{"id":18900,"date":"2026-09-11T05:25:28","date_gmt":"2026-09-11T03:25:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=18900"},"modified":"2026-09-10T19:01:48","modified_gmt":"2026-09-10T17:01:48","slug":"lo-stato-dellarte-the-rest-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=18900","title":{"rendered":"LO STATO DELL&#8217;ARTE  *  THE REST  parte II"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #a10505;\"><strong>Riportiamo il link per ascoltare una sintesi dell\u2019articolo<\/strong><\/span><\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-18900-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Riepilogo-1.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Riepilogo-1.mp3\">https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Riepilogo-1.mp3<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SERGIO ANSUINI\u00a0 *\u00a0 ROMA, 11 Settembre 2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 21px;\"><strong>THE REST \u2013 <\/strong><strong>PARTE II<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><em>Tecnica, Intelligenza Artificiale, Industria<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><em>La potenza non \u00e8 solo quello che si vede.<\/em><\/strong><em> Dietro una fabbrica, un&#8217;intelligenza artificiale o un aereo esistono macchine, componenti e conoscenze senza le quali anche il sistema industriale pi\u00f9 grande pu\u00f2 diventare vulnerabile. Dopo alimentazione, miniere ed energia, The <strong>Rest <\/strong>entra nei suoi strati meno visibili: <strong>Tecnica, Intelligenza Artificiale e Industria.<\/strong> \u00c8 qui che la dimensione di una potenza incontra una domanda pi\u00f9 difficile: non soltanto che cosa sappia produrre oggi, ma <strong>quanto sia capace di continuare a produrlo nel tempo<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una grande potenza pu\u00f2 possedere petrolio, minerali, fabbriche, eserciti e milioni di uomini. Ma quanto rimane se non \u00e8 in grado di costruire macchine indispensabili, produrre determinati componenti o sostituire tecnologie che improvvisamente non pu\u00f2 pi\u00f9 acquistare?<\/p>\n<p>Entra cos\u00ec in gioco una variabile poco visibile: <strong>il tempo<\/strong>. Un paese pu\u00f2 continuare a produrre utilizzando macchine e tecnologie acquistate all&#8217;estero o disponendo di grandi scorte. Ma se non riesce a sostituire ci\u00f2 che consuma o si deteriora, nel tempo la sua capacit\u00e0 produttiva cambia.<\/p>\n<p>Le carte di <strong><em>The Rest<\/em><\/strong> fotografano queste capacit\u00e0. I colori distinguono il <strong>West <\/strong>e i suoi alleati, le <strong>potenze antagoniste<\/strong> e una vasta zona di paesi che non appartengono stabilmente all&#8217;uno o all&#8217;altro sistema e perseguono, con differenti margini di autonomia, i propri interessi nazionali. Una <strong>zona contesa<\/strong>, che non costituisce un terzo \u00a0blocco.<\/p>\n<p><strong><em>Tecnica<\/em><\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_18904\" aria-describedby=\"caption-attachment-18904\" style=\"width: 531px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-18904\" src=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/0fe0c6cc-a4a3-4da2-a961-6ddf40d2147c-300x200.png\" alt=\"\" width=\"531\" height=\"354\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/0fe0c6cc-a4a3-4da2-a961-6ddf40d2147c-300x200.png 300w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/0fe0c6cc-a4a3-4da2-a961-6ddf40d2147c-1024x683.png 1024w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/0fe0c6cc-a4a3-4da2-a961-6ddf40d2147c.png 1536w\" sizes=\"(max-width: 531px) 100vw, 531px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-18904\" class=\"wp-caption-text\"><em>La carta individua la distribuzione delle principali capacit\u00e0 tecniche indispensabili per un sistema industriale avanzato: semiconduttori, telecomunicazioni, robotica, spazio, droni e controllo digitale. La dimensione dei nodi indica il loro peso relativo non la completa autonomia della filiera<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>La <strong>Cina <\/strong>\u00e8 di gran lunga il maggiore nodo tecnico di <strong><em>The Rest<\/em>.