\"caption-attachment-19145\" style=\"width: 534px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19145\" src=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/2c58515b-c87c-4583-be31-58e6897485f7-300x200.png\" alt=\"\" width=\"534\" height=\"356\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/2c58515b-c87c-4583-be31-58e6897485f7-300x200.png 300w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/2c58515b-c87c-4583-be31-58e6897485f7-1024x683.png 1024w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/2c58515b-c87c-4583-be31-58e6897485f7.png 1536w\" sizes=\"(max-width: 534px) 100vw, 534px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-19145\" class=\"wp-caption-text\"><em>Dipendenze critiche Quando il West torna sulla carta, le frecce attraversano i colori. Energia, alimentazione, minerali, componenti e tecnologie collegano nodi diversi dell&#8217;ecosistema. Sono rappresentate alcune relazioni difficilmente sostituibili nel breve periodo: il loro peso cresce con il tempo e il costo necessari per costruire un&#8217;alternativa. Elaborazione grafica DIARIO \u2013( immagine creata con IA. Orchestratore Eko.)<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Thales,<\/strong> uno dei grandi gruppi europei dell&#8217;aerospazio e della difesa, valuta regolarmente i mercati dei propri fornitori, cerca fonti alternative e costituisce scorte specifiche quando individua punti vulnerabili. Nei suoi documenti societari indica esplicitamente il rischio rappresentato da tecnologie critiche affidate a un fornitore esclusivo. Nell&#8217;aeronautica e nello spazio la qualificazione di una fonte alternativa pu\u00f2 richiedere tempi e costi considerevoli.<\/p>\n<p>Un componente pu\u00f2 avere un valore modesto e occupare pochi centimetri. Se esiste un solo produttore qualificato e occorrono anni per sostituirlo, quel piccolo oggetto diventa un nodo strategico<\/p>\n<p>Lo stesso principio \u00e8 entrato nella politica industriale europea. Il <strong><em>Critical Raw Materials Act<\/em><\/strong> impone alle grandi imprese europee che utilizzano materie prime strategiche per produrre, fra l&#8217;altro, aeromobili, droni, satelliti e chip avanzati, di valutare periodicamente il rischio delle proprie catene di approvvigionamento. Devono ricostruire l&#8217;origine delle materie, analizzare i fattori capaci di interromperne il flusso e valutare le proprie vulnerabilit\u00e0. Il regolamento introduce inoltre monitoraggio, stress test, scorte e diversificazione come strumenti per ridurre l&#8217;esposizione.<\/p>\n<p>La dipendenza \u00e8 diventata qualcosa che viene osservata, misurata e, quando possibile, modificata.<\/p>\n<p>A questo punto il West pu\u00f2 tornare sulla carta.<\/p>\n<p>Le frecce attraversano immediatamente i colori. <strong>Europa<\/strong> e <strong>Stati Uniti<\/strong> utilizzano minerali e lavorazioni concentrate altrove. La <strong>Cina<\/strong> importa grandi quantit\u00e0 di energia e prodotti agricoli e continua ad avere bisogno di alcune tecnologie altamente specializzate concentrate in pochi nodi occidentali. Il <strong>Golfo <\/strong>alimenta <strong>Europa, Cina e India;<\/strong> la soia b<strong>rasiliana <\/strong>arriva in <strong>Cina<\/strong>; minerali <strong>africani e australiani<\/strong> entrano nelle catene industriali <strong>asiatiche.<\/strong><\/p>\n<p><strong>West e Rest<\/strong> cominciano cos\u00ec a perdere la nitidezza che avevano all&#8217;inizio del viaggio. Restano i nodi e le relazioni che li collegano.<\/p>\n<p>Alcune dipendenze possono essere sostituite rapidamente. Altre richiedono nuove miniere, raffinerie, fabbriche, tecnologie, infrastrutture o fornitori qualificati. Il prezzo conta, ma insieme al prezzo entrano il tempo, la possibilit\u00e0 di sostituzione e il costo della rottura.<\/p>\n<p>\u00c8 qui che una dipendenza diventa critica.<\/p>\n<p>E proprio qui la carta torna a muoversi. Un rischio percepito come eccessivo spinge alla ricerca di nuovi fornitori, scorte, produzione interna, tecnologie alternative e differenti sistemi di pagamento. Se l&#8217;alternativa diventa praticabile, cambia la relazione e con essa cambia una parte dell&#8217;ecosistema.<\/p>\n<p>Eravamo partiti chiedendoci: <strong>se il West non ci fosse, il Rest come farebbe?<\/strong><\/p>\n<p>Quattro tappe dopo possiamo guardare la domanda dall&#8217;altra parte: <strong>se il Rest non ci fosse, come farebbe il West? <\/strong>Le quattro carte mostrano risorse, capacit\u00e0 e vulnerabilit\u00e0 distribuite. Gli Stati cercano maggiore autonomia mentre continuano ad avere bisogno di altri nodi. Le dipendenze si riducono, si spostano e se ne formano di nuove.<\/p>\n<p><strong>La vulnerabilit\u00e0 cresce dove qualcosa di necessario \u00e8 difficile da sostituire.