{"id":19127,"date":"2026-09-25T05:25:07","date_gmt":"2026-09-25T03:25:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=19127"},"modified":"2026-09-25T01:55:35","modified_gmt":"2026-09-24T23:55:35","slug":"19127","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=19127","title":{"rendered":"LE DONNE DELL&#8217;ARTE  *  Manuela Kustermann"},"content":{"rendered":"<p><strong>FS Flapper\u00a0 *\u00a0 Roma, 25 Settembre 2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 21px;\"><strong>LE DONNE DELL\u2019ARTE * MANUELA KUSTERMANN<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>IL TEATRO DAVANTI<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Dalla Roma degli anni Sessanta al Teatro Vascello di oggi, Manuela Kustermann attraversa oltre sessant\u2019anni di trasformazioni del teatro italiano. Carmelo Bene, l\u2019incontro con Giancarlo Nanni, La Fede, la Fabbrica dell\u2019Attore, la RAI, Amleto, il Vascello e la regia compongono una storia nella quale sperimentazione e grande pubblico finiscono per incontrarsi. Attrice, regista e direttrice, Kustermann continua ancora oggi a cercare nuovi linguaggi e nuove generazioni<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Roma, anni Sessanta<\/strong>. Mentre la citt\u00e0 vive ancora la stagione del cinema e della Dolce Vita, magazzini, scantinati e locali adattati diventano laboratori di una scena che cerca altre strade. <strong>Strehler, Bene e Ronconi<\/strong> stanno cambiando, in modi diversi, regia, attore e spazio. <strong>Manuela Kustermann<\/strong> entra giovanissima in questo teatro in movimento.<\/p>\n<p>Con <strong>Carmelo Bene<\/strong> \u00e8 Ofelia nell\u2019<strong>Amleto<\/strong>, poi lavora nel <strong>Faust<\/strong> e nella <strong>Manon<\/strong>. L\u2019incontro decisivo \u00e8 per\u00f2 quello con <strong>Giancarlo Nanni<\/strong>, che viene dalla pittura e porta sulla scena quello sguardo: il testo rimane, ma perde il monopolio. Nel 1967 nasce il <strong>Teatro La Fede<\/strong>, in via Portuense, uno spazio con risorse minime che diventa presto uno dei luoghi della sperimentazione romana.<\/p>\n<p>Il lavoro prende forma direttamente sulla scena. Si prova e si improvvisa; una battuta pu\u00f2 cambiare attraverso un gesto, un\u2019immagine aprire una direzione imprevista. Il confine fra l\u2019idea del regista e l\u2019apporto creativo dell\u2019attrice diventa meno netto. \u00c8 in questo territorio comune che cresce il lungo rapporto artistico fra <strong>Nanni<\/strong> e <strong>Kustermann.<\/strong><\/p>\n<p>Anche il gruppo intanto cambia struttura. Nel 1973 si conclude l\u2019esperienza del <strong>Teatro La Fede<\/strong>; nel 1974 nasce la cooperativa <strong>La Fabbrica dell\u2019Attore<\/strong> e dal Teatro in Trastevere si apre una nuova fase. La ricerca uscita dalle cantine incontra circuiti, festival e istituzioni senza perdere il proprio carattere sperimentale. Non \u00e8 un passaggio improvviso: \u00e8 l\u2019allargamento progressivo dello spazio nel quale quella ricerca pu\u00f2 agire.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19131\" aria-describedby=\"caption-attachment-19131\" style=\"width: 509px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19131\" src=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Scansione-9-214x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"509\" height=\"714\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Scansione-9-214x300.jpeg 214w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Scansione-9.jpeg 228w\" sizes=\"(max-width: 509px) 100vw, 509px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-19131\" class=\"wp-caption-text\"><em>Giancarlo Nanni Manuela Kustermann<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Manuela<\/strong> affronta personaggi molto diversi. In <em>Risveglio di primavera<\/em> interpreta pi\u00f9 ruoli; nella <em>Principessa Brambilla<\/em> veste panni maschili, come accadr\u00e0 in <em>Franziska<\/em>. Nel 1975 \u00e8 Amleto per la regia di <strong>Nanni<\/strong>: un principe giovane e fragile, sospeso fra adolescenza e maturit\u00e0, dentro una costruzione scenica nella quale l\u2019immagine ha ormai conquistato una propria autonomia.