{"id":19118,"date":"2026-09-25T05:20:38","date_gmt":"2026-09-25T03:20:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=19118"},"modified":"2026-09-25T11:23:14","modified_gmt":"2026-09-25T09:23:14","slug":"intervista-manuela-kustermann","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=19118","title":{"rendered":"Intervista    MANUELA KUSTERMANN"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 14px;\"><strong>SERGIO ANSUINI\u00a0 *\u00a0 25 Settembre 2026<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 21px;\"><strong>MANUELA KUSTERMANN<\/strong>\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong><em>Un teatro sempre pi\u00f9 necessario<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho incontrato Manuela Kustermann per parlare del teatro di oggi e di quello che verr\u00e0. La conversazione ha preso subito una direzione precisa.<\/p>\n<p><strong>Manuela Kustermann<\/strong> \u00e8 una delle figure che hanno attraversato da protagonista la grande stagione del teatro italiano. Eppure, parlando con lei, il passato rimane sullo sfondo. Lo custodisce, certamente, ma il suo sguardo \u00e8 rivolto a quello che sta accadendo e, soprattutto, a quello che verr\u00e0. Parla dei giovani, dei nuovi linguaggi, delle tecnologie, dell\u2019intelligenza artificiale, mentre continua a difendere quella presenza viva dell\u2019attore e del pubblico che apparteneva alla rivoluzione teatrale di cui fu protagonista.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 proprio questo il filo che lega allora a oggi: un teatro capace di cambiare, di sorprendere e di continuare a essere necessario.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong> Oggi, nel teatro, che cosa la incuriosisce ancora e riesce a sorprenderla?<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Una novit\u00e0 nel teatro \u00e8 il grande interesse, soprattutto da parte dei giovani, verso il teatro di figura. Si costruiscono sempre pi\u00f9 spesso spettacoli che usano le maschere o grandi <em>puppets<\/em> mossi dagli attori, a cui danno anche la voce.<\/p>\n<p>Ho visto moltissimo teatro (vado a teatro 5\/6 giorni a settimana), forse troppo, ma debbo dire che mi pongo sempre davanti allo spettacolo che sto per vedere con uno spirito di meravigliosa attesa, pronta a lasciarmi sorprendere ancora dalla magia di uno spettacolo.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong> Quando arriva al Vascello una nuova proposta, che cosa cerca per capire se vale la pena portarla in scena?<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Debbo fare una premessa. Il Teatro Vascello, che si trova nel quartiere di Monteverde Vecchio a Roma, \u00e8 nato nel 1989 dalla ristrutturazione di un vecchio cinema, grazie alla visione di Giancarlo Nanni e mia. Ha inaugurato la sua stagione con uno spettacolo di Tadeusz Kantor, uno dei pi\u00f9 grandi registi del Novecento. Si capisce quindi fin dall\u2019inizio come la nostra vocazione sia sempre stata rivolta al teatro di ricerca, d\u2019arte e d\u2019innovazione.<\/p>\n<p>Negli anni si sono succeduti sul nostro palcoscenico artisti del calibro di Bob Wilson, del Living Theatre, di Peter Brook, dei Raffaello Sanzio, compagnie di danza internazionali e tantissimi artisti magnifici. Quando valuto un progetto di produzione guardo alla qualit\u00e0 della drammaturgia, degli attori e della regia. Insomma, non prendo in considerazione il teatro commerciale, non per snobismo, ma perch\u00e9 la mia storia, le mie origini teatrali, nascono negli anni Settanta con il teatro d\u2019avanguardia.<\/p>\n<p>Per le compagnie che ospito, se non mi \u00e8 possibile vedere lo spettacolo dal vivo, chiedo di visionare il video integrale.<\/p>\n<p>La prima domanda che mi pongo \u00e8 se quello spettacolo pu\u00f2 essere di interesse per il pubblico. Ma cosa intendo per \u201cinteresse per il pubblico\u201d? Intanto implica una mia mediazione, ovvero deve comprendere una domanda, un\u2019esigenza pi\u00f9 o meno esplicita, che il teatro deve interpretare ed esorcizzare al meglio con tutte le tecnicit\u00e0 necessarie. Il teatro si fa per il pubblico, ma il pubblico deve essere all\u2019altezza del teatro.<\/p>\n<p>Poi ci deve essere una coerenza con la stagione immaginata, che persegue sempre un obiettivo specifico. Dopodich\u00e9 lo spettacolo pu\u00f2 essere inserito nel cartellone.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong> Che cosa manca oggi al teatro italiano per riuscire a raccontare la contemporaneit\u00e0?<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Il teatro italiano avrebbe bisogno di bravi drammaturghi che scrivano della contemporaneit\u00e0, sempre pi\u00f9 complicata da leggere e interpretare correttamente. Purtroppo ce ne sono molto pochi, sempre pi\u00f9 spesso vittime, pi\u00f9 o meno consapevolmente, del mainstream.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-19154\" src=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_4823-225x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"517\" height=\"690\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_4823-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/IMG_4823-768x1024.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 517px) 100vw, 517px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong> \u00c8 cambiato il modo in cui lo spettatore contemporaneo entra in rapporto con il teatro?