{"id":14796,"date":"2023-03-26T01:00:46","date_gmt":"2023-03-26T00:00:46","guid":{"rendered":"https:\/\/diario.ansuini.com\/?p=14796"},"modified":"2023-03-24T18:40:50","modified_gmt":"2023-03-24T17:40:50","slug":"loreficeria-etrusca-e-la-moda-del-gioiello-nel-xix-secolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diariomagazine.com\/?p=14796","title":{"rendered":"L\u2019OREFICERIA ETRUSCA E LA MODA DEL GIOIELLO NEL XIX SECOLO"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019oreficeria etrusca, erede di quella egizia, fenicia e greca, raggiunse un tale grado di bellezza che lo stesso <strong>Benvenuto Cellini<\/strong>, osservando un antico gioiello mostratogli dal <strong>Papa Leone X<\/strong>, disse che non v\u2019era modo di fare altrettanto e che questi antichi maestri orafi avevano tecniche di lavorazione che erano scomparse con loro; in effetti, poi il grande artista aggiunse che anche nella sua epoca la gioielleria era di altrettanta bellezza.<\/p>\n<p>Questa tecnica antica di lavorazione di cui parlava Cellini era la <strong>granulazione<\/strong> o \u201c<strong>pulvisco aureo<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>I fenici furono i primi ad applicare all\u2019oreficeria un sistema di decorazione ignoto agli egizi ed agli assiri: questo consisteva nel sovrapporre alla superficie della lastra tante piccole sfere di oro creando motivi geometrici, meandri e linee; successivamente, probabilmente tra il VII ed il V secolo a C, gli orafi fenici affinarono questa tecnica riducendo le dimensioni delle sfere ed arrivando a un \u201cpulvisco\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-14799\" src=\"https:\/\/diario.ansuini.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Pegasus_reel_Louvre_Bj1887-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"825\" height=\"825\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Pegasus_reel_Louvre_Bj1887-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Pegasus_reel_Louvre_Bj1887-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Pegasus_reel_Louvre_Bj1887-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 825px) 100vw, 825px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Probabilmente, le ispirazioni dei motivi furono date ai fenici dalle incrostazioni presenti nelle conchiglie, gusci calcarei, ramoscelli di corallo e altri elementi presenti nelle coste mediterranee.<\/p>\n<p><strong>Fortunato Pio Castellani<\/strong> (1794-1865), seguendo il consiglio di Michelangelo Caetani, duca di Sermoneta, inizi\u00f2 a riprodurre i gioielli etruschi tentando di imitarne le tecniche di lavorazione; venuto a conoscenza che nelle Marche vi erano dei rosari e grani lavorati con saldatura ignote agli orafi romani, simili a quelle degli etruschi, fece venire quei lavoranti a Roma per apprenderne i segreti; da qui in poi nacque il cosiddetto \u201c<strong>oro giallone<\/strong>\u201d e, soprattutto, la granulazione che tuttavia, anche se molto simile a quella antica, non la eguagli\u00f2 mai.<\/p>\n<p>In breve tempo la fama di questi monili port\u00f2 all\u2019apertura di numerosi laboratori specializzati a Roma e, in seguito, anche nel napoletano ed in toscana.<\/p>\n<p>Con<strong> Alessandro Castellani<\/strong> (1823-1883) figlio di Fortunato Pio, la fama della celebre Maison raggiunse Parigi dove fu aperta una succursale<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-14801\" src=\"https:\/\/diario.ansuini.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/uo-239x300.jpg\" alt=\"\" width=\"828\" height=\"1039\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In Francia all\u2019inizio del XIX secolo, sotto l\u2019influenza di <strong>David,<\/strong> la gioielleria abbandona la grazia delicata e morbida che aveva nel \u2018700 divenendo solenne, rigida e fredda; con il romanticismo, nel periodo della restaurazione e sotto Luigi Filippo, si ritorna allo stile gotico e rinascimentale. Tuttavia questo stile \u00e8 poco compreso e soprattutto interpretato in maniera superficiale.<\/p>\n<p>Verso la met\u00e0 del secondo impero lo sviluppo del commercio e dell\u2019industria port\u00f2 a un grande incremento del benessere; la ricerca del lusso e dell\u2019ostentazione d\u00e0 il via a grandi cambiamenti nella moda.<\/p>\n<p>Bisognava ad ogni costo proporre cose nuove e, proprio per questo motivo, rivolgersi alle fonti pi\u00f9 disparate accodandosi all\u2019attualit\u00e0 e allo snobismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-14800\" src=\"https:\/\/diario.ansuini.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Scanned-Documents-85x300.jpg\" alt=\"\" width=\"861\" height=\"3039\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I gioielli quindi vengono modellati via via seguendo lo stile egizio, etrusco, neo greco inglese etc.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 in questo contesto che la gioielleria etrusca dei Castellani, sviluppatasi con continue migliorie, raggiunge una grande fama.<br \/>\nIl ritorno all\u2019antico \u00e8 evidenziato nei vari stand dell\u2019<strong>Esposizione Universale di Parigi<\/strong> del 1878: nella sezione americana <strong>Tiffany<\/strong> espone i fac-simile dei gioielli d\u2019oro trovati a Cipro nel <strong>tesoro di Kourion<\/strong> nella sezione austriaca <strong>Bacher<\/strong> di Vienna propone riproduzioni di gioielli Greci finemente lavorati; nella sezione italiana si constata come il ritorno allo stile antico ha rialzato il livello della gioielleria.<\/p>\n<p>A tutto questo ha contribuito la scuola orafa che la famiglia Castellani aveva fondato a Roma verso il 1840, con la cooperazione ed il consiglio del Principe Caetani, ed era rappresentata a Napoli da <strong>Giacinto Melillo<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-14797\" src=\"https:\/\/diario.ansuini.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/e4a3fd304dc76b3279ac50081e7c48d6-300x114.jpg\" alt=\"\" width=\"797\" height=\"303\" srcset=\"https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/e4a3fd304dc76b3279ac50081e7c48d6-300x114.jpg 300w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/e4a3fd304dc76b3279ac50081e7c48d6-1024x390.jpg 1024w, https:\/\/www.diariomagazine.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/e4a3fd304dc76b3279ac50081e7c48d6.jpg 1500w\" sizes=\"(max-width: 797px) 100vw, 797px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019oreficeria etrusca, erede di quella egizia, fenicia e greca, raggiunse un tale grado di bellezza che lo stesso Benvenuto Cellini, osservando un antico gioiello mostratogli dal Papa Leone X, disse che non v\u2019era modo di fare altrettanto e che questi antichi maestri orafi avevano tecniche di lavorazione che erano scomparse con loro; in effetti, poi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":14798,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[86],"tags":[],"class_list":["post-14796","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria-it"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.3 - 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