{"id":15982,"date":"2025-05-22T14:06:40","date_gmt":"2025-05-22T12:06:40","guid":{"rendered":"https:\/\/diario.ansuini.com\/?p=15982"},"modified":"2025-05-22T14:07:32","modified_gmt":"2025-05-22T12:07:32","slug":"lart-brut-e-lopera-di-jean-michel-basquiat","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=15982","title":{"rendered":"L\u2019ART BRUT E L\u2019OPERA DI JEAN-MICHEL BASQUIAT"},"content":{"rendered":"<p>DEBORA ZAFFARANO| ROMA 22 MAGGIO 2025<\/p>\n<p>Che cos\u2019\u00e8 l\u2019Art Brut? E cosa lega questa espressione artistica all\u2019opera di Jean-Michel Basquiat, artista simbolo della New York degli anni Ottanta?<\/p>\n<p>A prima vista sembrano mondi lontani: da un lato, un linguaggio artistico nato ai margini della societ\u00e0 e del sistema dell\u2019arte; dall\u2019altro, un artista celebrato a livello internazionale, pienamente inserito nelle dinamiche del mercato e delle gallerie. Eppure, tra queste due realt\u00e0 esistono punti di contatto che affondano le proprie radici nel desiderio condiviso di oltrepassare i confini dell\u2019arte ufficiale per dar voce a qualcosa di pi\u00f9 puro, autentico e incontaminato.<\/p>\n<p>Il termine <em>Art Brut<\/em> si traduce letteralmente in \u201carte grezza\u201d. Fu coniato nel 1945 dall\u2019intellettuale e artista francese Jean Dubuffet (1901\u20131985) per definire una produzione artistica non convenzionale, priva di influenze culturali e accademiche, guidata da un\u2019imperiosa necessit\u00e0 interiore. Le opere di questi autori nascono nell\u2019intimit\u00e0 e nella segretezza del suo autore, come esito di condizioni di marginalit\u00e0 e isolamento. Nel loro gesto non vi \u00e8 ricerca stilistica n\u00e9 uso di tecniche raffinate, ci\u00f2 che emerge \u00e8 piuttosto un bisogno profondo di esistere e di esprimersi. Secondo Dubuffet, l\u2019arte pi\u00f9 autentica non nasce nei musei, ma in luoghi inattesi, come negli ospedali psichiatrici, carceri, tra gli autodidatti e tra gli individui in condizione di esclusione sociale o psichica.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-15984\" src=\"https:\/\/diario.ansuini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/2-300x280.jpg\" alt=\"\" width=\"734\" height=\"685\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/2-300x280.jpg 300w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/2-1024x955.jpg 1024w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/2.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 734px) 100vw, 734px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px;\">(\u00a9 Ritratto di Jean Dubuffet: John Craven. Per gentile concessione dell\u2019Archivio Fondation Dubuffet)<\/span><\/p>\n<p>Nel suo tentativo di recuperare un\u2019arte primitiva, Dubuffet rivolse uno sguardo attento anche agli ambienti urbani, in particolare ai graffiti sui muri cittadini. Quei segni grezzi, spesso anonimi e provocatori, gli apparivano come una forma di narrazione istantanea, affine a quella infantile o degli outsider. Tale visione trov\u00f2 conferma nella scoperta delle fotografie di Brassa\u00ef (1899\u20131984), raccolte nel volume <em>Graffiti<\/em> (1961), frutto di oltre vent\u2019anni di documentazione di volti stilizzati, animali, simboli astratti incisi o disegnati sui muri di Parigi. Alcuni dei quali confluirono nei <em>Cahiers de l\u2019Art Brut<\/em> curati dallo stesso Dubuffet.<\/p>\n<p>Accanto a queste forme di graffiti urbani, esemplare \u00e8 anche il lavoro realizzato in un contesto di internamento da Fernando Oreste Nannetti (1927\u20131994), alias NOF4, che, con la fibbia metallica del panciotto della propria divisa, scalf\u00ec sul muro dell\u2019ex Manicomio di Volterra una straordinaria testimonianza di scrittura automatica e visionaria, oggi considerato uno dei massimi esponenti dell\u2019Art Brut in Italia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-15985\" src=\"https:\/\/diario.ansuini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/3-1-244x300.jpg\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"664\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/3-1-244x300.jpg 244w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/3-1.jpg 