<\/strong> Semiconduttori, telecomunicazioni 5G, robotica, spazio, droni e sistemi digitali di controllo mostrano un sistema tecnologico molto esteso. I<strong>ndia <\/strong>e <strong>Russia <\/strong>aggiungono capacit\u00e0 importanti in alcuni settori.<\/p>\n<p>La dimensione, per\u00f2, non racconta tutto. La <strong>Cina <\/strong>produce semiconduttori, ma per realizzare quelli pi\u00f9 avanzati occorrono macchine di straordinaria complessit\u00e0. La <strong>litografia<\/strong> ne offre un buon esempio. <strong>Pechino<\/strong> sviluppa tecnologie proprie e ha compiuto progressi, ma nella fascia di frontiera alcune apparecchiature e competenze rimangono concentrate altrove.<\/p>\n<p>Non \u00e8 necessariamente una condizione definitiva. Le tecnologie possono essere sviluppate, sostituite o aggirate e non tutti gli impieghi richiedono le prestazioni pi\u00f9 avanzate. Il problema diventa allora capire <strong>quanto tempo occorra per sostituire ci\u00f2 che manca e quali capacit\u00e0 possano ridursi nell&#8217;attesa<\/strong>.<\/p>\n<p><strong><em>Intelligenza artificiale<\/em><\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_18905\" aria-describedby=\"caption-attachment-18905\" style=\"width: 524px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-18905\" src=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/5ca27f73-ae5d-4274-9fd3-dd2ecfc2c859-300x200.png\" alt=\"\" width=\"524\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/5ca27f73-ae5d-4274-9fd3-dd2ecfc2c859-300x200.png 300w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/5ca27f73-ae5d-4274-9fd3-dd2ecfc2c859-1024x683.png 1024w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/5ca27f73-ae5d-4274-9fd3-dd2ecfc2c859.png 1536w\" sizes=\"(max-width: 524px) 100vw, 524px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-18905\" class=\"wp-caption-text\"><em>Capacit\u00e0 di calcolo, modelli, piattaforme e infrastrutture mostrano un ecosistema IA ampiamente sviluppato. La carta fotografa per\u00f2 i nodi dell&#8217;IA non tutte le tecnologie necessarie a produrre l&#8217;hardware sul quale essa funziona<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>L&#8217;Intelligenza Artificiale offre una fotografia diversa. <strong>Cina, India, Russia, Emirati e Arabia Saudita,<\/strong> con pesi molto differenti, dispongono di capacit\u00e0 di calcolo, data center, modelli e piattaforme. I grandi nodi dell&#8217;IA risultano quindi <strong>ampiamente presenti<\/strong> nell&#8217;area osservata.<\/p>\n<p>Ma anche il modello pi\u00f9 sofisticato deve funzionare su una macchina. Servono processori e, per produrre quelli pi\u00f9 avanzati, ritornano semiconduttori, litografia, macchine e strumenti di misura.<\/p>\n<p>Una debolezza della Tecnica pu\u00f2 cos\u00ec trasferirsi all&#8217;IA. Un settore pu\u00f2 possedere modelli, software e capacit\u00e0 di calcolo e tuttavia poggiare, in alcuni dei suoi livelli pi\u00f9 avanzati, su tecnologie che non riesce ancora a riprodurre interamente.<\/p>\n<p><strong><em>Industria<\/em><\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_18902\" aria-describedby=\"caption-attachment-18902\" style=\"width: 530px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-18902\" src=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/47003b2b-2234-44dc-88f7-5fbdd651bd51-300x200.png\" alt=\"\" width=\"530\" height=\"353\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/47003b2b-2234-44dc-88f7-5fbdd651bd51-300x200.png 300w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/47003b2b-2234-44dc-88f7-5fbdd651bd51-1024x683.png 1024w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/47003b2b-2234-44dc-88f7-5fbdd651bd51.png 1536w\" sizes=\"(max-width: 530px) 100vw, 