{"id":19053,"date":"2026-09-18T05:30:51","date_gmt":"2026-09-18T03:30:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=19053"},"modified":"2026-09-18T01:21:19","modified_gmt":"2026-09-17T23:21:19","slug":"roma-la-nascita-del-barocco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=19053","title":{"rendered":"ROMA  *  LA NASCITA DEL BAROCCO"},"content":{"rendered":"<p><strong>DANIS AUDINI\u00a0 *\u00a0 Roma 18 Settembre 2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 21px;\"><strong>ROMA \u2013 LA NASCITA DEL BAROCCO<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Roma, 1575. Un pellegrino attraversa Ponte Sisto ed entra in una citt\u00e0 che cresce, accoglie uomini, muove merci e costruisce nuovi spazi di potere. Bernini e Borromini sono ancora lontani. Il Barocco non c\u2019\u00e8 ancora, ma il vortice che lo render\u00e0 possibile ha gi\u00e0 cominciato ad alzarsi<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00c8 il 1575.<\/strong> Un pellegrino arriva a <strong>Roma<\/strong> dopo settimane di viaggio. Non \u00e8 solo. Intorno a lui procede una folla venuta da paesi diversi, con abiti, lingue e insegne differenti. Attraversa il Tevere sul <strong>Ponte Sisto,<\/strong> voluto un secolo prima da Sisto IV per il Giubileo del 1475, dopo che la tragedia del 1450 aveva mostrato quanto potesse essere pericolosa la calca dei pellegrini.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte entra nel movimento della citt\u00e0. Passa per <strong>Campo de\u2019 Fiori<\/strong> e <strong>Piazza Navona,<\/strong> tra botteghe e mercanti. Forse quella sera dormir\u00e0 all\u2019<strong>Hosteria dell\u2019Orso<\/strong>; domani raggiunger\u00e0 San <strong>Pietro.<\/strong> <strong>Roma<\/strong> deve accogliere lui e migliaia di altri, dare loro un letto, del cibo, indicare una strada.<\/p>\n<p>Proprio quell\u2019anno viene posta la prima pietra della nuova <strong>Santa Maria in Vallicella.<\/strong> La vecchia chiesa non basta pi\u00f9 alla comunit\u00e0 raccolta intorno a <strong>Filippo Neri.<\/strong> Il pellegrino passa accanto al cantiere senza sapere che quella costruzione racconta qualcosa:<strong> Roma <\/strong>sta cominciando a cambiare dimensione.<\/p>\n<p>Non nasce tutto allora. Pellegrinaggi e processioni attraversano la citt\u00e0 da secoli, confraternite e corporazioni hanno gi\u00e0 costruito le proprie reti, le grandi famiglie occupano spazi di potere, le comunit\u00e0 straniere possiedono chiese e luoghi di accoglienza. Il cambiamento sta nel modo in cui queste presenze crescono, si incontrano e cominciano a premere le une sulle altre.<\/p>\n<p>Dieci anni dopo arriva <strong>Sisto V.<\/strong> Apre nuovi assi, collega le basiliche, rialza gli obelischi, porta l\u2019acqua dove la citt\u00e0 pu\u00f2 nuovamente espandersi. <strong>Roma <\/strong>cambia forma. E mentre il papa interviene sulle strade e sullo spazio, i romani lo osservano.<\/p>\n<p>Una leggenda lo vuole travestito, in un\u2019osteria di Piazza Navona, per ascoltare cosa si dicesse del pontefice. Il travestimento appartiene al folklore; l\u2019intervento sulle misure del vino \u00e8 invece reale. Bastano un papa e un oste per far affiorare due facce della stessa Roma: il potere che vuole governare e la strada che continua a guardarlo con ironia.<\/p>\n<p>Intanto la citt\u00e0 deve mangiare. Nel 1579 vengono macellate circa 25.000 pecore; nel 1598 sono 70.000, nel 1629 sfiorano le 170.000. Intorno al 1600 i residenti sono circa<strong> centomila<\/strong>, ma contarli significa vedere soltanto una parte della citt\u00e0. Ogni giorno vi si aggiunge una popolazione mobile che arriva per pregare, commerciare, lavorare, trattare affari o seguire le corti. Cresce il carico urbano e con esso la necessit\u00e0 di cibo, alloggi, trasporti e denaro.