513w\" sizes=\"(max-width: 540px) 100vw, 540px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px;\">(Brassa\u00ef, dalla serie \u201cGraffiti\u201d 1935-1950)<\/span><\/p>\n<p>Qualche decennio pi\u00f9 tardi, a New York, Jean-Michel Basquiat (1960\u20131988) inizi\u00f2 il suo percorso artistico proprio dai graffiti. Alla fine degli anni Settanta si impose sulla scena tappezzando di vernice acrilica i muri degli edifici del centro di Manhattan con i suoi versi urbani enigmatici, firmati SAMO\u00a9, in collaborazione con l\u2019amico Al Diaz. In breve tempo pass\u00f2 dai marciapiedi alle gallerie, diventando uno degli artisti pi\u00f9 acclamati della sua generazione. Le sue dirompenti composizioni, popolate da simboli arcaici, parole spezzate, teschi, corpi frammentati e segni infantili, si configurano come mappe visive di un conflitto tanto individuale quanto collettivo, dense di rimandi all\u2019immaginario urbano, alla cultura afroamericana e alla musica jazz, in aperta denuncia contro razzismo, disuguaglianze e societ\u00e0 dei consumi.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio in questo bisogno esistenziale e ossessivo di \u201curlare il mondo\u201d, in un gesto unico e irrefrenabile, che l\u2019arte di Basquiat richiama quella stessa forza espressiva che Dubuffet rintracciava nelle creazioni degli autori marginali.<\/p>\n<p>Pur nella presenza di numerosi punti di contatto, esistono tuttavia differenze significative tra l\u2019Art Brut e la produzione di Jean-Michel Basquiat. Una delle divergenze principali riguarda la consapevolezza artistica: gli autori dell\u2019Art Brut, per definizione, non si riconoscono come artisti e spesso sono ignari del valore delle loro opere. Basquiat, al contrario, era perfettamente cosciente del proprio ruolo e agiva intenzionalmente all\u2019interno del sistema dell\u2019arte. La sua opera, pur mantenendo una cifra espressiva istintiva e grezza, \u00e8 frutto di scelte deliberate e risente inevitabilmente dell\u2019influenza della cultura del suo tempo, della societ\u00e0 contemporanea e dei continui richiami alla storia dell\u2019arte, con cui intrattiene un dialogo costante.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-15986\" src=\"https:\/\/diario.ansuini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/4-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"723\" height=\"542\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/4-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/4-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/4.jpg 1772w\" sizes=\"(max-width: 723px) 100vw, 723px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px;\">(Le iscrizioni di Nannetti sui muri dell\u2019Ospedale psichiatrico di Volterra. Pier Nello Manoni, Collection de l\u2019Art Brut, Lausanne)<\/span><\/p>\n<p>Ci\u00f2 non toglie che, come gli artisti brut, anche Basquiat fosse animato da un\u2019urgenza interiore, da un richiamo profondo nel raccontare se stesso e la propria identit\u00e0. In entrambi i casi, il loro gesto si configura come grido, denuncia, atto di resistenza. L\u2019Art Brut e l\u2019opera di Basquiat dimostrano che l\u2019arte non ha bisogno di conformarsi ai canoni imposti dalla cultura o dalla societ\u00e0 per essere autentica; spesso \u00e8 proprio ai margini, nel disordine e nelle crepe dell\u2019esperienza umana, che trova la sua forza pi\u00f9 vera.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-15987\" src=\"https:\/\/diario.ansuini.com\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/5516-193x300.jpg\" alt=\"\" width=\"473\" height=\"735\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/5516-193x300.jpg 193w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/5516-660x1024.jpg 660w\" sizes=\"(max-width: 473px) 100vw, 473px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px;\">In asta: Jean-Michel Basquiat (1960-1988), Senza Titolo (1981), pennarello su carta (20,5&#215;13 cm)<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DEBORA ZAFFARANO| ROMA 22 MAGGIO 2025 Che cos\u2019\u00e8 l\u2019Art Brut? 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