<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Questo \u00e8 drammaticamente vero. Ed \u00e8 quello che ho scritto nella prefazione della stagione 2026\/2027 del Teatro Vascello:<\/p>\n<p>L\u2019uomo contemporaneo oggi \u00e8 costretto a varcare pi\u00f9 soglie contemporaneamente: biologica, epistemica, ontologica. L\u2019intelligenza artificiale ne \u00e8 un esempio e rappresenta una sfida alla definizione stessa di umano. Il transumanesimo non \u00e8 pi\u00f9 fantascienza, \u00e8 un\u2019ipotesi gi\u00e0 in corso.<\/p>\n<p>Lo spettatore arriva al teatro esausto di stimoli, la platea \u00e8 fatta di solitudini plurali. Ma il teatro possiede ci\u00f2 che nessun algoritmo pu\u00f2 generare: la fisicit\u00e0 irripetibile, il tempo vivo, il corpo vulnerabile dell\u2019attore con la sua centralit\u00e0, il suo sudore, la sua mortalit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel teatro attori e spettatori condividono lo stesso spazio, lo stesso respiro, lo stesso momento irripetibile, la stessa storia. Questa fisicit\u00e0, in un\u2019epoca in cui tutto si pu\u00f2 produrre o riprodurre, \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 un atto rivoluzionario.<\/p>\n<p>L\u2019immersivit\u00e0 artificiale, il metaverso e la realt\u00e0 virtuale promettono esperienze sempre pi\u00f9 immersive e personalizzate. Il teatro, con la sua imperfezione, la sua resistenza alla personalizzazione, deve riaffermare il valore di ci\u00f2 che \u00e8 grezzo, contingente, umano. Non per nostalgia, ma per necessit\u00e0 antropologica.<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><strong> Guardando il teatro di oggi, in quale direzione le sembra che stia andando?<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Quello che sta cambiando molto nel teatro \u00e8 che si va sempre pi\u00f9 verso un teatro performativo, dove si vive una complessit\u00e0 interessante di ruoli e capovolgimenti e dove anche lo spazio pu\u00f2 essere riscritto e usato in modi diversi.<\/p>\n<p>Per fortuna, la proliferazione di moltissimi festival teatrali in Italia e all\u2019estero contribuisce a informare il pubblico sulla direzione che sta prendendo il teatro performativo e di innovazione.<\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li><strong> Video e strumenti digitali sono sempre pi\u00f9 presenti sulla scena. Che cosa possono aggiungere al teatro?<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Il teatro \u00e8 in continua evoluzione e naturalmente usa sempre pi\u00f9 spesso gli strumenti tecnologici che abbiamo a disposizione.<\/p>\n<p>Da alcuni anni, per esempio, l\u2019uso dei video, integrati nella scenografia o addirittura in sua sostituzione, \u00e8 diventato comune. Ma, come in tutte le cose, ci vuole equilibrio. Se sono strumentali allo spettacolo diventano interessanti e addirittura necessari, ma a volte il loro eccessivo uso, senza una vera ragione, crea fastidio e reca danno allo spettacolo.<\/p>\n<p>Io, per esempio, per l\u2019anniversario dei 50 anni della nostra cooperativa La Fabbrica dell\u2019Attore ho messo in scena uno spettacolo totalmente immersivo, dove le immagini erano protagoniste assolute. Noi attori eravamo dentro una scatola fatta di fondali di PVC bianco, dove venivano proiettati collage di foto, video di happening, locandine, scritti, pezzi di copioni ecc., in un flusso continuo raccontato sia dalle immagini sia dai nostri interventi.<\/p>\n<p>Avevo recuperato un filmato storico del <em>Risveglio di Primavera<\/em> con le riprese di Mario Schifano, che un pomeriggio venne di sorpresa nel nostro Teatro La Fede a filmare la rappresentazione. Ricordo ancora la commozione di noi e di tutto il pubblico quando si proiettava quel reperto di uno spettacolo divenuto un simbolo dell\u2019avanguardia romana.<\/p>\n<p>Questo per dire che a volte i video sono necessari e significativi!<\/p>\n<ol start=\"7\">\n<li><strong> Guardando avanti, che cosa vorrebbe vedere nascere al Vascello?<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Una delle cose che ho sempre sperato di realizzare, e che finalmente sembra diventare possibile, \u00e8 l\u2019archivio del Teatro Vascello.<\/p>\n<p>Comprende anche tutto il materiale che ho custodito del periodo del nostro Teatro La Fede a Porta Portese, che inaugurammo nel 1968 Giancarlo Nanni ed io e dove sono nati spettacoli rimasti nella memoria come unici e importanti, perch\u00e9 hanno segnato l\u2019inizio della rivoluzione a teatro.<\/p>\n<p>In quel capannone a Porta Portese \u00e8 nata l\u2019avanguardia romana. Un patrimonio importantissimo che comprende foto, copioni, video, locandine, costumi, pezzi di scenografia, scritti originali di Nanni ecc.<\/p>\n<p>Tutto questo sta per divenire realt\u00e0 grazie all\u2019intervento e al sostegno della Direzione generale Archivi. E grazie soprattutto alla dott.ssa Sabrina Mingarelli, che ha portato avanti e vinto la sua battaglia affinch\u00e9 questo provvedimento riguardasse anche gli archivi privati.<\/p>\n<ol start=\"8\">\n<li><strong> Se guarda al futuro, che cosa spera per il teatro?<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Quello che spero per il futuro \u00e8 che il teatro divenga sempre pi\u00f9 necessario per tutti, ma soprattutto per i giovani. Perch\u00e9 se il teatro scompare, scompare un\u2019umanit\u00e0 non pi\u00f9 in grado di guardarsi e comprendersi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SERGIO ANSUINI\u00a0 *\u00a0 25 Settembre 2026 \u00a0 MANUELA KUSTERMANN\u00a0 Un teatro sempre pi\u00f9 necessario &nbsp; Ho incontrato Manuela Kustermann per parlare del teatro di oggi e di quello che verr\u00e0. La conversazione ha preso subito una direzione precisa. Manuela Kustermann \u00e8 una delle figure che hanno attraversato da protagonista la grande stagione del teatro italiano. 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