<\/p>\n<p>Negli stessi anni<strong> Kustermann<\/strong> percorre strade apparentemente lontane. Nel 1975 \u00e8 Virginia Oldoini nello sceneggiato RAI <em>La Castiglione<\/em>. Poco dopo, in <em>Match<\/em>, la televisione la mette di fronte a <strong>Paola Borboni <\/strong>per discutere di teatro, classici, corpo e femminismo. L\u2019attrice della sperimentazione entra nelle case degli italiani: ricerca e grande pubblico cominciano a convivere.<\/p>\n<p>Nel 1989 <strong>Nanni <\/strong>e <strong>Kustermann <\/strong>trasformano l\u2019ex Cinema<strong> Vascello<\/strong> in un teatro. Il laboratorio dispone ormai di una casa capace non soltanto di produrre spettacoli, ma di accogliere altri percorsi. Vi arrivano esperienze italiane e internazionali, danza e arti visive; nel 1995 la struttura ottiene il riconoscimento come Centro di Ricerca, Produzione e Promozione per la <strong>Ricerca Teatrale<\/strong> e successivamente quello di <strong>Teatro Stabile d\u2019Innovazione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Kustermann <\/strong>continua intanto a recitare. <em>Il gabbiano<\/em> raggiunge New York, Mosca, Istanbul e Il Cairo. Anche <strong>Nanni <\/strong>porta fuori dall\u2019Italia il proprio lavoro: nel 2001 \u00e8 invitato all\u2019<strong>Actors Studio <\/strong>di <strong>New York<\/strong> e negli anni successivi tiene workshop in <strong>Giappone.<\/strong> Quello che era nato in uno spazio periferico romano \u00e8 ormai parte di una rete molto pi\u00f9 vasta.<\/p>\n<p>Per <strong>Manuela<\/strong> si apre anche la <strong>regia.<\/strong> Nel 2001 affronta <strong>Marivaux<\/strong> con <em>Il gioco dell\u2019amore e del caso<\/em>. La regia non sostituisce il lavoro dell\u2019attrice: gli si affianca.<\/p>\n<p>Quando <strong>Giancarlo Nanni<\/strong> muore, nel 2010, <strong>Kustermann <\/strong>assume da sola la direzione artistica del <strong>Vascello <\/strong>e della <strong>Fabbrica dell\u2019Attore.<\/strong> Continua a recitare e il teatro resta aperto a compagnie, autori e registi di generazioni diverse. Nel 2018 riprende <em>Il gabbiano<\/em> nella regia originale di <strong>Nanni;<\/strong> l\u2019anno seguente adatta, dirige e interpreta <em>Ovidio Heroides vs Metamorphosys<\/em>. Nel 2024, per i cinquant\u2019anni della <strong>Fabbrica dell\u2019Attore<\/strong>, lavora su un vasto archivio di immagini e documenti e ne ricava un nuovo spettacolo, <strong>firmandone progetto, drammaturgia e regia<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-19132\" src=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/limperatore-della-cina-copia-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"515\" height=\"386\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/limperatore-della-cina-copia-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/limperatore-della-cina-copia.jpeg 320w\" sizes=\"(max-width: 515px) 100vw, 515px\" \/><\/p>\n<p>La stessa continuit\u00e0 passa attraverso il palcoscenico. <strong>Kustermann<\/strong> rimane attrice e negli anni pi\u00f9 recenti incontra ancora testi, registi e produzioni differenti. Nel 2025 \u00e8 nell\u2019<em>Antigone<\/em> di <strong>Anouilh <\/strong>diretta da <strong>Roberto Latini<\/strong>, produzione del <strong>Vascello <\/strong>con il <strong>Teatro di Roma<\/strong>, ancora in tourn\u00e9e nel 2026.<\/p>\n<p>Dall\u2019Ofelia giovanissima di <strong>Carmelo Bene<\/strong> alla ricerca con <strong>Nanni,<\/strong> da Amleto alla televisione, dalla regia alla direzione del Vascello, le funzioni cambiano senza disporsi in una successione ordinata. Attrice, regista e direttrice continuano a convivere.<\/p>\n<p>Dopo pi\u00f9 di sessant\u2019anni <strong>Manuela Kustermann<\/strong> \u00e8 ancora sul palcoscenico e continua a cercare ci\u00f2 che potr\u00e0 arrivarci domani. Il filo rimasto teso attraversa tutta questa storia: <strong>la ricerca non \u00e8 diventata memoria.<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Note<\/em><\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong> La Fede e la Roma delle cantine.