{"id":19075,"date":"2026-09-25T05:35:48","date_gmt":"2026-09-25T03:35:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=19075"},"modified":"2026-09-22T12:16:23","modified_gmt":"2026-09-22T10:16:23","slug":"verso-un-nuovo-assetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=19075","title":{"rendered":"VERSO UN NUOVO ASSETTO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 14px;\"><strong>SERGIO ANSUINI\u00a0 *\u00a0 Roma, 25 Settembre 2026<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18px;\"><strong>VERSO UN NUOVO ASSETTO <\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><em>La geografia dell\u2019arte cambia insieme al mondo<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Per gran parte del Novecento il sistema internazionale dell\u2019arte ha avuto pochi grandi centri capaci di produrre conoscenza, riconoscimento e valore. Oggi la crescita economica, le nuove istituzioni e le competenze maturate in altre aree del mondo stanno rendendo quella geografia pi\u00f9 articolata. Jeddah, Seoul, S\u00e3o Paulo, la Cina e Citt\u00e0 del Capo mostrano percorsi differenti di una trasformazione ancora in corso.<\/em><\/p>\n<p>Un foglio coperto d\u2019inchiostro, pochi segni tracciati con un pennello. Nell\u2019aprile 2026 una <strong>calligrafia<\/strong> di <strong>Wang Shouren<\/strong> \u00e8 stata venduta da Christie\u2019s a Hong Kong per quasi 64 milioni di dollari di Hong Kong, oltre <strong>otto milioni<\/strong> di dollari americani. Per molti occidentali quei segni restano difficili da decifrare; per chi conosce la tradizione cinese raccontano invece una storia lunga secoli. A fare la differenza \u00e8 una conoscenza costruita e trasmessa nel tempo. Il prezzo arriva alla fine di questa storia.<\/p>\n<p>Per molto tempo una parte importante dell\u2019arte internazionale ha trovato soprattutto in alcune capitali occidentali gli strumenti capaci di darle riconoscimento. <strong>Parigi,<\/strong> <strong>Londra<\/strong> e poi <strong>New York<\/strong> hanno riunito musei e universit\u00e0, studiosi e gallerie, grandi collezioni e un mercato internazionale. Da quelle citt\u00e0 sono partite classificazioni e gerarchie che hanno attraversato i confini e contribuito a costruire il racconto dell\u2019arte universale.<\/p>\n<p>Oggi quella geografia si allarga e il cambiamento assume forme diverse secondo i territori. A <strong>Jeddah <\/strong>la <strong>Islamic Arts Biennale<\/strong> riunisce testimonianze della lunga storia delle civilt\u00e0 islamiche e creazioni contemporanee. Istituzioni del <strong>Cairo<\/strong>, <strong>Istanbul,<\/strong> <strong>Doha<\/strong>, <strong>Giacarta <\/strong>e <strong>Tashkent <\/strong>partecipano insieme al <strong>Louvre,<\/strong> al <strong>Victoria and Albert Museum<\/strong>, a O<strong>xford <\/strong>e alla <strong>Biblioteca Apostolica<\/strong> <strong>Vaticana<\/strong>. Il patrimonio islamico entra cos\u00ec in una rete internazionale nella quale uno dei punti da cui parte il racconto si trova nella penisola arabica.<\/p>\n<p>A<strong> Seoul<\/strong> il percorso passa attraverso un mercato gi\u00e0 fortemente internazionale. <strong>Frieze <\/strong>arriva da <strong>Londra <\/strong>e incontra una citt\u00e0 dove gallerie e musei convivono con artisti, collezionisti e pubblico. Operatori stranieri aprono sedi permanenti, la fiera porta visitatori e compratori dall\u2019estero, mentre la realt\u00e0 coreana offre competenze, istituzioni e una domanda interna. Correnti diverse finiscono per alimentarsi e trasformano progressivamente <strong>Seoul<\/strong> in qualcosa di pi\u00f9 stabile di una tappa del calendario internazionale.<\/p>\n<p>A <strong>S\u00e3o Paulo<\/strong> lo stesso movimento assume un\u2019altra forma. Mostre, studi e pubblicazioni rileggono la storia l<strong>atinoamericana<\/strong> attraverso colonialismo, modernit\u00e0, culture indigene e afrodiscendenti. Cambia soprattutto il punto dal quale quella storia viene osservata: chi per molto tempo \u00e8 stato oggetto del racconto acquisisce strumenti per partecipare direttamente alla sua costruzione.<\/p>\n<p><strong>Jeddah<\/strong>, <strong>Seoul <\/strong>e <strong>S\u00e3o Paulo<\/strong> seguono percorsi lontani, mentre dietro le loro differenze affiora lo stesso processo. La memoria trova nuovi spazi nei quali essere presentata, il mercato incontra realt\u00e0 locali sempre pi\u00f9 strutturate e la ricerca produce sapere partendo dai territori ai quali appartiene. Universit\u00e0, musei, curatori, restauratori, archivi, pubblicazioni, collezionisti e pubblico crescono insieme e ciascun elemento alimenta gli altri.