<\/p>\n<figure id=\"attachment_19055\" aria-describedby=\"caption-attachment-19055\" style=\"width: 527px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-19055\" src=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-17-set-2026-11_58_22-300x169.png\" alt=\"\" width=\"527\" height=\"297\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-17-set-2026-11_58_22-300x169.png 300w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-17-set-2026-11_58_22-1024x576.png 1024w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/ChatGPT-Image-17-set-2026-11_58_22.png 1672w\" sizes=\"(max-width: 527px) 100vw, 527px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-19055\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 13px;\"><em>Piazza Navona alla fine del Cinquecento. La citt\u00e0 dei mercati, delle osterie e dei grandi flussi si prepara a diventare uno dei principali spazi della rappresentazione romana. Ricostruzione evocativa. Immagine creata con IA. Orchestratore Eko.<\/em><\/span><\/figcaption><\/figure>\n<p>Tra il papa e questa moltitudine esiste poi un\u2019<strong>altra Roma. <\/strong>Ordini religiosi e confraternite, corporazioni, collegi e grandi famiglie possiedono immobili e risorse, raccolgono uomini, distribuiscono protezione. Gli ordini ampliano i loro complessi e con essi la propria presenza nella citt\u00e0; i palazzi delle famiglie diventano centri di clientele, collezioni e committenze. Il potere romano non scende semplicemente dall\u2019alto: passa attraverso molti nodi.<\/p>\n<p>Anche le comunit\u00e0 straniere appartengono da tempo a questa trama. Francesi, spagnoli, tedeschi, portoghesi si raccolgono intorno alle proprie istituzioni e continuano a riconoscersi nelle rispettive lingue e appartenenze. <strong>Roma<\/strong> pu\u00f2 cos\u00ec diventare sempre pi\u00f9 internazionale senza diventare uniforme. E sopra molte di queste strutture, come sopra altri corpi cittadini, la protezione di un cardinale crea un rapporto con il vertice: difende e media, ma consente anche alla Curia di intervenire. Autonomia e controllo convivono.<\/p>\n<p>Nel <strong>Giubileo del 1600<\/strong> tutto questo torna nelle strade. Chi arriva pu\u00f2 entrare a <strong>San Luigi dei<\/strong> <strong>Francesi <\/strong>e trovare nella Cappella Contarelli il <em>Martirio<\/em> e la <em>Vocazione di san Matteo<\/em> <strong>di Caravaggio<\/strong>. La luce irrompe fra uomini che sembrano appartenere alla citt\u00e0 lasciata pochi istanti prima fuori dalla porta. Qualche anno dopo, a <strong>Sant\u2019Agostino, <\/strong>davanti alla Madonna compariranno due pellegrini con gli abiti poveri e i piedi segnati dal viaggio.<\/p>\n<p>Nello stesso tempo, dietro le mura di Palazzo Farnese, <strong>Annibale Carracci<\/strong> costruisce nella Galleria un universo di mito e classicit\u00e0. \u00c8 la stessa Roma, ma non produce la stessa risposta. Il vortice cresce senza imporre una forma.<\/p>\n<p>Il <strong>Giubileo del 1625<\/strong> sottopone nuovamente la citt\u00e0 alla pressione di una grande folla. Occorre accoglierla e guidarla, mentre processioni, cerimonie e apparati trasformano lo spazio in rappresentazione. Chi arriva guarda Roma e, ripartendo, ne porta con s\u00e9 un\u2019immagine.<\/p>\n<p>Quell\u2019immagine \u00e8 ormai molto diversa da quella incontrata dal pellegrino del 1575. <strong>San Pietro<\/strong> ha la facciata di <strong>Maderno<\/strong> e dentro la basilica sta salendo il gigantesco <strong>Baldacchino di Bernini.