530px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-18902\" class=\"wp-caption-text\"><em>Materiali trasformati, macchine madri, automazione e capacit\u00e0 di integrare sistemi complessi costituiscono i principali nodi osservati. La presenza di grandi produzioni non esclude dipendenze in componenti, strumenti di precisione e tecnologie necessarie a riprodurre nel tempo la capacit\u00e0 industriale<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>La fotografia industriale appare ancora pi\u00f9 consistente. <strong>Cina, India, Russia, Turchia<\/strong> e altri paesi possiedono, in misura diversa, materiali trasformati, macchine utensili, automazione e capacit\u00e0 di costruire sistemi complessi. La<strong> Cina<\/strong> costruisce navi, treni, centrali, turbine e aerei; <strong>Russia e India<\/strong> aggiungono altre importanti capacit\u00e0 industriali e tecnologiche.<\/p>\n<p>Ma per comprendere la solidit\u00e0 di questo sistema bisogna <strong>aprire il prodotto<\/strong>.<\/p>\n<p>Dentro una macchina moderna troviamo cuscinetti di precisione, sensori, servomotori, semiconduttori e sistemi elettronici che ne governano i movimenti. Per produrre questi componenti servono altre macchine; per costruire e calibrare quelle macchine occorrono strumenti ancora pi\u00f9 precisi.<\/p>\n<p>Compaiono cos\u00ec alcune <strong>vulnerabilit\u00e0 meno visibili:<\/strong> macchine utensili di altissima gamma, metrologia estrema, determinati componenti di precisione, apparecchiature per semiconduttori e tecnologie necessarie ai motori aeronautici pi\u00f9 avanzati. Non tutte hanno lo stesso peso e alcune possono essere sostituite pi\u00f9 facilmente di altre.<\/p>\n<p>Qui le dimensioni possono ingannare. Una tecnologia relativamente piccola pu\u00f2 avere un valore economico modesto e tuttavia condizionare una filiera enormemente pi\u00f9 grande. Emerge cos\u00ec la differenza tra un <strong>nodo produttivo<\/strong>, che permette di costruire qualcosa, e un <strong>nodo di riproduzione<\/strong>, che permette di conservare nel tempo la capacit\u00e0 di continuare a costruirlo.<\/p>\n<p>La presenza di un nodo, inoltre, non significa necessariamente poterne disporre. Una tecnologia che manca in <strong>Cina <\/strong>pu\u00f2 essere acquistata in <strong>India, <\/strong>in <strong>Turchia, <\/strong>nel <strong>Golfo<\/strong> o anche in un paese occidentale. I colori della carta descrivono collocazioni geopolitiche, non muri impermeabili. Finch\u00e9 le relazioni commerciali rimangono aperte, molte insufficienze possono essere compensate attraverso gli scambi.<\/p>\n<p>La questione cambia quando una <strong>relazione diventa difficile<\/strong> o <strong>viene interrotta.<\/strong> \u00c8 allora che acquistano importanza la possibilit\u00e0 di trovare altri fornitori e, soprattutto, la capacit\u00e0 di sviluppare ci\u00f2 che non \u00e8 pi\u00f9 disponibile.<\/p>\n<p>Le grandi potenze sembrano muoversi anche in questa direzione, seppure con strategie differenti. La <strong>Cina <\/strong>investe nelle tecnologie nelle quali individua proprie carenze; gli <strong>Stati Uniti<\/strong> cercano di attrarre sul proprio territorio produzioni considerate strategiche; la <strong>Russia <\/strong>ha tentato di sostituire forniture divenute pi\u00f9 difficili dopo le sanzioni. Non sono politiche autarchiche \u00e8 la ricerca di una minore vulnerabilit\u00e0 nei punti considerati pi\u00f9 delicati.<\/p>\n<p>La forza di una potenza non sembra quindi misurabile semplicemente contando quanti nodi possiede. Conta <strong>quali controlla, quanto siano difficili da sostituire e quanto profondamente condizionino le altre parti del sistema<\/strong>. Una grande industria pu\u00f2 essere vulnerabile attraverso<\/p>\n<p>tecnologia apparentemente secondaria; al contrario, il controllo di un piccolo nodo difficilmente sostituibile pu\u00f2 produrre un vantaggio molto superiore al suo valore economico.