{"id":18548,"date":"2026-07-24T07:00:23","date_gmt":"2026-07-24T05:00:23","guid":{"rendered":"https:\/\/diario.ansuini.com\/?p=18548"},"modified":"2026-07-24T10:20:05","modified_gmt":"2026-07-24T08:20:05","slug":"nietzsche-prima-del-mito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=18548","title":{"rendered":"NIETZSCHE PRIMA DEL MITO"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SERGIO ANSUINI\u00a0 *\u00a0 Roma 24 Luglio 2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 21px;\"><strong>Nietzsche prima del mito<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><em>Lou Andreas-Salom\u00e9, Elisabeth e la costruzione di un&#8217;eredit\u00e0 contesa<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Dietro una delle fotografie pi\u00f9 celebri di Friedrich Nietzsche si cela una storia diversa da quella che l&#8217;immaginario collettivo ha tramandato. L&#8217;incontro con Lou Andreas-Salom\u00e9 e Paul R\u00e9e restituisce il filosofo nel vivo della sua ricerca, prima che le vicende editoriali e le interpretazioni del Novecento ne trasformassero l&#8217;immagine pubblica. Un viaggio tra biografia, storia culturale e costruzione della memoria.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una fotografia che molti conoscono, ma pochi osservano davvero.<\/p>\n<p>Fu scattata nell&#8217;estate del <strong>1882,<\/strong> nei dintorni di Lucerna. <strong>Lou Andreas-Salom\u00e9<\/strong> \u00e8 seduta su un piccolo carro di legno. Tiene la schiena diritta, le mani raccolte in grembo e guarda davanti a s\u00e9 con naturalezza. Davanti al carro <strong>Friedrich Nietzsche<\/strong> e <strong>Paul R\u00e9e<\/strong> sorreggono le stanghe, partecipando\u00a0 alla scena preparata per il fotografo.<\/p>\n<p>Per oltre un secolo quell&#8217;immagine \u00e8 stata raccontata soprattutto come la curiosa testimonianza di un <strong>triangolo sentimentale.<\/strong> Eppure, se ci si sofferma qualche istante sui tre protagonisti, nasce spontanea un&#8217;altra domanda. E se quella fotografia raccontasse, prima di tutto, l&#8217;incontro tra<strong> tre<\/strong> i<strong>ntelligenze <\/strong>nel pieno della loro ricerca?<\/p>\n<p>La domanda non \u00e8 secondaria. Ancora oggi, pronunciando il nome di <strong>Nietzsche<\/strong>, molti pensano immediatamente al <strong>filosofo del superuomo, <\/strong>alla <strong>volont\u00e0 di potenza<\/strong> e, spesso, a un presunto legame con il <strong>nazismo.<\/strong> \u00c8 un&#8217;immagine tanto diffusa da sembrare naturale. Ma quella fotografia appartiene a un tempo in cui tutto questo non esiste ancora.<\/p>\n<p>Il sentiero che attraversa i prati svizzeri accompagna lunghe passeggiate. I tre discutono per ore, si fermano, riprendono il cammino. <strong>Nietzsche<\/strong> torna sulla tragedia greca<strong>,<\/strong> <strong>Paul R\u00e9e<\/strong> obietta, <strong>Lou <\/strong>sposta la conversazione verso la religione, la morale, la cultura europea. Il giorno seguente il dialogo ricomincia esattamente dal punto in cui si era interrotto.<\/p>\n<p>In quel momento <strong>Friedrich Nietzsche<\/strong> ha gi\u00e0 pubblicato <strong><em>La nascita della tragedia<\/em>,<\/strong> <strong><em>Umano<\/em><\/strong><em>,<strong> troppo<\/strong> <strong>umano<\/strong><\/em> e <strong><em>Aurora<\/em>.<\/strong> Convive da anni con violente emicranie e con una vista sempre pi\u00f9 compromessa, ma continua a scrivere con una lucidit\u00e0 che impressiona chi gli \u00e8 vicino. Sta attraversando una fase decisiva della sua ricerca filosofica, quella da cui prenderanno forma le opere degli anni successivi.<\/p>\n<p><strong>Lou Andreas-Salom\u00e9<\/strong> non \u00e8 una discepola e non aspira a diventarlo. Ha poco pi\u00f9 di vent&#8217;anni, proviene da una famiglia russa colta e ha scelto di dedicare la propria vita allo studio della filosofia, della religione e della letteratura in un&#8217;epoca in cui alle donne \u00e8 raramente riconosciuto un ruolo nel dibattito intellettuale europeo. Tra <strong>lei e Nietzsche<\/strong> non esiste un rapporto di maestro e allieva. Esiste un confronto continuo, libero, talvolta anche severo.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio questa libert\u00e0 a rendere quell&#8217;incontro cos\u00ec fecondo<strong><em>.