IL KLIMT SCOMPARSO * Dalle confische del III Reich al record d’asta
REDAZIONE * Roma, 12 Giugno 2026
Ritrovato dopo quasi cent’anni, il Portrait of Fräulein Lieser è diventato il simbolo delle battaglie per la restituzione delle opere disperse durante la persecuzione degli ebrei europei.
Un capolavoro riemerso dal nulla. Il Portrait of Fräulein Lieser di Gustav Klimt è oggi al centro di una delle vicende più enigmatiche e controverse del mercato dell’arte: un dipinto dal valore stimato di oltre 30 milioni di euro, scomparso per decenni e circondato da interrogativi che continuano a dividere eredi, esperti e legali.

Dipinto nel 1917, negli ultimi mesi di vita di Klimt, il ritratto raffigura una giovane appartenente alla ricca famiglia ebraica viennese dei Lieser, importanti industriali e mecenati dell’artista. L’opera rimase incompiuta alla morte del pittore nel 1918 e venne successivamente consegnata alla famiglia committente.
Per decenni il dipinto fu considerato perduto. Gli studiosi ne conoscevano l’esistenza soltanto grazie a una fotografia in bianco e nero realizzata nel 1925 durante una mostra alla Neue Galerie di Vienna. Dopo quella data, il quadro scomparve completamente dalla circolazione.

La sua ricomparsa nel gennaio 2024, annunciata da una nota Casa d’ Aste viennese, ha rappresentato una delle più clamorose riscoperte artistiche degli ultimi decenni. Tuttavia il ritrovamento ha immediatamente sollevato interrogativi sulla provenienza dell’opera durante gli anni del nazismo. Tra il 1938 e il 1945 la famiglia Lieser fu perseguitata dalle autorità tedesche, i beni furono arianizzati e alcuni membri della famiglia furono deportati e uccisi. Proprio il percorso del dipinto tra il 1925 e il 1960 rimane ancora oggi sconosciuto.

Nonostante queste incertezze, nell’aprile 2024 il quadro è stato venduto a Vienna per circa 30 milioni di euro, in base a un accordo raggiunto tra i proprietari e parte degli eredi Lieser secondo i Principi di Washington sulle opere d’arte sottratte durante il periodo nazista.
La vicenda però non si è conclusa. Nel 2025 l’acquirente internazionale ha sospeso l’operazione a causa delle crescenti contestazioni sulla provenienza dell’opera. Nel giugno 2026 Patricia Leahy, ultima discendente diretta della famiglia Lieser, ha avviato un’azione legale contro la casa d’aste sostenendo che il dipinto sarebbe stato identificato in modo ambiguo e che gli eredi legittimi sarebbero stati esclusi dalle trattative.

A oltre cento anni dalla sua realizzazione, il Portrait of Fräulein Lieser resta dunque sospeso tra capolavoro ritrovato e simbolo delle ferite ancora aperte lasciate dalle spoliazioni naziste. Una storia in cui arte, memoria e giustizia continuano a intrecciarsi senza aver ancora trovato una conclusione definitiva.