<\/strong> <strong>Borromini <\/strong>lavora nello stesso grande cantiere. Intorno, famiglie e ordini continuano a competere nello spazio urbano, mentre dal 1622 <strong>Propaganda Fide<\/strong> raccoglie uomini e informazioni provenienti da territori lontani. <strong>Roma <\/strong>riceve il mondo e nello stesso tempo costruisce la propria immagine nel mondo.<\/p>\n<p>Nel 1633 <strong>Pietro da Cortona<\/strong> comincia la volta di <strong>Palazzo Barberini<\/strong>; l\u2019anno seguente<strong> Borromini<\/strong> avvia <strong>San Carlo alle Quattro Fontane.<\/strong> Movimento, sorpresa, teatralit\u00e0 e trasformazione dello spazio sono ormai entrati nell\u2019opera. Ma proprio qui emerge un limite a qualsiasi spiegazione meccanica: <strong>Bernini e Borromini<\/strong> attraversano la stessa citt\u00e0 e gli stessi grandi cantieri, eppure producono mondi differenti. Il vortice contiene anche la differenza.<\/p>\n<p>Nel 1635 sono passati sessant\u2019anni. <strong>La Chiesa Nuova<\/strong> che il pellegrino aveva visto nascere \u00e8 ormai il centro di un grande complesso. Appena due anni dopo <strong>Borromini <\/strong>comincer\u00e0 a lavorare all\u2019<strong>Oratorio dei Filippini<\/strong>, nello stesso luogo dal quale era partito il nostro cammino.<\/p>\n<p>Nessuno, nel 1575, avrebbe potuto prevederlo. Ma in quei sessant\u2019anni una citt\u00e0 attraversata da flussi antichi ha aumentato la propria capacit\u00e0 di accogliere uomini, muovere risorse, organizzare poteri, trasformare lo spazio e rappresentare se stessa.<\/p>\n<p><strong>Quando il Barocco prende forma, Roma aveva gi\u00e0 imparato a pensare in grande. L\u2019arte entra nel vortice e contribuisce ad alzarlo ancora.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>NOTE<\/em><\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><em>Ponte Sisto fu ricostruito per volont\u00e0 di Sisto IV in preparazione al Giubileo del 1475, dopo che il precedente Anno Santo del 1450 aveva mostrato drammaticamente i problemi posti dalla concentrazione dei pellegrini e dagli attraversamenti del Tevere. Il ponte appartiene dunque al sistema di infrastrutture che precede di un secolo il pellegrino del 1575.<\/em><\/li>\n<li><em>Il Giubileo del 1575 rappresent\u00f2 una prova eccezionale per le strutture di accoglienza romane. Le ricostruzioni disponibili indicano una citt\u00e0 di circa 80.000 residenti sottoposta a un afflusso di pellegrini di molte volte superiore; la confraternita della SS. Trinit\u00e0 dei Pellegrini, legata all\u2019esperienza di Filippo Neri, svolse un ruolo centrale nell\u2019assistenza. Le cifre tramandate variano secondo fonti e criteri di calcolo e vanno quindi considerate come ordini di grandezza, non come conteggi censuari.<\/em><\/li>\n<li><em>Per la trasformazione urbana avviata sotto Sisto V e proseguita nei primi decenni del Seicento, cfr. T. Magnuson, Rome in the Age of Bernini. <\/em><em>From the Election of Sixtus V to the Death of Urban VIII, vol. <\/em><em>I, Almqvist &amp; Wiksell International, Stockholm 1982. Il volume tratta separatamente sviluppo urbano, condizioni economiche e committenza, consentendo di evitare l\u2019idea di un unico \u201cpiano barocco\u201d precostituito.<\/em><\/li>\n<li><em>I dati sull\u2019aumento delle macellazioni ovine \u2014 circa 25.000 capi nel 1579, 70.000 nel 1598 e quasi 170.000 nel 1629 \u2014 sono utilizzati nell\u2019articolo come indicatore della crescita dei consumi e della pressione esercitata sulla citt\u00e0, non come misura diretta dell\u2019incremento demografico. Alla popolazione residente va infatti aggiunta la consistente componente mobile costituita da pellegrini e forestieri, corti, lavoratori e uomini d\u2019affari.