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Lou <\/strong>non crea il pensiero di <strong>Nietzsche<\/strong>. Quando si conoscono, il filosofo ha gi\u00e0 trovato la propria voce. Gli offre per\u00f2 qualcosa di raro: un&#8217;interlocutrice che non lo segue per devozione, ma lo ascolta, lo mette in discussione e gli risponde sul terreno delle idee. \u00c8 un dettaglio che spesso passa inosservato, ma aiuta a comprendere quanto sia distante il <strong>Nietzsche<\/strong> di Lucerna dall&#8217;immagine monolitica costruita molti anni dopo.<\/p>\n<p>Quella stagione dura poco. I rapporti personali si incrinano e le strade dei tre protagonisti si separano. <strong>Nietzsche<\/strong> continua il proprio cammino intellettuale fino al <strong>crollo psichico<\/strong> di Torino, nel gennaio del <strong>1889,<\/strong> che interrompe definitivamente la sua attivit\u00e0 filosofica.<\/p>\n<p>Da quel momento il filosofo non scriver\u00e0 pi\u00f9.<\/p>\n<p>In un primo momento \u00e8 la madre <strong>Franziska<\/strong> ad assisterlo. Solo dopo la sua morte, nel 1<strong>897<\/strong>, la gestione dell&#8217;eredit\u00e0 intellettuale passa stabilmente alla sorella <strong>Elisabeth F\u00f6rster-Nietzsche,<\/strong> che aveva fatto ritorno dalla colonia di Nueva Germania, in <strong>Paraguay,<\/strong> fondata insieme al marito <strong>Bernhard F\u00f6rster.<\/strong><\/p>\n<p>A <strong>Weimar <\/strong>Elisabeth organizza il <strong>Nietzsche-Archiv<\/strong>, raccoglie manoscritti, lettere, appunti e quaderni, favorisce nuove edizioni e promuove con instancabile energia la figura del fratello. Il suo lavoro contribuisce in modo decisivo alla diffusione internazionale dell&#8217;opera di <strong>Nietzsche.<\/strong> Al tempo stesso, per\u00f2, le sue scelte editoriali e interpretative <strong>orientano profondamente<\/strong> il modo in cui il filosofo verr\u00e0 letto dalle generazioni successive.<\/p>\n<p>Uno degli esempi pi\u00f9 noti \u00e8 <strong>La volont\u00e0 di potenza<\/strong>, pubblicata dopo la morte di Nietzsche come se fosse un&#8217;opera compiuta. In realt\u00e0 il filosofo non <strong>aveva mai portato<\/strong> a termine un libro con questo titolo. Il volume fu costruito utilizzando appunti e frammenti provenienti da periodi diversi della sua ricerca, trasformando materiali di lavoro in un testo che molti lettori considerarono per anni un&#8217;opera organica.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-18553\" src=\"https:\/\/diario.ansuini.com\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/hitler-a-weimar-da-nietzsche.jpg\" alt=\"\" width=\"542\" height=\"345\" \/><\/p>\n<p>La fortuna di<strong> Nietzsche<\/strong>, tuttavia, non dipende soltanto dall&#8217;Archivio. Tra la fine dell&#8217;Ottocento e i primi decenni del Novecento il suo pensiero viene letto, discusso e reinterpretato in un&#8217;Europa attraversata da nazionalismi, crisi politiche e profonde trasformazioni culturali, anche <strong>Nietzsche <\/strong>viene progressivamente inserito in contesti che appartengono <strong>pi\u00f9 al Novecento<\/strong> che alla sua esperienza personale.<\/p>\n<p>Quando il <strong>nazionalsocialismo<\/strong> tenter\u00e0 di appropriarsi di alcuni suoi concetti, il filosofo \u00e8 morto da molti anni e non pu\u00f2 pi\u00f9 intervenire sul destino delle proprie opere. La sua immagine pubblica continua cos\u00ec a trasformarsi attraverso interpretazioni, selezioni editoriali e usi politici che s<strong>uperano<\/strong> <strong>la volont\u00e0 dell&#8217;autore.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 proprio questo il motivo per cui la fotografia di Lucerna conserva ancora oggi un valore particolare.<\/p>\n<p>Non dimostra che <strong>Nietzsche<\/strong> fosse diverso da come lo immaginiamo, n\u00e9 pretende di risolvere questioni filosofiche che continuano a essere oggetto di studio. Ci restituisce, per\u00f2, qualcosa che spesso dimentichiamo: prima delle edizioni, delle polemiche e delle appropriazioni ideologiche, c&#8217;era un uomo che camminava lungo i sentieri svizzeri discutendo di filosofia con due interlocutori. C&#8217;era un pensatore immerso nel proprio tempo, <strong>non ancora trasformato in un simbolo.