Salta al contenuto principale

DIARIO – ARTE E CULTURA

RUBATA NUOVAMENTE LA BANANA DI CATTELAN

NERIO SANGIUSI / Roma 1 Giugno 2026

La “banana”, l’importante opera d’arte di Cattelan, è di nuovo scomparsa. Il Pompidou di Metz ha sporto regolare denuncia. Inoltre il museo ha comunicato ufficialmente che una nuova banana, probabilmente acquistata nel supermercato più vicino, è stata prontamente posizionata nella sala espositiva. Si darà così nuovamente la possibilità agli amanti dell’arte di percepire la soglia tra il finito e l’Assoluto.

Il fatto che sia stata presentata una denuncia per furto esclude che l’opera sia stata semplicemente sostituita con un esemplare più fresco per rallentarne la naturale evoluzione organica. Noi preferiamo invece sperare che chi ha sottratto la banana lo abbia fatto per necessità fisiologiche, ovvero perché aveva fame. In tal caso l’opera avrebbe assunto una dimensione esistenziale, fungendo da ponte tra l’indigenza e almeno una temporanea sensazione di benessere.

Sicuramente l’artista ha voluto rappresentare qualcosa di alto e sicuramente non intendeva prendere in giro gli amanti dell’arte. Va anzi ricordato che l’opera di Cattelan ha avuto un merito che poche opere contemporanee possono vantare: ha aperto una discussione mondiale coinvolgendo non soltanto collezionisti, critici e specialisti, ma anche persone che normalmente non frequentano musei e gallerie.

Tuttavia questo tipo di opere, data la diffusa ignoranza dei visitatori, dovrebbero essere accompagnate da un volume redatto da critici d’arte stimati, internazionali e assolutamente non contaminati da obsolete concezioni filosofiche. Il volume dovrebbe illustrarne l’importanza, il significato e la proiezione nell’anima come ponte tra il finito e l’Infinito.

In effetti non è sempre facile comprendere dove finisca l’opera e dove inizi il commento all’opera. Talvolta il visitatore meno preparato può persino avere il sospetto che il secondo sia più importante della prima. Naturalmente si tratta di un sospetto del tutto infondato. Del resto le grandi opere hanno spesso la capacità di generare dibattiti che vanno ben oltre la loro presenza materiale. Nel caso specifico qualcuno potrebbe persino osservare che la banana vive non soltanto per ciò che è, ma anche per la vasta rete di interpretazioni, commenti, analisi, discussioni e approfondimenti che la sostiene.

Il volume dovrebbe inoltre far comprendere alla massa come l’opera agisca per il nutrimento dell’anima. Purtroppo, e i fatti lo dimostrano, esistono ancora individui che confondono il nutrimento dell’anima con quello del corpo.

Non possiamo che dolerci per la mancanza di un’adeguata sorveglianza che ha consentito, per ben due volte, il furto di questo capolavoro.

Purtroppo sono cose che capitano in Francia. Non molto tempo fa dal Louvre sono stati sottratti anche gioielli storici, capolavori dell’arte orafa francese.

Qualcuno potrebbe voler fare confronti. Noi non li faremo. Per affrontare seriamente un tema così complesso sarebbero necessari almeno tre critici internazionali, due curatori e un catalogo di quattrocento pagine.

Del resto, se il valore di un’opera coincidesse con l’oggetto materiale, il supermercato sotto casa sarebbe uno dei più importanti musei del pianeta.

Il Louvre, dopo il furto dei gioielli, ha rafforzato la sorveglianza e i sistemi di difesa. La banana di Cattelan dovrebbe pertanto essere trasferita, per evitare ulteriori esecrabili sottrazioni, nella sala superprotetta che ospita la Gioconda di Leonardo.

Scegliendo questa collocazione avremmo la quasi certezza di poter ammirare anche in futuro questo straordinario capolavoro. E, nel caso dovesse sparire ancora una volta, potremmo sempre consolarci pensando che il furto stesso costituisca una nuova interpretazione dell’opera. Resta soltanto da capire se il ladro abbia portato via anche il certificato di autenticità.

Leave a comment