{"id":14878,"date":"2023-05-14T01:00:13","date_gmt":"2023-05-13T23:00:13","guid":{"rendered":"https:\/\/diario.ansuini.com\/?p=14878"},"modified":"2023-08-04T11:17:52","modified_gmt":"2023-08-04T09:17:52","slug":"la-datazione-in-gioielleria-il-taglio-dei-diamanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=14878","title":{"rendered":"LA DATAZIONE IN GIOIELLERIA: IL TAGLIO DEI DIAMANTI"},"content":{"rendered":"<p>Per datare un gioiello si deve fare riferimento a diversi fattori, quali la lega del metallo con cui \u00e8 costruito, lo stile e le tecniche di costruzione orafa, l\u2019eventuale presenza di marchi e firme e la lavorazione e la provenienza delle pietre.<\/p>\n<p>Soprattutto quando nel monile sono incastonati dei diamanti, la tipologia del taglio d\u00e0 delle valide indicazioni sull\u2019epoca e quindi presumibilmente anche della costruzione del gioiello.<\/p>\n<p>In <strong>epoca greco romana<\/strong> i diamanti provenivano dall\u2019Oriente, tuttavia non erano ancora conosciute tecniche di taglio e le pietre si presentavano nella loro forma ottaedrica, ossia non pi\u00f9 allo stato grezzo, ma avendo ricevuto solamente una primordiale fase di pulitura.<\/p>\n<p>In <strong>India<\/strong> l\u2019uso dei diamanti era noto prima che in Occidente e le miniere indiane rimasero per secoli il principale punto di rifornimento dei mercanti europei. I contatti con l\u2019India si intensificano tra il Duecento e il Trecento grazie all\u2019interesse dei veneziani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-14880\" src=\"https:\/\/diario.ansuini.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/2-210x300.jpg\" alt=\"\" width=\"803\" height=\"1147\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/2-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/2.jpg 448w\" sizes=\"(max-width: 803px) 100vw, 803px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli europei appresero dai lapidari indiani l\u2019uso della polvere di diamante e dell\u2019olio d\u2019oliva per la lavorazione del diamante e nel Trecento comparve il <strong>taglio a tavola<\/strong>, documentato nel<strong> 1373<\/strong> a Norimberga, sede di una folta comunit\u00e0 orafa. Il taglio prevedeva una superficie piana a forma quadrata sul lato superiore, mentre su quello inferiore vi era sempre una superficie piana, ma di dimensione inferiore. Questo taglio ebbe la sua maggiore diffusione tra <strong>XV e XVI secolo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il XVII secolo<\/strong> fu un periodo importante per la diffusione dei diamanti e si impose presto un nuovo taglio, il <strong>taglio a rosa.<\/strong> La caratteristica principale di questo taglio, rimasto in uso fino a tutto <strong>l\u2019Ottocento<\/strong>, era che permetteva di utilizzare al massimo la pietra grezza, ossia da un unico cristallo si potevano ottenere pi\u00f9 gemme. Si tratta di una forma tagliata sulla base in modo netto, mentre la parte superiore \u00e8 a cupola con numerose faccette. Negli ultimi decenni del secolo si diffuse il taglio pi\u00f9 famoso del diamante ossia il <strong>taglio a brillante<\/strong>, di origini fiamminghe, ebbe lo scopo di far brillare il pi\u00f9 possibile la pietra. \u00a0In Italia, il primo a utilizzare il taglio brillante fu il veneziano <strong>Vincenzo Peruzzi.<\/strong><\/p>\n<p>Un altro taglio che si diffonde nel\u2019600 \u00e8 il taglio <strong>Mazzarino<\/strong>, unione tra uno quadrato e uno tondo, che prende il nome dal Cardinale Mazzarino (1602-1661). Alla sua morte lasci\u00f2 alla corona di Francia 18 diamanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-14881\" src=\"https:\/\/diario.ansuini.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/3.jpg\" alt=\"\" width=\"804\" height=\"801\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/3.jpg 250w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/3-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 804px) 100vw, 804px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I diamanti nel<strong> XIX secolo<\/strong> sono rari ed estremamente costosi.\u00a0 Un diamante di 3 o 4 carati \u00e8 considerato di grande caratura. I diamanti sono tagliati a rosa o con il taglio <strong>Old Mine Cut. <\/strong>Questo caratterizzato da 50 faccette, come il moderno taglio brillante, ma con una corona molto alta, una tavola piccola e l\u2019apice largo e senza punta. La lavorazione dei gioielli tende a valorizzare queste pietre con il metallo e di conseguenza le montature risultano esteticamente pesanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-14882\" src=\"https:\/\/diario.ansuini.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/4-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"806\" height=\"537\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/4-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/4-1024x683.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 806px) 100vw, 806px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La scoperta delle <strong>miniere del Capo<\/strong> in Sud Africa port\u00f2 una rivoluzione nella gioielleria.\u00a0 Nel 1<strong>869<\/strong> erano gi\u00e0 presenti in Europa dei campioni di diamanti delle nuove miniere, ma soprattutto dopo la<strong> Comune<\/strong> i gioiellieri francesi iniziarono ad averne a disposizione grandi quantit\u00e0. I nuovi diamanti erano molto pi\u00f9 grandi, il colore non era meraviglioso e la grande offerta provoc\u00f2 un crollo del prezzo. La scoperta delle nuove miniere provoc\u00f2 inoltre un cambiamento dello stile della gioielleria: i fabbricanti non ebbero pi\u00f9 la necessit\u00e0 di cercare di far apparire le pietre pi\u00f9 grandi. \u00a0Le montature pesanti e banali che esistevano allora furono rimpiazzate da altre leggere anche in argento. Le griffe in platino nella loro leggerezza davano il massimo risalto ai diamanti. Negli atelier di Parigi furono creati graziosi bouquet con cui si imitava la natura, collier e bracciali divennero morbidi con smalti invisibili.<\/p>\n<p>Un ulteriore sviluppo del taglio del diamante avvenne intorno al 1890 con l\u2019<strong>Old European Cut<\/strong><\/p>\n<p>che fu utilizzato per tutto il periodo Liberty e Deco.<\/p>\n<p>Questo taglio presenta rispetto al precedente una cuspide e la tavola pi\u00f9 stretta, inoltre, la pietra si presenta tonda invece che quadrata con angoli smussati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla fine degli anni \u201930 il taglio dei diamanti cambia ancora assumendo l\u2019aspetto del moderno brillante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-14883\" src=\"https:\/\/diario.ansuini.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/5-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"812\" height=\"406\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/5-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/5.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 812px) 100vw, 812px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per datare un gioiello si deve fare riferimento a diversi fattori, quali la lega del metallo con cui \u00e8 costruito, lo stile e le tecniche di costruzione orafa, l\u2019eventuale presenza di marchi e firme e la lavorazione e la provenienza delle pietre. 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