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong><em> La fotografia di Lucerna (1882)<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><em>La celebre fotografia con Lou Andreas-Salom\u00e9, Friedrich Nietzsche e Paul R\u00e9e fu realizzata nei pressi di Lucerna nell&#8217;estate del 1882. Nata come una messa in scena ironica tra amici, \u00e8 divenuta nel tempo una delle immagini pi\u00f9 note della biografia nietzscheana.<\/em><\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong><em> Lou Andreas-Salom\u00e9<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><em>Scrittrice, filosofa e psicoanalista, Lou Andreas-Salom\u00e9 (1861-1937) rappresent\u00f2 una delle personalit\u00e0 intellettuali pi\u00f9 originali della cultura europea tra Otto e Novecento. Il suo rapporto con Nietzsche fu breve ma intenso e continu\u00f2 a essere oggetto di riflessione nei suoi scritti autobiografici.<\/em><\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong><em> Il Nietzsche-Archiv<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><em>Fondato a Weimar da Elisabeth F\u00f6rster-Nietzsche, il Nietzsche-Archiv svolse un ruolo decisivo nella conservazione e nella diffusione degli scritti del filosofo. Gli studi pi\u00f9 recenti hanno evidenziato come alcune scelte editoriali abbiano influenzato la ricezione del suo pensiero.<\/em><\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong><em> La volont\u00e0 di potenza<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><em>L&#8217;opera nota come La volont\u00e0 di potenza non fu completata da Nietzsche. L&#8217;edizione pubblicata dopo la sua morte fu costruita utilizzando appunti e frammenti appartenenti a periodi differenti della sua produzione filosofica.<\/em><\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><strong><em> Ricezione e interpretazioni<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><em>La fortuna di Nietzsche tra la fine dell&#8217;Ottocento e il Novecento fu il risultato dell&#8217;intreccio tra edizioni, traduzioni, interpretazioni filosofiche e successive appropriazioni politiche. La storiografia contemporanea tende oggi a distinguere con maggiore attenzione tra il pensiero del filosofo e gli usi ideologici della sua opera.<\/em><\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Lou Andreas-Salom\u00e9<\/strong>, <em>Friedrich Nietzsche nelle sue opere<\/em> (1894).<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong>Gianni Vattimo<\/strong>, <em>Introduzione a Nietzsche<\/em>, Laterza.<\/li>\n<li><strong>Mazzino Montinari<\/strong>, <em>Che cosa ha veramente detto Nietzsche<\/em>, Astrolabio-Ubaldini.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong>R\u00fcdiger Safranski<\/strong>, <em>Nietzsche: A Philosophical Biography<\/em>, W. W. Norton.<\/li>\n<li><strong>Maudemarie Clark &amp; David Dudrick<\/strong>, <em>The Soul of Nietzsche&#8217;s Beyond Good and Evil<\/em>, Cambridge University Press.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Immagini<\/strong><\/p>\n<p><strong>In apertura<\/strong><\/p>\n<p><em>La fotografia di Lucerna del 1882 con Lou Andreas-Salom\u00e9, Friedrich Nietzsche e Paul R\u00e9e rappresenta uno dei documenti iconografici pi\u00f9 celebri della storia della filosofia europea. Nell&#8217;articolo diventa il punto di partenza per riflettere sulla distanza tra il filosofo storico e l&#8217;immagine costruita nei decenni successivi.<\/em><\/p>\n<p><strong>Nel corpo dell&#8217;articolo <\/strong><\/p>\n<p><em>Il Nietzsche-Archiv di Weimar, luogo in cui manoscritti, lettere e appunti furono raccolti e ordinati da Elisabeth F\u00f6rster-Nietzsche, contribu\u00ec in modo determinante alla diffusione dell&#8217;opera del filosofo e alla formazione della sua ricezione nel Novecento.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; SERGIO ANSUINI\u00a0 *\u00a0 Roma 24 Luglio 2026 \u00a0 Nietzsche prima del mito Lou Andreas-Salom\u00e9, Elisabeth e la costruzione di un&#8217;eredit\u00e0 contesa Dietro una delle fotografie pi\u00f9 celebri di Friedrich Nietzsche si cela una storia diversa da quella che l&#8217;immaginario collettivo ha tramandato. 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