<\/strong> <em>Il Teatro La Fede nasce nel 1967 in via Portuense 78 come sede del gruppo Space Re(v)action di Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann. \u00c8 uno dei nodi della sperimentazione romana nella quale teatro, arti visive, cinema, danza e musica entrano in relazione. Vi gravitano esperienze diverse, fra cui quelle di Giuliano Vasilic\u00f2, Mem\u00e8 Perlini, Pippo Di Marca e Valentino Orfeo. La definizione di \u201cScuola romana\u201d e quella di \u201cteatro-immagine\u201d appartengono alla successiva elaborazione critica di una realt\u00e0 assai meno uniforme di quanto le etichette possano suggerire.<\/em><\/li>\n<li><strong> Dalla Fede alla Fabbrica dell\u2019Attore<em>.<\/em><\/strong><em> Nel 1973, con Il diavolo bianco di John Webster al Teatro Olimpico di Vicenza, si chiude secondo la ricostruzione biografica di Nanni l\u2019esperienza del circolo La Fede. Nel 1974 si costituisce la cooperativa La Fabbrica dell\u2019Attore; l\u2019anno seguente Artificiale\/Naturale da Henri Michaux inaugura al Teatro in Trastevere una fase diversa del lavoro. \u00c8 un passaggio importante: la ricerca nata in strutture minime comincia a dotarsi di strumenti organizzativi capaci di sostenerne produzione e circolazione.<\/em><\/li>\n<li><strong> Amleto: 1975 e 1978<em>.<\/em><\/strong><em> Il curriculum di Kustermann e la biografia di Giancarlo Nanni collocano l\u2019Amleto nel 1975. La stessa Kustermann ricorda il debutto al Festival Shakespeariano di Verona e descrive il proprio principe come giovane e fragile. La recensione dell\u2019Unit\u00e0 del 29 luglio 1978 riguarda invece una successiva rappresentazione al Teatro Romano di Verona: documenta quindi la vita dello spettacolo, non la sua prima. La distinzione consente di ricostruire correttamente una cronologia che le fonti successive hanno talvolta sovrapposto.<\/em><\/li>\n<li><strong> Kustermann, RAI e pubblico<em>.<\/em><\/strong><em> La presenza televisiva non arriva alla fine della stagione sperimentale, ma vi si sovrappone. La Castiglione viene trasmessa fra dicembre 1975 e gennaio 1976; Match, nel 1977-78, mette Kustermann a confronto con Paola Borboni. La televisione nazionale riconosce cos\u00ec come interlocutrice una delle protagoniste di una ricerca nata pochi anni prima negli spazi alternativi romani.<\/em><\/li>\n<li><strong> Dopo Nanni.<\/strong> <em>La regia era entrata nel percorso di Kustermann gi\u00e0 nel 2001. Dopo il 2010 si intreccia pi\u00f9 strettamente con l\u2019attivit\u00e0 di attrice e con la direzione del Vascello. Nel 2018 cura la ripresa del Gabbiano nella regia originale di Nanni; nel 2019 firma adattamento, regia e interpretazione di Ovidio Heroides vs Metamorphosys. Nel 2024 costruisce La Fabbrica dell\u2019Attore. 50 anni di (R)esistenza lavorando sul materiale dell\u2019archivio storico e firmandone progetto, drammaturgia e regia. Non semplice commemorazione, dunque, ma riutilizzazione scenica dei documenti di una storia teatrale ancora operante<\/em>.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><em>Per saperne di pi\u00f9 \u2013 Bibliografia essenziale<\/em><\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong>Giuseppe Bartolucci<\/strong>, <em>La scrittura scenica<\/em>, Lerici, Roma, 1968.<\/li>\n<li><strong>Giuseppe Bartolucci<\/strong>, <em>Teatro-corpo, teatro-immagine. Per una \u201cmaterialit\u00e0\u201d della scrittura scenica<\/em>, Marsilio, Padova, 1970.<\/li>\n<li><strong>Franco Quadri<\/strong>, <em>L\u2019avanguardia teatrale in Italia. Materiali 1960-1976<\/em>, 2 voll., Einaudi, Torino, 1977.<\/li>\n<li><strong>Silvia Carandini (a cura di)<\/strong>, <em>Memorie dalle Cantine. Teatro di ricerca a Roma negli anni \u201960 e \u201970<\/em>, Bulzoni, Roma, 2014.<\/li>\n<li><strong>Valentina Valentini<\/strong>, <em>Nuovo Teatro Made in Italy 1963-2013<\/em>, Bulzoni, Roma, 2015.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FS Flapper\u00a0 *\u00a0 Roma, 25 Settembre 2026 \u00a0 LE DONNE DELL\u2019ARTE * MANUELA KUSTERMANN \u00a0 IL TEATRO DAVANTI \u00a0 Dalla Roma degli anni Sessanta al Teatro Vascello di oggi, Manuela Kustermann attraversa oltre sessant\u2019anni di trasformazioni del teatro italiano. 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