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19076\" aria-describedby=\"caption-attachment-19076\" style=\"width: 526px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19076\" src=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/b253a9e1-0f12-4801-89df-8f192ac854ce-300x150.png\" alt=\"\" width=\"526\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/b253a9e1-0f12-4801-89df-8f192ac854ce-300x150.png 300w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/b253a9e1-0f12-4801-89df-8f192ac854ce-1024x512.png 1024w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/b253a9e1-0f12-4801-89df-8f192ac854ce.png 1774w\" sizes=\"(max-width: 526px) 100vw, 526px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-19076\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 13px;\">P<em>aesaggio ispirato alla tradizione dello shanshui, letteralmente \u201cmontagna-acqua\u201d, uno dei grandi generi della pittura cinese. Montagne, nebbia, acqua e presenza umana costruiscono uno spazio nel quale il paesaggio \u00e8 anche una forma di pensiero e di relazione con la natura. Un linguaggio sviluppato attraverso secoli di pratica e conoscenza, leggibile pienamente attraverso i riferimenti della cultura che lo ha prodotto. (Immagine creata con IA. Orchestratore Eko)<\/em><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p>Il quadro si estende ancora. La<strong> Cina,<\/strong> sostenuta anche da una forte domanda interna, rappresenta il 14 per cento delle vendite mondiali d\u2019arte ed \u00e8 il <strong>terzo mercato globale<\/strong>. A <strong>Citt\u00e0 del Capo<\/strong> musei, ricerca e formazione contribuiscono a costruire competenze capaci di leggere e conservare il patrimonio partendo dal continente. Percorsi differenti rendono visibile lo stesso movimento: aumentano i luoghi nei quali conoscenza, mercato e istituzioni possono crescere insieme.<\/p>\n<p>A sostenerli contribuisce una <strong>geografia economica profondamente mutata.<\/strong> Negli ultimi decenni industria, tecnologia, commercio e ricchezza si sono distribuiti in modo diverso e una parte di queste risorse alimenta musei, fondazioni, ricerca, formazione e collezioni. Un grande edificio pu\u00f2 sorgere in pochi anni; preparare studiosi, far crescere un pubblico e accumulare conoscenze richiede generazioni. \u00c8 questa continuit\u00e0 a trasformare progressivamente una raccolta di oggetti in un patrimonio riconosciuto e condiviso.<\/p>\n<p>Dentro questa trasformazione <strong>New York,<\/strong> <strong>Londra <\/strong>e<strong> Parigi<\/strong> conservano una forza enorme. Il mercato mondiale dell\u2019arte rimane fortemente concentrato e le grandi istituzioni occidentali attirano artisti, studiosi, collezionisti e visitatori da ogni continente. La loro presenza raggiunge anche iniziative nate altrove attraverso prestiti, collaborazioni e nuove sedi, intrecciandosi con realt\u00e0 cresciute lontano dai centri storici.<\/p>\n<p>La carta culturale diventa cos\u00ec pi\u00f9 fitta. Alle capitali che hanno dominato il Novecento si affiancano citt\u00e0 sostenute da risorse recenti, territori con tradizioni antichissime e realt\u00e0 nelle quali maturano nuove competenze. Musei, universit\u00e0, mercati, archivi e pubblicazioni formano nodi capaci di conservare memoria, produrre conoscenza e attribuire valore partendo da luoghi differenti. Alcuni entrano profondamente in relazione con <strong>l\u2019ecosistema egemone,<\/strong> altri rafforzano strumenti e riferimenti propri, mentre cresce il numero dei punti dai quali cultura e patrimonio possono essere letti, studiati e trasmessi.<\/p>\n<p>Il cambiamento \u00e8 gi\u00e0 visibile e il suo equilibrio rimane aperto. Alla geografia culturale costruita intorno a pochi grandi centri si affianca una rete pi\u00f9 ampia di luoghi capaci di produrre conoscenza e significato. I rapporti si ridisegnano e dentro questo movimento <strong>prende forma un nuovo assetto culturale mondiale<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>NOTE<\/em><\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong> Wang Shouren e la calligrafia<\/strong><br \/>\n<em>Wang Shouren (1472\u20131529), conosciuto anche come Wang Yangming, fu filosofo, funzionario e calligrafo della dinastia Ming. Nella cultura cinese la calligrafia appartiene alla tradizione delle arti colte: gesto, ritmo, struttura del carattere e rapporto con i maestri precedenti costituiscono elementi attraverso i quali l\u2019opera viene letta e giudicata.<\/em><\/li>\n<li><strong> Che cosa significa \u201cecosistema egemone\u201d<\/strong><br \/>\n<em>L\u2019espressione indica qui l\u2019insieme di istituzioni, competenze e strumenti che durante il Novecento hanno dato ad alcuni centri occidentali una particolare capacit\u00e0 di selezionare, studiare, esporre e attribuire valore internazionale all\u2019arte: musei, universit\u00e0, mercato, critica, editoria, collezionismo e grandi manifestazioni. Egemonia culturale e concentrazione del mercato appartengono allo stesso ambiente, pur restando fenomeni distinti.