<\/p>\n<p>Le carte mostrano cos\u00ec un <strong><em>The Rest<\/em><\/strong> dotato, nei settori fin qui esaminati, di capacit\u00e0 tecniche e industriali molto estese. Le insufficienze che emergono sembrano concentrarsi soprattutto in alcuni passaggi profondi e difficili da riprodurre, pi\u00f9 che nelle grandi produzioni visibili.<\/p>\n<p>\u00c8 una fotografia, non un mondo immobile. Ma proprio la fotografia permette di vedere i muri portanti: <strong>ci\u00f2 che un sistema possiede, ci\u00f2 che pu\u00f2 riprodurre e ci\u00f2 che, almeno per ora, deve ancora cercare altrove.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong> Tecnica, semiconduttori e litografia.<\/strong><br \/>\n<em>La Cina dispone di una vasta industria dei semiconduttori, ma la produzione dei chip di frontiera continua a dipendere da alcuni segmenti tecnologici nei quali la capacit\u00e0 domestica rimane incompleta. Nel luglio 2026 \u00e8 iniziata la produzione cinese di sistemi litografici DUV a immersione sviluppati internamente; Reuters segnala tuttavia che le apparecchiature sono ancora in fase di verifica, lontane dall&#8217;affidabilit\u00e0 necessaria alla produzione avanzata su larga scala e tecnologicamente distanti dai sistemi EUV di ASML. Il caso mostra anche il carattere dinamico delle dipendenze: una carenza attuale non equivale necessariamente a una dipendenza permanente. <\/em><\/li>\n<li><strong> Intelligenza Artificiale.<\/strong><br \/>\n<em>Lo Stanford AI Index 2026 registra una forte convergenza delle capacit\u00e0 statunitensi e cinesi: il divario di prestazioni fra i migliori modelli dei due paesi viene considerato sostanzialmente chiuso. Nel 2025 gli Stati Uniti hanno prodotto 59 modelli classificati come \u201cnotable\u201d, contro 35 cinesi, mentre la Cina guida per volume delle pubblicazioni, citazioni e brevetti. La capacit\u00e0 mondiale di calcolo per l&#8217;IA \u00e8 stimata in 17,1 milioni di equivalenti Nvidia H100; Nvidia rappresenta oltre il 60% del computer globale censito, mentre Huawei mantiene una quota ancora ridotta ma crescente. La concentrazione dell&#8217;hardware rimane significativa: secondo Stanford, TSMC fabbrica quasi tutti i principali chip destinati all&#8217;IA.<\/em><\/li>\n<li><strong> L&#8217;\u201cindustria madre\u201d.<\/strong><br \/>\n<em>Le macchine utensili, torni, fresatrici, rettificatrici, centri di lavoro e sistemi CNC, vengono spesso definite in Cina <strong>industrial mother machines<\/strong>: sono le macchine che permettono di costruire i componenti e le altre macchine dell&#8217;industria. \u00c8 uno dei punti pi\u00f9 importanti dell&#8217;articolo perch\u00e9 introduce concretamente il nostro concetto di <strong>nodo di riproduzione<\/strong>. La Cina \u00e8 ormai uno dei massimi produttori mondiali di macchine utensili, ma la situazione cambia nelle fasce pi\u00f9 sofisticate. Una valutazione 2025 della U.S.-China Economic and Security Review Commission stima che l&#8217;obiettivo cinese di raggiungere l&#8217;80% di quota domestica nelle macchine CNC di alta gamma non sia stato raggiunto: la quota indicata \u00e8 circa il 33%; imprese straniere continuano inoltre a dominare alcuni componenti critici, tra cui le viti a ricircolo di sfere di fascia alta. \u00c8 un dato particolarmente utile perch\u00e9 impedisce di confondere <strong>dimensione industriale e completezza tecnologica<\/strong><\/em>.<\/li>\n<li><strong> Robotica e automazione.<\/strong><br \/>\n<em>La Cina possedeva nel 2024 oltre 2 milioni di robot industriali operativi e ne install\u00f2 circa 295.000 nello stesso anno, pari al 54% delle nuove installazioni mondiali. Per la prima volta i produttori cinesi superarono quelli stranieri sul mercato interno, raggiungendo il 57% delle installazioni; nel<\/em> <em>comparto metalli e macchinari la quota dei fornitori domestici arriv\u00f2 all&#8217;85%. <\/em><\/li>\n<li><strong> Metrologia e riproducibilit\u00e0 industriale.