<\/em><\/li>\n<li><em>Le nationes della Roma moderna non corrispondono alle successive nazioni-stato. Erano comunit\u00e0 composite, fondate su appartenenze geografiche, linguistiche e culturali, che potevano organizzarsi intorno a ospizi, confraternite e chiese proprie. Per il periodo considerato, cfr. A. Koller, S. Kubersky-Piredda (a cura di), Identit\u00e0 e rappresentazione. Le chiese nazionali a Roma, 1450-1650, Campisano Editore, Roma 2016<\/em>.<\/li>\n<li><em>La compresenza nella stessa Roma di Caravaggio e Annibale Carracci, e successivamente di Bernini e Borromini, costituisce anche un limite metodologico all\u2019interpretazione proposta: condizioni urbane, sociali e istituzionali comuni non producono necessariamente forme artistiche comuni. L\u2019ecosistema pu\u00f2 favorire produzione, circolazione e ricezione dell\u2019opera, ma non sostituisce l\u2019invenzione individuale.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><em>PER SAPERNE DI PI\u00d9 \u2013 Bibliografia essenziale<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Renata Ago<\/strong>, <em>Roma barocca. Potere, arte e cultura nel Seicento<\/em>, Carocci, Roma 2023.<br \/>\n<em>\u00c8 il riferimento pi\u00f9 vicino alla prospettiva dell\u2019articolo: citt\u00e0, popolazione, Curia, confraternite, pellegrini, committenza, approvvigionamenti, Propaganda Fide, feste e produzione artistica vengono osservati come parti di una realt\u00e0 complessa<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Torgil Magnuson<\/strong>, <em>Rome in the Age of Bernini. From the Election of Sixtus V to the Death of Urban VIII<\/em>, vol. I, Almqvist &amp; Wiksell International, Stockholm 1982.<br \/>\n<em>Fondamentale per seguire la trasformazione di Roma da Sisto V a Urbano VIII intrecciando urbanistica, condizioni materiali e arti.<\/em><\/p>\n<p><strong>Alexander Koller, Susanne Kubersky-Piredda (a cura di)<\/strong>, <em>Identit\u00e0 e rappresentazione. Le chiese nazionali a Roma, 1450-1650<\/em>, Campisano Editore, Roma 2016.<br \/>\n<em>Particolarmente utile per comprendere nationes, ospitalit\u00e0, identit\u00e0 collettive e presenza straniera nello spazio romano.<\/em><\/p>\n<p><strong>Marcello Fagiolo, Maria Luisa Madonna (a cura di)<\/strong>, <em>Barocco romano e barocco italiano. Il teatro, l\u2019effimero, l\u2019allegoria<\/em>, Roma 1985.<br \/>\n<em>Per il ruolo della festa, della cerimonia, degli apparati temporanei e della dimensione spettacolare nella costruzione dell\u2019immagine barocca.<\/em><\/p>\n<p><strong>Mary Hollingsworth, Carol M. Richardson (a cura di)<\/strong>, <em>The Possessions of a Cardinal: Politics, Piety, and Art, 1450-1700<\/em>, Pennsylvania State University Press, University Park 2009.<br \/>\n<em>Per il cardinale come nodo nel quale s\u2019incontrano famiglia, politica, religione, patrimonio, committenza e rappresentazione<\/em>.<\/p>\n<p><em><strong>IN APERTURA\u00a0<\/strong><\/em> <em>Roma, 1575. Pellegrini attraversano Ponte Sisto durante l\u2019Anno Santo. Ricostruzione storica. (Immagine creata con IA. Orchestratore Eko)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DANIS AUDINI\u00a0 *\u00a0 Roma 18 Settembre 2026 \u00a0 ROMA \u2013 LA NASCITA DEL BAROCCO &nbsp; Roma, 1575. Un pellegrino attraversa Ponte Sisto ed entra in una citt\u00e0 che cresce, accoglie uomini, muove merci e costruisce nuovi spazi di potere. Bernini e Borromini sono ancora lontani. 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