<\/strong> Ed \u00e8 da quei punti che la pellicola continua<\/p>\n<p><strong><em>NOTE<\/em><\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>IMF, <em>Currency Composition of Official Foreign Exchange Reserves \u2013 First Quarter 2026<\/em>. <em>Nel primo trimestre 2026 il dollaro rappresentava il 57,13% delle riserve valutarie dichiarate. Il dato riguarda la composizione delle riserve ufficiali e non misura da solo l&#8217;intero utilizzo internazionale delle diverse valute<\/em><\/li>\n<li>WIPO, <em>Global Innovation Index 2025<\/em>. <em>Nel 2024 la Cina rappresentava il 26% delle pubblicazioni scientifiche mondiali e l&#8217;India il 4%; la crescita annuale risultava rispettivamente del 14% e del 7,7%. Nel 2025 la Cina contava 24 cluster fra i primi cento poli mondiali dell&#8217;innovazione e l&#8217;India quattro.<\/em><\/li>\n<li>Thales, <em>Universal Registration Document 2024, sezione \u201cRisk of dependence on suppliers\u201d. Il gruppo identifica fra i rischi la dipendenza da tecnologie critiche e da fornitori esclusivi. Per aeronautica e spazio segnala che la riqualificazione di una fonte alternativa pu\u00f2 comportare tempi e costi considerevoli. Fra le misure adottate indica valutazione dei mercati dei fornitori, diversificazione, ricerca sistematica di fonti alternative e scorte specifiche<\/em>.<\/li>\n<li>Regolamento (UE) 2024\/1252, <em>Critical Raw Materials Act<\/em>. <em>Per determinate grandi imprese che utilizzano materie prime strategiche il regolamento prevede valutazioni almeno triennali della catena di approvvigionamento, comprendenti origine delle materie, fattori di rischio e vulnerabilit\u00e0 alle interruzioni. Prevede inoltre monitoraggio e stress test a livello europeo. <\/em><\/li>\n<li><em>La nozione di \u201cdipendenza critica\u201d utilizzata nell&#8217;articolo non indica semplicemente una forte concentrazione commerciale. Vengono considerati insieme necessit\u00e0 del bene o della capacit\u00e0, disponibilit\u00e0 di alternative, tempo necessario alla sostituzione e costo della discontinuit\u00e0. \u00c8 questo criterio a distinguere una normale dipendenza commerciale da un possibile nodo strategico.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><em>PER SAPERNE DI PI\u00d9<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>Bibliografia essenziale<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong>Unione europea<\/strong>, <em>Regolamento (UE) 2024\/1252 che istituisce un quadro atto a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche<\/em>, 2024. <em>\u00c8 il riferimento normativo essenziale per monitoraggio, stress test, valutazione delle catene e mitigazione del rischio. <\/em><\/li>\n<li><strong>Commissione europea<\/strong>, documentazione sul <em>Critical Raw Materials Act<\/em> e <em>sulla sicurezza delle catene europee di approvvigionamento. Utile per seguire l&#8217;evoluzione dalla dipendenza commerciale alla gestione strategica del rischio.<\/em><\/li>\n<li><strong>Fondo Monetario Internazionale<\/strong>, database COFER \u2013 <em>Currency Composition of Official Foreign Exchange Reserves<\/em>. <em>La serie consente di seguire nel tempo il peso delle principali valute nelle riserve ufficiali mondiali<\/em>.<\/li>\n<li><strong>Thales<\/strong>, <em>Universal Registration Document 2024<\/em>, Paris, 2025, <em>in particolare \u201cRisk of dependence on suppliers\u201d. Un caso aziendale concreto di individuazione, monitoraggio e mitigazione del rischio di fornitura nei settori aerospaziale e tecnologico. <\/em><\/li>\n<li><strong>WIPO<\/strong>, <em>Global Innovation Index 2025<\/em>, Geneva, 2025. <em>Dati e analisi sulla nuova geografia mondiale della ricerca, dei brevetti, del venture capital e dei cluster dell&#8217;innovazione. <\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><em>IN APERTURA \u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Alla fine del viaggio il punto interrogativo \u00e8 scomparso. Il Rest appare come un ecosistema di interessi e relazioni in movimento. I colori indicano posture diverse, le linee i legami che attraversano la geografia: la carta \u00e8 un fotogramma, mentre la pellicola continua.<\/em><\/strong><strong><em><br \/>\n<\/em><\/strong><em>(Immagine creata con IA. Orchestratore Eko).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SERGIO ANSUINI\u00a0 *\u00a0 Roma 25 Settembre 2026 \u00a0 THE REST \u2013 PARTE IV La rete invisibile \u00a0 Dopo le risorse, l&#8217;industria e le rotte, The Rest arriva alla parte meno visibile dell&#8217;ecosistema. Denaro, conoscenza, fiducia, rischio e potere attraversano le stesse geografie, ma si muovono con tempi diversi. 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