<\/em><\/li>\n<li><strong> Jeddah e la Islamic Arts Biennale<\/strong><br \/>\n<em>La Biennale, organizzata dalla Diriyah Biennale Foundation, utilizza il concetto di arte islamica in<\/em> <em>un campo che comprende patrimonio storico e produzione contemporanea. La presenza di prestiti e collaborazioni provenienti da istituzioni di paesi diversi permette di osservare come la costruzione di un nuovo centro culturale possa avvenire attraverso una rete internazionale invece che attraverso l\u2019isolamento.<\/em><\/li>\n<li><strong> Il mercato cinese<\/strong><br \/>\n<em>Secondo The Art Basel and UBS Global Art Market Report 2026, la Cina ha rappresentato nel 2025 il 14% del valore del mercato mondiale dell\u2019arte, collocandosi al terzo posto dopo Stati Uniti e Regno Unito. Il rapporto segnala inoltre il forte peso della domanda domestica, elemento importante per distinguere la crescita di un mercato interno dalla semplice partecipazione ai circuiti occidentali.<\/em><\/li>\n<li><strong> Citt\u00e0 del Capo e la formazione<\/strong><br \/>\n<em>Lo Zeitz Museum of Contemporary Art Africa rappresenta un caso utile per osservare la costruzione di competenze oltre l\u2019attivit\u00e0 espositiva. Programmi di ricerca, conservazione e formazione, anche in collaborazione con istituzioni universitarie sudafricane, contribuiscono alla crescita di professionalit\u00e0 museali legate al continente africano. \u00c8 uno dei passaggi attraverso i quali un territorio acquisisce strumenti propri per studiare e trasmettere il patrimonio.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><em>PER SAPERNE DI PI\u00d9 \u2014 Bibliografia essenziale<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Hans Belting, <em>Art History after Modernism<\/em>, University of Chicago Press, Chicago, 2003.<\/strong><br \/>\n<em>Per comprendere come la storia dell\u2019arte costruita dalla modernit\u00e0 occidentale venga rimessa in discussione dall\u2019allargamento della geografia culturale<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Andrea Giunta, <em>The Political Body: Stories on Art, Feminism, and Emancipation in Latin America<\/em>, University of California Press, Oakland, 2023.<\/strong><br \/>\n<em>Una lettura dell\u2019arte latinoamericana costruita a partire dalle sue vicende, dai suoi conflitti e dai suoi sistemi culturali.<\/em><\/p>\n<p><strong>Lothar Ledderose, <em>Ten Thousand Things: Module and Mass Production in Chinese Art<\/em>, Princeton University Press, Princeton, 2000.<\/strong><br \/>\n<em>Un riferimento per avvicinarsi ai criteri culturali e ai processi attraverso i quali la tradizione artistica cinese ha costruito continuit\u00e0 e riconoscibilit\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Olav Velthuis, Stefano Baia Curioni (a cura di), <em>Cosmopolitan Canvases: The Globalization of Markets for Contemporary Art<\/em>, Oxford University Press, Oxford, 2015.<\/strong><br \/>\n<em>Analizza l\u2019espansione internazionale del mercato contemporaneo e il rapporto fra circuiti globali e realt\u00e0 artistiche locali.<\/em><\/p>\n<p><strong>Arts Economics, <em>The Art Basel and UBS Global Art Market Report 2026<\/em>, Art Basel\u2013UBS, 2026.<\/strong><br \/>\n<em>Il riferimento statistico per dimensioni, distribuzione geografica e trasformazioni recenti del mercato mondiale dell\u2019arte.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>IN APERTURA<\/em><\/strong><em>\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0Una visitatrice davanti alla<\/em><strong> Lantingji Xu, <em>Prefazione al Padiglione delle Orchidee<\/em>,<\/strong> <em>tradizionalmente attribuita a Wang Xizhi (303\u2013361) e qui riprodotta attraverso una celebre copia di epoca Tang. Per lo sguardo occidentale i caratteri possono apparire come segni quasi astratti; nella tradizione cinese la calligrafia \u00e8 invece una delle arti maggiori. Il movimento del pennello, il ritmo, la forma dei caratteri e il rapporto con i maestri del passato sono elementi attraverso i quali l\u2019opera viene letta e giudicata. L\u2019immagine ricostruisce uno spazio museale contemporaneo per rendere visibile l\u2019incontro tra un patrimonio antico e lo sguardo di oggi.<\/em><\/p>\n<p><strong>Credito:<\/strong> <em>Ricostruzione realizzata con IA; da<\/em> Lantingji Xu, <em>copia di epoca Tang, (Wikimedia Commons. Orchestratore calligrafia Eko.)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SERGIO ANSUINI\u00a0 *\u00a0 Roma, 25 Settembre 2026 &nbsp; VERSO UN NUOVO ASSETTO La geografia dell\u2019arte cambia insieme al mondo &nbsp; Per gran parte del Novecento il sistema internazionale dell\u2019arte ha avuto pochi grandi centri capaci di produrre conoscenza, riconoscimento e valore. 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