<\/strong><br \/>\n<em>La metrologia industriale comprende gli strumenti e i sistemi necessari a misurare, verificare e calibrare con precisione componenti e macchine. Senza misure comuni e affidabili diventa difficile garantire intercambiabilit\u00e0 e produzione di precisione. Nel 2025 lo stesso Ministero cinese dell&#8217;Industria ha riconosciuto persistenti criticit\u00e0 negli strumenti di misura e nei materiali di riferimento e ha fissato per il 2027 l&#8217;obiettivo di superare oltre 100 tecnologie chiave di misura e calibrazione, rivedere pi\u00f9 di 300 specifiche tecniche e sviluppare oltre 100 strumenti e materiali di riferimento. \u00c8 forse l&#8217;esempio pi\u00f9 chiaro di una tecnologia poco visibile il cui peso strategico pu\u00f2 essere molto superiore al suo valore economico immediato.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Per saperne di pi\u00f9<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong>UNCTAD<\/strong>, <em>Technology and Innovation Report 2025. Inclusive Artificial Intelligence for Development<\/em>, United Nations, Geneva, 2025.<br \/>\n<em>\u00c8 particolarmente utile perch\u00e9 mette insieme tecnologie di frontiera, IA, infrastrutture di calcolo, brevetti, competenze e capacit\u00e0 industriale, consentendo anche confronti fra Cina, Occidente e paesi emergenti.<\/em><\/li>\n<li><strong>International Federation of Robotics (IFR)<\/strong>, <em>World Robotics 2025 \u2013 Industrial Robots<\/em>, <em>Frankfurt, 2025.<\/em><br \/>\n<em>Per il nodo <strong>industria\/automazione<\/strong> \u00e8 una fonte quantitativa eccellente: installazioni, stock e distribuzione mondiale della robotica industriale. Il dato cinese \u00e8 impressionante: nel 2024 la Cina ha assorbito il 54% delle nuove installazioni mondiali. <\/em><\/li>\n<li><strong>Ministero dell\u2019Industria e dell\u2019Information Technology della Repubblica Popolare Cinese (MIIT)<\/strong>, <em>Accelerare lo sviluppo di alta qualit\u00e0 dell\u2019industria delle \u201cmacchine madri\u201d<\/em> 2025.<br \/>\n<em>Il documento definisce l\u2019industria madre \u00ablo strumento per costruire gli strumenti\u00bb e una base dell&#8217;autonomia industriale; soprattutto riconosce esplicitamente la necessit\u00e0 di colmare debolezze nella catena e nelle tecnologie chiave. Questo lo rende molto pi\u00f9 interessante di un documento semplicemente celebrativo. <\/em><\/li>\n<li><strong>UNCTAD<\/strong>, <em>Technology and Innovation Report 2025 \u2013 Chapter I: AI at the Technology Frontier<\/em>, Geneva, 2025.<br \/>\n<em>Questo capitolo \u00e8 direttamente pertinente al nodo <strong>IA<\/strong>: concentrazione della R&amp;S, brevetti, capacit\u00e0 di calcolo, data center e rapporto dell\u2019IA con le altre tecnologie di frontiera. UNCTAD rileva, tra l&#8217;altro, la forte concentrazione fra Stati Uniti e Cina. <\/em><\/li>\n<li><strong>International Federation of Robotics<\/strong>, <em>China Makes AI-powered Robots Core of National Strategy<\/em>, Frankfurt, 2026.<br \/>\n<em>Si trova <strong>esattamente nel punto d&#8217;intersezione dei nostri tre nodi: TECNICA \u2192 IA \u2192 INDUSTRIA<\/strong>. Legge il XV Piano quinquennale cinese 2026\u20132030 attraverso la convergenza fra IA, robotica e produzione industriale. <\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>IN APERTURA\u00a0 \u00a0PARTE II\u00a0 <\/strong><em>La carta mantiene la classificazione geopolitica utilizzata nella prima parte: West e alleati, potenze antagoniste e paesi a maggiore autonomia di interessi. I colori indicano una collocazione geopolitica, non sistemi economici impermeabili: commerci, tecnologie e componenti continuano ad attraversarne i confini (Immagine prodotta con IA orchestratore Eko)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo il link per ascoltare una sintesi dell\u2019articolo &nbsp; SERGIO ANSUINI\u00a0 *\u00a0 ROMA, 11 Settembre 2026 \u00a0 THE REST \u2013 PARTE II Tecnica, Intelligenza Artificiale, Industria \u00a0 La potenza non \u00e8 solo quello che si vede. 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